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In questa pagina si pubblicano testi e opere di artisti che vogliono
contribuire alla nostra riflessione sulla funzione dell’arte (in
questo ambito principalmente della pittura) come espressione dello
spazio interiore dell’uomo, manifestazione del suo potenziale
creativo, veicolo di conoscenza e elevazione spirituale.
L’arte criptica
di Giuseppe Billoni
Credo che fare arte non sia mai fine a se stesso, ma sia tutt'uno con
la ricerca conoscitiva che si esercita su noi stessi e il mondo;
azione che si dispiega nella mia opera grafica e pittorica attraverso
una netta connotazione ermetica e attraverso corrispondenze simboliche
cripticamente descritte.
E' un percorso in qualche modo iniziatico nella ricerca di un
collegamento e fino al contatto con stati di coscienza sottili,
abitati da energie pulsanti che è possibile descrivere solo
intuitivamente.
Dipingere può essere un metodo per evocare e cristallizzare luci e
ombre di ciò che è in atto in questa invisibile dimensione parallela
filtrandola attraverso le problematiche formali ed estetiche che il
fare arte impone.
Già nelle opere degli anni 70 incominciano ad emergere i primi esiti
pittorici di ricerche che continuavo a condurre mettendo spesso in
gioco tutto e con la drammaticità che conosce solo chi si pone a
strapiombo sopra l'abisso di se stesso.
Questi tuffi nel vuoto, queste "discese agli inferi" finalmente
approdano salvificamente alle geometrie e corrispondenze fra micro e
macrocosmo, assumendo la figurazione dei diagrammi Universali da me
chiamati più semplicemente "Ruote Cosmiche". In questi "dischi" si
manifesta sinteticamente la molteplicità indefinita delle forme e
degli esseri rispetto all'unico centro emanatore e regolatore. |
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L’età del ferro
(1976)
(Tecnica mista su tela e tavola)
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L’età del ferro
(1976)
Particolare
(Tecnica mista su tela e tavola)
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Negli anni 70/80 ho elaborato
aggregati rocciosi la cui connotazione naturalistica è solo apparente e
che sono andati sempre più strutturandosi in formazioni cristalline, come
se numerose operazioni di distillazione alchemica le avessero rese sempre
più permeabili alla luce e quindi trasmutabili.
Altra operazione ho posto sul versante opposto "volatile", sottile; cioè
le nuvole. Dal loro stato areiforme, gassoso, si sono tramutate in una
materia densa, spessa e a volte pesante; la prima opera in cui una nuvola
è tagliata a metà e posta su una mensa imbandita, è un dipinto del 71, dal
titolo "Il pranzo di ogni Re" in cui i significati legati al pasto sacro e
ad altri rimandi esoterici non voglio qui affrontare.
Nuvole solide, appunto, secondo l'assioma ermetico del "rendere denso il
sottile e sottile il denso", come nel caso già accennato delle rocce.
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Il pranzo di ogni re (1971)
(tecnica mista su carta)
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Attraverso queste (ma non
solo) intuitive coordinate sono approdato alla fine degli anni 90 alla
produzione dei "Cieli Stratificati" e ai "Frammenti di Cielo".
L'atmosfera, in quanto simbolicamente lato sottile della
manifestazione, diventa anch'essa densa alla visione intuitiva; gli
opposti si invertono e fondono; ciò che era celato si manifesta
solidificandosi.
Così addensato, il cielo viene triripartito, stratificandosi in una
trilogia metafisica i cui antichi ternari assumono un nuovo ed inedito
valore descrittivo, sia simbolico che formale.
In questo universo rivelato può allora accadere che la materia, in
quanto "corpo", misura, sia infine assorbita nel suo aspetto
mercuriale di continuo inafferrabile movimento dinamico, rendendo così
compiuta la trasmutazione anche macrocosmica.
E' una dimensione in cui ogni moralismo e sentimentalismo è bandito;
in cui i cieli si spaccano, squarciano e sfogliano come pagine in un
silenzioso fragore; aprendosi come per permettere all'occhio
sinceramente indagatore un atto conoscitivo più profondo e definitivo
di ciò che non è razionalmente accessibile. |
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