In questa pagina si pubblicano testi e opere di artisti che vogliono contribuire alla nostra riflessione sulla funzione dell’arte (in questo ambito principalmente della pittura) come espressione dello spazio interiore dell’uomo, manifestazione del suo potenziale creativo, veicolo di conoscenza e elevazione spirituale.

 
Libertà dalla forma, libertà dal colore nel tema del Risveglio
di Lucia Gardellin
 

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Risveglio
(pannello cm 108x72 - tecnica mista a rilievo)
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La mia pittura nasce dalla necessità di liberarmi dalle regole della forma e del colore, dal bisogno impellente di creare un ambito, uno spazio, nella vita di tutti i giorni non condizionato da cose, eventi o proposte.
Nel mondo della globalizzazione rischiamo di essere solo spettatori di vissuti che appartengono ad altri, perdendo di vista la necessità di rimanere in contatto con noi stessi, di ascoltarci dentro, di aver cura delle nostre istanze psico-fisiche, intellettuali, morali, spirituali che chiedono di potersi esprimere e realizzare.
La creatività ha bisogno d’introspezione, di quiete, di libertà per potersi esprimere, ma il mondo è sempre più rumoroso.
L'incombente prepotenza dei mass-media riesce a condizionare ormai la nostra esistenza, in mille modi, più o meno manifesti.
Immagini, colori, parole, suoni si sono impadroniti della nostra vita.
Tutto ormai è stato rappresentato, detto, in milioni di modi. I nostri occhi sono saturi, la nostra mente trabocca, il nostro Essere è soffocato!
La ricerca artistica rappresenta, almeno per me, un Sacro Rifugio.
Il mio approccio all'arte è personalissimo, particolare, incondizionato.
Interrompo ogni ragionamento, non mi pongo obiettivi, mi libero da ogni forma e da ogni colore per immergermi nel mio fantastico mondo interiore, per aprirgli un varco, una possibilità d’esprimersi. Ed ecco che un colore mi cattura, diventa il primo attore con il quale entro in dialogo, stuzzicandolo a scomporsi ed a chiamare altri colori, per non arrendersi alla mia prepotenza espressa con una spatola su una tela o su altro supporto rigido.
È una sfida che lancio ad un colore e che il colore stesso mi rimanda con rinnovata intensità.
È come dover ammaestrare una fiera che io stessa ho liberato. Anch'io, come il colore, chiedo l'aiuto di altri colori e delle spatole e della tela; talvolta non basta il colore e mi rivolgo alla materia: sabbie, stucchi, che unisco a colle e vernici. Aggiungo e tolgo colore e materiale, con la spatola, con le mani, con l'acqua, in virtù della Sacra Follia che mi pervade nel momento e che mi libera da ogni forma, da ogni colore, da ogni dover fare o dover essere.
Non devo compiacere niente e nessuno; posso amare oppure odiare in quel momento, con la stessa intensità, posso restare indifferente o farmi irretire dal contesto che scaturisce, spontaneo, al momento.
Mi sento libera, finalmente libera da ogni condizionamento interno o esterno, posso finalmente ESSERE ciò che sono.

L’ultimo girasole
(pannello cm 55x100 - tecnica mista a rilievo)

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Burka
(tela cm 50x70 - tecnica mista)
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Venezia verso il tramonto
(tela cm 50x70 - tecnica mista)
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Dipingo “qui ed ora”, completamente immersa nel momento presente, senza alcun pensiero, senza alcun desiderio, se non quello di vivere pienamente l'istante, come se non ci fosse passato, né cercassi futuro, questo è lo stato di grazia che apre nuovi orizzonti, che pulsa del respiro cosmico, che vive il RISVEGLIO.
Non è magia, non è una condizione indotta o cercata. Accade da sola, quando il mio ego non agisce, ma diventa semplicemente spettatore.
Il contesto prende il sopravvento e vive di vita propria. Ogni colore, lo stucco, la tela, ogni strumento, dalla spatola al pennello, allo straccio, dal cavalletto all'acqua, al solvente, si apre verso un mondo sconosciuto, verso l'ignoto.
È questo il volo che l'Artista spicca verso l'Arte, che non è più arte del fare, ma arte dell'essere, è questo il mio volo.
Non c'è premeditazione, non c'è traguardo da raggiungere. L'opera si compie da sé, come evoluzione naturale di un gesto, di una sensazione visiva, o tattile, di un ricordo, di un desiderio che diventano colore e materia, che si concedono al gesto, scandito da una spatola o si lasciano percorrere da un getto d'acqua che scorre sulla tela o essiccare dai raggi del sole o raffreddare dalla brezza.
Movimenti semplici, che appartengono alla spontaneità della natura, si trasferiscono, dalla banalità del quotidiano, alla sacralità della celebrazione.
L'Arte è dunque celebrazione, ma non celebrazione di un rito che ha le proprie formule ed i propri codici, ma celebrazione pura e semplice della vita.

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Resurrecturris dalle twin towers
(tela cm 50x100 - tecnica mista)
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