A cura di Elettra Cipriani

1. Introduzioneinizio pagina

Viviamo in un periodo nel quale sembra che ogni cosa che facciamo sia stata preparata, confezionata da manovratori occulti. Appena alzati programmiamo la nostra giornata in funzione delle necessità familiari e lavorative, sulle quali interferiscono pesanti condizionamenti esterni, per soddisfare le aspettative dei "media". Ci sentiamo tenuti ad avere successo ,a raggiungere obiettivi prefissati da una società prettamente consumistica cercando di vincere le debolezze e superare le paure e le angosce. Ma le energie concentrate nello sforzo di realizzarsi a tutti i costi sono destinate a fallire se non avremo il coraggio di interrompere il nostro lavoro frenetico. A fine giornata, riflettendo su noi stessi, ci rendiamo conto che abbiamo controllato e "dominato" il nostro desiderio di sentirci "vivi" senza più nasconderci dietro le altrui emozioni. E in una riflessione più profonda scopriamo che il nostro desiderio più grande è di cominciare ad esprimerci e, conseguentemente, a realizzarci non soffocando più le nostre necessità espressive, il nostro potenziale creativo. Non dimentichiamo che la creatività è in ognuno di noi, appartiene all'uomo da sempre, e da sempre aiuta l'uomo a costruire la sua personale filosofia di vita. Ma quando manifestiamo l'esigenza di esprimerci attraverso l'arte, a volte traspare negli altri una sorta di affettuosa, generosa accettazione come se la creatività fosse solo un momento compensativo a quello " più importante" che ci porta a fare delle scelte a ad assumere posizioni ideologiche.
Ci sono tanti modi per avvicinarsi all'arte: proviamo ad accostarci ad un museo, ad uno studio d'arte, ad un laboratorio; ma, a mio avviso, il mondo della ceramica è quello che più ci permetterà di entrare in contatto con noi stessi. Infatti, nella mia ormai lunga esperienza come ceramista e nel mio specifico interesse verso l'insegnamento di questa "materia", ho visto avvicinarsi al mondo della ceramica tantissime persone desiderose di comunicare qualcosa del proprio essere che non fosse basato solo sul linguaggio verbale, ma che privilegiasse le mani per raccontare di sé, della propria storia, del proprio mondo interiore.
E' sempre emozionante guardare un adulto mentre, per la prima volta, tocca l'argilla: razionalmente consapevole della storicità della materia e, allo stesso tempo sorpreso dalle nuove e straordinarie sensazioni che il primo contatto con essa può dare.
La creta è umida, è plastica, si trasforma, stimola tutti quei processi creativi insiti in ognuno di noi. Le mani si muovono intorno ad essa e, lentamente, danno forma ad una "idea" che è dentro di noi.
Ci sono persone che affrontano questo momento con manifestazioni molto diverse tra loro: alcune fuggono da ciò che vedono nella loro creazione spaventate dalle loro stesse, inconsce, verità; altre ne ridono perché colgono l'aspetto ironico, altre ancora si rilassano talmente tanto da cominciare a sbadigliare ininterrottamente…! Alcune, invece, riscoprono l'aspetto ludico, il piacere della scoperta che riporta all'infanzia.
E' comunque un momento prezioso, intimo, quasi magico, l'attimo in cui la propria creatività dà vita a qualcosa che parla per noi, rende visibile uno stato emotivo ed un inconscio a volte a noi stessi sconosciuto.

In questo testo introduttivo voglio accennare all'importanza della ceramica come strumento didattico e terapeutico, un argomento di grande rilevanza che costituisce anche la base di gran parte del lavoro da noi espletato nelle scuole e nei gruppi che formiamo…

2. L'arte ceramica come strumento didatticoinizio pagina

Nel campo educativo le attività didattiche connesse alla creatività sono di solito progettate come sostitutive di modi più consueti di fare scuola e come attività integrative..
Il discorso sulla creatività è invece un'occasione per vivificare dall'interno il cammino degli alunni, per favorire un apprendimento che implichi la rielaborazione personale e che innesti stimoli culturali. E' un apprendimento che riesce ad entrare in contatto con la struttura dinamica della mente.
Lo psicologo Jean Piaget aveva definito l'intelligenza come una forma superiore di adattamento: quindi anche nel concetto di intelligenza è presente la capacità di affrontare nuove situazioni, cioè di fare nuove esperienze.
Vygotsky osserva che l'esperienza nell'età evolutiva si giova anche dell'immaginazione. Immaginazione e intelligenza sono connesse a loro volta con la ricchezza dell'esperienza e con la capacità di assumere e ritenere il massimo dell'informazione, ordinandola in modo che sia più facile utilizzarla.

L'importanza didattica della manipolazione è che attraverso questa attività si pongono obiettivi, si sperimentano sistemi di rappresentazione che mettono in evidenza il grado di sviluppo motorio, percettivo, lo stile personale di visione e alcune caratteristiche di ordine emotivo.
Il fanciullo libera e organizza energia, inventa un linguaggio, costruisce astrazioni, verifica conoscenze, compie esperienze. L'insegnante ha la possibilità di raccogliere alcuni dati fondamentali, per rendersi conto del modo in cui la mente lavora e delle difficoltà che essa deve affrontare per condurre avanti le sue esperienze.

Il momento iniziale di approccio con la creta serve a stabilire un contatto diretto, individuale, a pensare cosa realizzare. Poi inizia la trasformazione che nel complesso segue tappe tipiche, caratteristiche delle varie età; i temi si rifanno alla vita familiare, agli animali, ai personaggi fantastici. Capita spesso che i fanciulli lavorino, si concentrino sul materiale, ma che non siano interessati a realizzare qualcosa di ben definito; l'adulto deve rispettare questo loro bisogno.

La manipolazione investe anche la sfera affettiva, le produzioni rivestono sempre significati legati al vissuto personale.

Lavorando in piccoli gruppi i bambini e i ragazzi vengono stimolati dai compagni a superare i problemi tecnici. I suggerimenti di un compagno sono sempre accettati, i fanciulli, confrontandosi, percepiscono anche le qualità estetiche dei loro lavori, ammirano e si entusiasmano per le realizzazioni ben riuscite. Nascono osservazioni sulle proporzioni degli oggetti, sulla forma, sulla corrispondenza del prodotto all'intenzione originaria.

Un altro degli obiettivi didattici più importanti è l'osservazione delle opere d'arte che stimola il crescente interesse verso gli aspetti espressivi della cultura figurativa.

3. Importanza della manipolazione per lo sviluppo psicomotorio del bambino inizio pagina

Lo sviluppo dei sensi in ogni organismo inizia con il tatto, l'udito e la vista infatti si formano solo quando l'organismo si perfeziona. Attraverso le attività tattili i bambini esplorano il mondo circostante e imparano a riconoscere le proprietà fisiche delle cose; affinano in tal modo le abilità motorie indispensabili per un equilibrato sviluppo psicomotorio: processi di coordinazione oculo-manuale, lateralizzazione e abilità relative al conoscere, quali i processi di trasformazione dei materiali (la creta che si asciuga) e le loro specifiche proprietà (elasticità, peso, calore).

La psicomotricità è parte essenziale nello studio dell'età evolutiva e trova costante rapporto con i fenomeni dello sviluppo mentale. Infatti lo sviluppo motorio facilita lo sviluppo mentale, consentendo un'enorme estensione del campo di ricerca e di esperienza. La progressiva acquisizione delle capacità intellettive viene d'altro canto continuamente impiegata a perfezionare la migliore utilizzazione delle capacità motorie.

Lo sviluppo della manualità quindi è il centro da cui si diparte tutto lo sviluppo psicofisico dell'individuo, sviluppo regolato dalla cosiddetta legge di associazione psicomotoria, secondo la quale "un bambino che dopo i 3 anni presenta un livello ipoevoluto di psicomotricità è candidato non soltanto alla debilità motrice, ma anche a difetti intellettivi e caratteriologici, mentre un bambino che a 3 anni presenta una normale evoluzione psicomotoria lascia presumere un normale sviluppo mentale".

Se si osservano i fanciulli durante i momenti dedicati alle attività di manipolazione, si noterà che essi esternano attraverso il linguaggio le esperienze che compiono, le emozioni che provano. Talvolta il loro raccontare è rivolto a se stessi, appartiene ad una sfera fantastica tutta individuale ed il manipolare diviene un mezzo per immaginare situazioni e per dare significati diversi al materiale adoperato. Si capisce perciò che l'uso della fantasia e dell'immaginazione ha un risvolto terapeutico, nel senso che esse consentono una fuga dalla realtà, in situazioni difficili. Questo non significa estranearsi dalla realtà, ma avere degli ambiti, degli spazi mentali e psicologici dove è possibile rassicurarsi e in cui si entra, ma da cui si può uscire in qualsiasi momento.

Spesso, quando il ragazzo riesce ad entrare profondamente nell'attività, ne esce felice e gratificato anche se il suo lavoro non assume una forma definita. Per questo è importante che nelle attività manipolative non venga data molta importanza al prodotto, ma ai processi creativi e immaginativi che il materiale stimola.

 

Ogni aspetto della materia è illustrato nei seminari e nei corsi organizzati nelle sedi dei nostri Gruppi Territoriali (clicca su "Le nostre iniziative"); sarò anche lieta di discuterne con chiunque voglia utilizzare lo strumento della "Consulenza gratuita".

 

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