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Danze classiche dell'India articolo di Rossella Lozzi
INTRODUZIONE
L'arte e l'espressione creativa fanno parte della vita quotidiana e del carattere indiano. Sia se parliamo di rituale religioso, sia se pensiamo al semplice atto di offrire e servire il cibo: gli indiani hanno sviluppato un atteggiamento, un modo 'estetico' di fare qualsiasi cosa.
Un rituale praticato da una tribù nomade del Rajastan chiamata Bhopa,
illustra bene la sintesi di diverse arti, come la pittura, la musica,
il narrare storie, l'adorazione… Alcuni bardi nomadi vanno di villaggio
in villaggio a cantare le lodi della divinità locale Pabuji, davanti
ad una grande stoffa in cui sono dipinti gli episodi tratti dalla vita
della divinità. Questi dipinti sono fatti, in forme stilizzate e colori
brillanti, da famiglie che si sono specializzate in quest'arte e la trasmettono
alle generazioni successive. Prima di disegnare la prima linea, l'artista
fa un "puja", una cerimonia religiosa di purificazione degli elementi
e di ringraziamento, affinché gli strumenti che utilizzeranno diventino
sacri. Questa cerimonia implica avvicinarsi con rispetto all'azione da
compiere, significa immettere la magia nel quotidiano.
L'arte in India non è separata dalla vita, non è puro ornamento o intrattenimento, ma parte intrinseca di essa.
La musica e la danza, prima della nascita delle danze classiche, ruotavano intorno alle attività basilari della gente rurale e tribale, ne era parte integrante. Musica e danza servivano ad esprimere emozioni ed esperienze e anche ad elevare lo spirito.
Vi erano danze di caccia, in cui si imitavano i movimenti degli animali, e le canzoni ne imitavano i versi, per accordare i riflessi del cacciatore alla preda. Oppure le danze di guerra utilizzavano molto i tamburi per incitare e incoraggiare la vittoria, quasi come un'esortazione psicologica.
Le comunità agricole celebrano i ritmi della vita quotidiana, il cambiamento delle stagioni, i raccolti, le feste religiose, le nascite e i matrimoni sempre al suono di musica. E dove c'è musica c'è anche danza.
Ci sono molte forme di danza e teatro popolare, in cui si narrano le leggende di eroi, re e divinità locali. Persino le arti marziali hanno influito sulla danza. Riconosciamo nella danza, in particolare alcuni gesti molto decisi della danza Kathakali richiamano, in forma stilizzata, l'arte marziale.
Da queste ricche tradizioni di danze popolari e tribali traggono origine le danze classiche dell'India, che hanno poi affinato sempre più le proprie tecniche e ognuna di esse si è distinta per delle caratteristiche peculiari, proprie di quella danza, anche se gli aspetti comuni rimangono sempre quelli descritti nel NATYA SHASTRA, un testo del II sec., scritto dal saggio Bharata Muni, a cui pare si sia rivelato il Creatore BRAHMA. Questi aspetti sono: NRITTA: pura danza astratta, NRITYA: usa il mimo e l'ABHINAYA, cioè i gesti per esprimersi, HASTA MUDRA (mani-segni), gesti con le mani, espressioni del viso e movimenti del corpo, e NATYA: dramma, teatro, danza.
ORIGINE SACRA DELLA DANZA INDIANA
Presento ora quattro tipi di danza classica indiana: BHARATANATYAM, KATHAKALI, KATHAK e MANIPURI, accennando alle tecniche (che nel mio libro sono descritte in modo dettagliato) e agli aspetti culturali di questa arte antichissima, di cui ritroviamo tracce anche in sculture indiane secolari, le quali testimoniano che la danza era un'arte praticata in tempi molto antichi.
La danza è molto legata alla musica e alla religione: danzare è la forma
più antica di preghiera. Un tempo faceva parte dei rituali praticati nei
templi, durante i festival religiosi. Allora la danza aveva un carattere
di sacralità, che perse nel corso del tempo e passò da arte ritualistica
ad intrattenimento. Ma grazie a grandi maestri questa arte ha riacquistato
il suo antico splendore ed il carattere di arte elevata. La fonte d'informazione
più autorevole e antica su questa arte è il NATYA SASTRA, scritto da Bharata
Muni nel II sec., che è stato posto accanto ai quattro VEDA, assegnandogli
il nome di NATYAVEDA.
Grazie all'aiuto di Gandharva e Apsara, cantori e danzatrici
celesti, Barata Muni presentò tre forme di danza: NATYA, NRITYA e NRITTA
davanti al Signore Shiva, il quale chiese all'aiutante Tandu di
trasmettere la tecnica del suo violento stile di danza, lo stile lasya,
che la moglie Parvati mostrò al saggio. Appresa la tecnica, la trasmise
alle pastorelle di Dvaraka per poi diffonderla in altri luoghi.
In questo modo si diffusero gli stili di danza nel mondo.
ABHINAYA è il linguaggio dei gesti attraverso cui si esprimono delle idee, con gli arti: ANGHIKA ABHINAYA, con il linguaggio: VACIKA A., con i costumi e il trucco: AHARYA A. e con la mente: SATVIKA A.: interruzione dell'azione, sudore, pelle d'oca, cambiamento di voce, tremolio, lacrime, svenimento…(le emozioni mentali si esprimono attraverso le reazioni corporee).
KARANA sono le pose di danza classica. Ce ne sono 108 nel NATYA SASTRA. E' rappresentato dalla coordinazione dei movimenti delle mani e dei piedi.
ADAVU è l'azione dei piedi a contatto con il pavimento.
HASTA MUDRA sono i gesti con le mani, una sorta di alfabeto, con la combinazione di diversi mudra si comunicano diverse parole o concetti, idee.
NATYA o NATAKA illustra i poemi epici.
BHARATANATYAM
Arte formata da danza, arte drammatica, musica, rima e ritmo
(poesia). E' un'arte di espressione spirituale. Nasce nel sud dell'India,
nello stato di Madras, Tamil Nadu.
Le devadasi sono le principali responsabili della preservazione
di questa arte, attraverso il canto e la danza di testi sacri. Sono le
servitrici di Dio desiderose di dedicare la loro vita al servizio delle
divinità installate nei templi. L'usanza di danzare nei templi andò degenerandosi
perdendo il senso di sacralità. Fu poi però rivalutata nel corso dei tempi
e ne fu incoraggiato lo sviluppo di quest'arte nobile. BHA RA TA = espressione,
melodia e ritmo. I tre elementi: NRITTA: danza astratta, marana adavu,
posizione dei piedi, NRITYA, ABHINAYA esprimono idee o sentimenti attraverso
mudra ed espressioni del viso.
NRITYA è la danza espressiva, che include il corpo, il viso e i mudra.
Ci sono 30 ASAMYUKTA HASTA, gesti eseguiti con una sola mano, 23 SAMYUKTA HASTA, gesti con due mani. Vi sono nove tipi di movimenti del capo, nove delle pupille, sette delle sopracciglia, sei del naso, sei delle guance, sei delle labbra, sette del mento, nove del collo, quattro colorazioni del viso …
La danza si apre con un'invocazione, detta ALARIPU, si tratta di nritta,
pura danza, si cospargono fiori per salutare e ringraziare Dio e la platea.
A piedi uniti e le mani congiunte sulla testa si saluta Dio, sul viso
si saluta il Guru e sul petto si saluta il pubblico. Congiungendo i palmi
delle mani sul capo si permette inoltre all'energia divina di entrare
nel corpo. I movimenti sono simmetrici.
KATHAKALI

Ha origine nel Kerala, nella parte sud-occidentale dell'India.
Secondo racconti popolari il Kerala fu creato da Parasurama, il
brahmana guerriero che, per espiare il suo peccato di matricidio, creò
questa terra per donarla ai brahmana. Egli lanciò la sua ascia di battaglia
verso l'Oceano Indiano, l'acqua si ritirò fino a creare un pezzo di terra.
Il Kerala ospitò diversi popoli, per questo divenne sede di una cultura eclettica, assimilando influenze diverse. Pare che prima dell'avvento degli ariani, gli abitanti del Kerala fossero già puri dravidici.
Il Kathakali ebbe origine nel XV sec. E' una forma di teatro-danza. Forme di teatro-danza già esistevano in Kerala prima della venuta degli ariani. Si recitava nel cortile del tempio, dove c'era un piccolo palco permanente.
L'arte kathakali ha assorbito molto dalle più antiche forme di teatro,
compresa la danza marziale, Sastrakali. Nel tempo questa antica
arte è stata sostituita dal GITA GOVINDAM, famosa lirica di Jayadeva,
teatro-danza basato sulla storia di Sri Krishna, che fu poi rimodellato
e conosciuto sotto il nome di KRISHNANATTAM, che è colui che alza il sipario
nell'opera Kathakali. Si pensa che il Kathakali sia un miglioramento di
quest'ultima forma di teatro-danza.
Il Kathakali è un'arte difficile, in cui recitazione, danza, musica vanno all'unisono.
L'attore è addestrato per 6-10 anni ad un controllo completo sui muscoli
del corpo. Inizia il programma con massaggi e bagni d'olio, per migliorare
le articolazioni. I movimenti possono essere anche acrobatici. Gli attori
elaborano una complessa tecnica psicofisica che rende possibile un controllo
totale anche sui muscoli facciali. Alcuni riescono a raggiungere livelli
di abilità tali che permettono di interpretare con metà viso Siva, dio
della distruzione e con l'altra metà Parvati, dea della serenità e della
pace. L'attore non deve parlare, tutto è narrato attraverso i movimenti
del corpo, i mudra e le espressioni del viso. Ogni azione ha un
effetto narrativo. Persino gli occhi danzano e narrano la storia con le
palpebre e sopracciglia. Gli occhi vengono arrossati con un piccolo seme
di melanzana, che irrita la pupilla, senza essere dannoso. Ciascun mudra
abbinato ad un altro ha un significato, indica una parola, un concetto.
Sono i principali strumenti di espressione nella danza Kathakali. Ci sono
24 mudra di base e molti derivati: si possono ottenere oltre 2000
combinazioni.
ABHINAYA significa educare lo spettatore attraverso lo spettacolo, stimolando la sua capacità di godere di un'esperienza estetica. Nel teatro Kathakali l'HASTA MUDRA, il linguaggio dei gesti è un momento espressivo fondamentale, oltre che un linguaggio esoterico che risale ai testi sacri, i VEDA. Mentre in Occidente alla gestualità viene assegnata una funzione fatica, nella cultura induista c'è la convinzione che la comunicazione non è solo un fatto interpersonale logico, verbale, ma è una corrente energetica più profonda che l'attore convoglia su se stesso e invia al pubblico. L'attore Kathakali diventa così un tramite sovrumano tra divinità e pubblico, ricettacolo e dispensatore di energie. Ha questa capacità specifica di mostrare e generare emozioni, di evocare nello spettatore quel gusto, il sapore, RASA. Il rapporto che si stabilisce tra attore e spettatore è dunque un rapporto energetico, non puramente logico, come in Occidente.
Ci sono nove NAVARASA o umori, che costituiscono l'unione delle diverse
espressioni del viso. Diversi tipi di attori, virtuosi, medi e bassi (in
virtù). I Pacia, facce verdi, sono i buoni, personificazioni di
divinità e re nobili. Predomina il sentimento di amore e pace. I Kathi
sono i malvagi, il significato letterale è coltello. Sono gli unici personaggi
che possono urlare sul palco. Viso verde e fronte rossa con bordo bianco.
Il trucco è fortemente connotativo, aggiunge informazioni sui personaggi,
persino il colore della barba: bianca=personaggi sovrumani, rossa=sovrumani
ma terrificanti, nera=personaggi barbari, ladri. I demoni sono chiamati
Kari. Verde=virtù, nero=male, rosso=ambizione e ferocia, giallo=passività,
bianco=spiritualità. I costumi sono molto elaborati e pesanti.
La musica è molto importante, è l'anima della danza ed è modulata in accordo
alle emozioni. Il cenda è uno strumento fondamentale, è un gran
tamburo, battuto da un lato da due bacchette e si può sentire a forte
distanza. Serve ad attrarre la gente a raggrupparsi per seguire una rappresentazione
kathakali, che inizia di notte.
Fino all'alba seguiranno le storie. Viene allestito un pandal coperto
di stuoie e fa da palco, decorato con foglie e fiori. Non c'è una linea
di demarcazione tra palco e pubblico: sono sullo stesso piano.
I movimenti sono guidati dalla musica, che è di vitale importanza. L'unica illuminazione è fornita da una lampada alimentata con olio di cocco.
KATAK

Questo tipo di danza si sviluppò nel nord dell'India. Esprime l'impulso creativo dell'artista legato al suo istinto.
Katha è la parte narrata dei festival religiosi. Le storie erano
di solito narrate da recitatori detti Kathaka, i cantori dei tempi
antichi, conosciuti anche come pathaka, gathaka ecc. con
l'accompagnamento di musica e danza.
Molte di queste storie riguardano i passatempi di Krishna e Radha, accompagnate
da musica detta Kurtana e da una danza detta Rasa, poiché
adottò come tema le storie delle divinità del Vaisnavismo e tutti i tipi
di danza classica indiana. Il kirtan è anche un tipo di musica
che accompagna la danza, coloro che eseguono la musica sono detti kirtana-mandali
e quelli che danzano la danza Rasa sono detti Rasa-mandali.
La danza Kathak è caratterizzata da un elaborato lavoro dei piedi, che costituisce il principale punto di attrazione. I governatori musulmani la adottarono come danza eseguita a corte per il loro svago quotidiano, che perse così il suo carattere religioso, diventando un fatto mondano. Gli artisti erano persino ricompensati con doni di gran valore se eseguivano performance acrobatiche, perdendo però la purezza delle danza classiche. In altre parole si dava più importanza all'abilità di muovere il corpo e i piedi, in particolare, che alla capacità di dare espressione alle idee: si perse il senso estetico dell'arte della danza.
La danza mimica Kathak è conosciuta come GAT: si dà espressione
alle idee attraverso i movimenti del corpo. A differenza di BHARATANATYAM
e KATHAKALI, la danza KATHAK non include una gran varietà di pose delle
mani: HASTA. E' il corpo nel suo insieme ad esprimere idee.
MANIPURI
E' un piccolo stato montagnoso staccato dal resto dell'India da montagne. Si distacca dall'India, non solo dal punto di vista geografico. La musica e la danza sono parte integrante della routine quotidiana. La popolazione di Manipuri è per natura pia. La religione praticata era prima Shivaismo, adorazione del Signore Shiva, poi Vaisnavismo, adorazione del Signore Visnu, verso il XV sec. d.C.
Sotto il patronato di Bhaghya Ciandra si svilupparono nuove tecniche di danza. Il re otteneva ispirazione da Sri Krishna. Si sviluppò così la danza RASA, danza mistica, ancora oggi eseguita nei templi in onore di Sri Krishna.
Lai Haraoba è una danza raffinata che significa "compiacere le
divinità", modellata sulla Rasa Lila, un teatro-danza totalmente
di carattere religioso.
Ma c'è anche un'altra teoria sull'origine di questa danza, celebrata in
onore di divinità animistiche e pre-indù. I principali attori di questa
danza sono Maiba e Maibi, il sacerdote e la sacerdotessa.
La Maibi di solito veste di bianco e cade in trance.
La religione è intimamente connessa ed espressa attraverso la danza, la
musica e il teatro. Una caratteristica del Vaisnavismo è il canto collettivo,
la preghiera comunitaria attraverso il kirtan: sankirtan. Il fondatore
di questo movimento è Sri Caitanya, che visse nel XV sec. e nacque a Navadvip
in Bengala. Gli strumenti musicali utilizzati sono i kartal e la
mridanga. In questa danza si dà molta importanza a tala
e raga, ritmo e melodia.
La danza rasa è la danza che un ragazzo esegue in mezzo a molte ragazze.
In accordo alle scritture Gaudiya Vaisnava questa danza era eseguita da
Krishna e le gopi, pastorelle, sue amiche. Ci sono tre principali varietà
di Rasa Lila: Vasant Rasa, Kunja Rasa e Maha Rasa
eseguite in notti di luna piena in diversi mesi dell'anno.
Alla preparazione di queste performance partecipa tutta la popolazione
locale. Si inizia purificando l'area ed eseguendo kirtana per infondere
in ognuno lo spirito di devozione. Dopo i cantanti compaiono gli esecutori
della Rasa Lila. Il culmine della Rasa Lila è bhanghi: la riunione
di Radha e Krishna dopo la separazione. E' un momento a cui tutti gli
spettatori devono assistere, è di cattivo auspicio lasciare l'arena della
danza prima di questo momento.
I movimenti della danza Manipuri sono soavi e lenti, l'aspetto dominante è la grazia con cui essa viene eseguita. L'espressione del volto e i movimenti della testa sono molto limitati e non c'è uso di cavigliere.
Gli abitanti di Manipuri chiamano la loro danza Narto, che significa
ornamentale. Assistiamo ad un'esperta esecuzione, che manca però di espressione.
I costumi hanno un ruolo primario e sono in perfetto accordo con i movimenti del corpo. Si racconta che questo costume, unico nel suo genere, fu ispirato da Krishna stesso.
BIBLIOGRAFIA
Danze Classiche dell'India, traduzione di Rossella
Lozzi dal testo originale inglese Indian Classical Dances di Sri
BalaKrishna Menon, Nrityacarya (maestro di danza classica indiana).
Nel libro (distribuito direttamente dall'autrice al prezzo di 13 euro),
sono descritti in dettaglio i diversi tipi di danza con riferimenti storici
alla tradizione ed alla cultura indiana. Il libro è, inoltre, corredato
di illustrazioni a colori dei vari tipi di danza e dei MUDRA e di 108
KARANA (posizioni di danza classica).
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