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di Simonetta Coja
Il saltarello
Una danza definita "saltatio" era il ballo più
tipico degli antichi Latini, tanto che saltare era giunto a significare
"danzare". I Latini usavano anche le choreae, danze circolari
lente e solenni, accompagnate dal canto degli stessi danzatori, e la ballicrepa,
una danza armata. La saltatio sembra invece essere stata una danza vivace
scandita in tre tempi, simile quindi al saltarello dei maestri di ballo
medievali.
Era diffuso praticamente in tutta l'Italia centrale, in varie forme, con
il nome di saltarella, zumparella o ballarella. Nell'alta Sabina, in particolare
nella zona di Amatrice, la pratica della saltarella è ancora viva,
anzi sta conoscendo un recupero di popolarità anche fra i giovani
grazie all'uso dell'organetto (che ha sostituito la zampogna) e alla recente
diffusione di gare di ballo estive fra gli immigrati a Roma di ritorno
al paese.
Originariamente gli strumenti tipici dell'esecuzione erano la zampogna,
o meglio le ciaramelle, dette così al plurale per indicare la polifonia
dello strumento. Si tratta di una zampogna con ancia doppia, due canne,
una di canto e l'altra di controcanto con un solo bordone che però
è stato azzittito. L'organetto è di solito diatonico (detto
lu du' botte), per influenza di quello in uso nel Teramano. Un altro motivo
di popolarità di questa musica popolare è infatti la sopravvivenza,
nella zona della costiera Adriatica (Marche e Abruzzo) di fabbriche di
fisarmoniche e organetti.
Stanno scomparendo invece i canti a saltarello improvvisati a botta e
risposta a rima baciata, mentre sono ancora diffusi i canti a braccio
in terzine o quartine.
Il tempo metronimico è compreso fra i 144 e i 152.
La struttura del ballo è modulare, nel senso che suonatori e ballerini
compongono liberamente le loro esecuzioni utilizzando una tipologia fissa
di frasi musicali e di passi: secondo G.M. Gala "la struttura coreografica
del ballo sembra essere il risultato di una sintesi organica di diversi
balli un tempo probabilmente differenziati".
Si balla di solito una coppia per volta, ma le coppie possono essere miste
o dello stesso sesso. L'uomo, o la donna che invita, nel caso di una coppia
solo femminile, prende per mano la donna e le fa compiere, con una tipica
corsa, un giro in senso antiorario nel cerchio formato dai presenti, o
nella pista da ballo. I due poi si pongono di fronte ed eseguono alcuni
passi incrociati sul posto per sincronizzarsi ed iniziano poi a saltare
mettendo sempre un piede dietro all'altro, in modo che il salto è
del tutto particolare, con una parte del passo strisciato in avanti. essi
si tengono per mano tenendo le mani molto alte davanti a sé, oppure
le tengono sui fianchi (le donne), o dietro la schiena (gli uomini). Con
questo passo girano su se stessi o uno intorno all'altro, o si avvitano
all'indietro stando spalla a spalla. Il contatto viene mantenuto guardandosi
negli occhi e il ballo ha spesso il carattere di un corteggiamento, con
inseguimento e finta fuga e reciproco sfoggio di destrezza e resistenza.
Quest'ultima è molto importante, trattandosi di un ballo energico
e quasi frenetico, tanto che le coppie si sostituiscono spesso l'una all'altra.
Il terzo passo è una variazione del secondo, che è il passo
base. E' detto spuntapiede, o spunticchio ed è iniziato dall'uomo
e non necessariamente seguito dalla donna, su una particolare variazione
della musica da parte dell'organettista: il ballerino alterna l'appoggio
di un piede dalla punta al tacco e risponde col battito dell'altro piede.
Il ballo si chiude di solito con un'uscita in cui i ballerini si prendono
per mano a braccia tese ( o l'uomo apre le braccia e la donna vi posa
sopra le mani) e si accennano alcuni passi laterali muovendosi circolarmente
in senso antiorario.
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