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Le terapie naturali
A cura di Alessandra Sordi


"... nonostante le grandi scoperte della scienza, l'uomo SANO rimane un mistero e l'uomo MALATO un mistero ancora più grande, sia da comprendere che da curare. La cura non deve essere diretta SOLO AL SINTOMO PATOLOGICO, ma alla malattia nella sua complessità ed ancora di più all'UOMO ammalato." (1)

Non si può trattare un organismo vivente come se fosse la somma dei suoi componenti: minerali, sali, proteine, enzimi e nemmeno della sua attività fisiologica... sarebbe come se volessimo scoprire il significato di un libro con le analisi dei materiali che lo costituiscono. (1)
Oggi spesso la terapia è diretta solo ai sintomi (febbre, infiammazione, dolore ecc.) ma, tutti sanno che esistono, sempre più numerosi e vari, gli effetti collaterali dei farmaci, che la reattività individuale e le reazioni difensive dell'organismo non sono nemmeno prese in considerazione. Ormai è noto che il sintomo è solo il segnale di un malessere dell'organismo, un campanello d'allarme che ci avvisa della perdita di quel delicato equilibrio che distingue l'uomo sano dall'uomo ammalato.
E' come se il padrone di un'auto ignorasse completamente, magari mettendosi i tappi negli orecchi, il suono della sirena d'allarme dell'antifurto!

Ogni tentativo che si limiti a bloccare il sintomo senza interpretarlo, non fa che indurre ulteriori fenomeni negativi ogni volta più profondi e vari, ogni volta meno interpretabili.

Insomma la soppressione dei segnali aggrava il processo patologico: (1) E questa male intesa interpretazione dei sintomi di malessere è sempre più diffusa, aiutata anche dai mass media, dove la febbre, dovuta, per esempio, ad un attacco virale di raffreddore od influenza, viene considerata una seccatura che fa perdere tempo e che quindi deve essere "azzittita" al più presto perché non interferisca con i normali ritmi di vita!

Ma la comprensione dei fenomeni in chiave energetica e la somministrazione di un altro segnale capace di ripristinare l'ordine, riporta al ripristino dell'equilibrio.

E questa è la base dalle cosiddette medicine alternative che, guidate da un antico sapere delle leggi naturali, mirano a ristabilire l'equilibrio biologico. Rimedi vegetali e medicine di sintesi non sono necessariamente in conflitto, Come insuperabilmente ha detto uno dei maggiori esperti odierni, il Dott. Piterà, medico e omeopata "....NON ESISTONO GRANDI FARMACI E PICCOLI RIMEDI. QUANDO UNA SOSTANZA AD EFFETTO TERAPEUTICO RISULTA EFFICACE, ESSA E' SEMPRE UN GRANDE FARMACO."

E con questa filosofia dell'equilibrio è da ricordare che i rimedi usati in fitoterapia comprendono l'intero prodotto della pianta: l'utilizzo di principi attivi isolati da una pianta può avere infatti degli inconvenienti.
Il principio attivo separato da tutte le altre sostanze vegetali può causare effetti indesiderati dato che le altre sostanze contenute (le cosiddette sostanze inerti) hanno come compito quello di completare l'azione del principio attivo stesso. E a torto queste sostanze complementari vengono spesso chiamate "sostanze inerti", con una ovvia connotazione di superfluo!

E per citare sempre l'autore:

" Come se la natura in centinaia di migliaia di anni avesse avuto tempo da perdere a fabbricare sostanze superflue! "(1)

I rimedi naturali parlano la stessa lingua degli organismi animali o umani, possono "dialogare tra loro", si riconoscono come facenti parte della "stessa natura", riescono a riequilibrare senza indurre effetti collaterali, in maniera "naturale", spontanea. L'effetto terapeutico che si ottiene è quindi mirato ed adeguato.

Questo concetto dell'equilibrio inteso come salute fisica e mentale è d'altronde sempre stato conosciuto anche dalle medicine orientali, improntate ad una filosofia di vita;
come dicono I Ching, testo sacro datato da millenni e solo da pochi decenni conosciuto in Europa:"....L'uomo saggio si subordina volontariamente ai cicli cosmici dell'universo e diviene padrone del proprio destino.... ".

La gemmoterapia torna alle patologie
A cura di Alessandra Sordi

"Gli uomini sono alberi" (Esiodo)

La Gemmoterapia è una branca della Medicina cosiddetta "naturale" che utilizza gli estratti dei tessuti vegetali freschi in via di accrescimento (1): le "gemme", i germogli, i boccioli, le giovani radici, la linfa, le scorze di stelo, ecc. Il primo, il padre di questa nuova conoscenza è stato il Dott. Pol Henry, medico di Bruxelles, botanico ed appassionato che, a similitudine di quanto fece il Dott. Bach con la sua Floriterapia, intuì e poi sperimentò scientificamente i principi del metodo gemmoterapico. In particolare egli si è avvalso di studi approfonditi sia sui vegetali che sull'organismo umano (per es. filogenetici e ontogenetici dei vegetali, di studi anatomo-patologici, studi istologici sui tessuti animali, studi analogici su piante-siero umano, valutazioni enzimatiche, studio medante computerizzazione, studi e sperimentazione clinica, ecc. ecc.).

Il metodo sperimentale iniziato dal dott. Pol Henry è stato poi sviluppato in Francia dai Dott. Julian, Bergeret, Tetau e Lernout.

La gemmoterapia è quindi un metodo terapeutico basato sull' uso di tessuti vegetali allo stato embrionale, i cui principi attivi sono estratti dalla pianta fresca, mediante solventi inerti. (1)

Le piante nel loro sviluppo iniziale contengono sostanze con caratteristiche particolari: gli studi effettuati hanno rilevato importanti componenti tipici (auxine, giberelline, acido abscissico, fattori di crescita, enzimi, proteine, acidi nucleici) che sono presenti solo nei tessuti embrionali delle piante. (1)

Le ricerche sperimentali, hanno messo in evidenza che la gemmoterapia ha un campo d'azione profondo, esteso, basato sull'azione drenante delle gemme., cioè agisce sul sistema biologico "UOMO".

Per fare un esempio le gemme di Alnus glutinosa sono attive nelle sindromi infiammatorie di tutte le mucose, oppure le gemme di Ribes nigrum sono dotate di un'azione profonda sui processi infiammatori in genere, oppure che le gemme di Rubus idaeus riescono a "regolare ed equilibrare" il sistema genitale femminile (utero ed ovaie).

Alla base del metodo vi sono i quattro postulati formulati da F. Piterà:

  1. La vita è espressione di dinamica cellulare, per curare è necessario utilizzare cellule in fase di divisione che possano agire stimolando altri tessuti cellulari.
  2. Poiché la vita animale dipende completamente da quella vegetale, ciò che alimenta l'essenza della vita animale può rigenerarla nelle sue alterazioni.
  3. L'albero è l'identità vegetale più potente, dove l'energia vitale si esprime ogni anno con grande rinnovamento cellulare. Tutti i suoi tessuti allo stato nascente sono i più indicati per disintossicare, rigenerare e curare le cellule umane.
  4. Tra le piante utilizzate le Betulle e la Quercia sono quelle che possiedono le più spiccate capacità di adattamento, resistenza, diffusione e rigenerazione. Queste sono la prima base terapeutica del drenaggio gemmoterapico.

I gemmoterapici possono essere facilmente usati, sono maneggevoli e di assoluta tranquillità, possono limitare l'uso di medicine chimiche. Nella preparazione le parti di piante sono raccolte fresche e immesse in una soluzione di alcool e glicerina. In tal modo l'attività enzimatica viene bloccata, mentre nell'uso, con la diluizione in acqua viene ripristinata l'attività enzimatico-terapeutica. La sostanza vegetale contiene tutta la ricchezza minerale, ormonale, di aminoacidi ed elementi strutturali delle proteine. I gemmoterapici agiscono in profondità, liberano le cellule dai "blocchi", (per usare un termine caro al Dr. Bach ed ai suoi rimedi floreali), le rimettono in "equilibrio", consentono di eliminare le scorie tossiche che ne limitano il corretto funzionamento.

La fitoterapia torna alle patologie
A cura di Alessandra Sordi

"Il processo vegetale rappresenta il meccanismo centrale attorno al quale gravita tutta la vita terrestre" (F. Piterà)


La cura con le piante è nata con l'uomo che, piano piano ne ha riscontrato gli effetti, dannosi o benefici, sull'organismo. E' una tradizione millenaria presente in tutte le civiltà antiche, di cui abbiamo testimonianze scritte fin dal 1500 a.C. e che si è nei secoli arricchita grazie agli studi di numerosi erboristi e scienziati di tutto il mondo: dal papiro di Ebers dell'antico Egitto, a Teofrasto con il suo Historia Plantarum, da Plinio (Naturalis Historia) a Dioscoride, da Galeno ad Avicenna, dal Mattioli al "Theatrum Botanicum" di John Parkinson del 1640, ai moderni erbari (Otto Gessner del 1974 e Schauenberg e Paris del 1977), tanto per citare alcuni nomi famosi.

Le piante venivano usate quando ancora non erano possibili spiegazioni scientifiche di sorta, ma ricordiamoci che l'uomo ha fatto uso del fuoco quando non era stata nemmeno ipotizzata la teoria della combustione!

E' opportuno tuttavia sottolineare che non tutte le disfunzioni o perdite di equilibrio possono essere corrette o curate dalla somministrazione di preparati vegetali o naturali.

La fitoterapia (dal greco phytos-pianta e therapia-cura) è un metodo terapeutico che utilizza dei fitocomplessi, estratti dalla pianta mediante dei solventi inerti. Per fitocomplesso si intende una unità biochimica complessa che rappresenta l'unità farmacologica integrale delle piante medicinali. Il principio attivo è rappresentato da quelle sostanze che hanno la capacità di produrre un'azione farmacologica e che hanno tuttora un largo impiego in medicina per la possibilità di fare dosaggi assolutamente precisi.

Ma, come vogliamo ribadire.

"Numerosi dati sperimentali e clinici hanno però dimostrato che l'attività biologica dei principi attivi puri è minore o diversa da quella esercitata dalla pianta in toto"
E' quindi il fitocomplesso la quintessenza della pianta e non il suo principio attivo purificato.

Tutte le operazioni di estrazione devono mirare a conservarlo intatto perché solo in questo modo la pianta può esplicare il massimo della sua attività.

La fitoterapia moderna si caratterizza per la standardizzazione delle regole di raccolta, preparazione ed utilizzazione delle piante medicinali e cerca di comprendere le ragioni dell'attività terapeutica diversa ottenuta con il fitocomplesso nella sua totalità rispetto a quella ottenuta con i singoli principi attivi.

Chi si accinge ad approfondire la conoscenza e ad utilizzare per uso personale le piante officinali, bisogna che abbia la consapevolezza della tossicità di alcune piante:
Per esempio la pianta di farfara (sedativo della tosse) contiene delle sostanze che hanno un effetto negativo sul fegato (ovviamente a seguito di somministrazione prolungata o quantità eccessive). Come pure l'uso prolungato o una quantità eccessiva di liquirizia può indurre ipertensione arteriosa e amenorrea in soggetti predisposti.


Comunque possiamo concludere che le erbe, ad esclusione di alcune specie che non sono nemmeno di libera vendita, se utilizzate alle dosi consigliate, possono essere assunte in tutta tranquillità, seguendo le indicazioni fornite dagli specialisti del settore. Per concludere utilizzeremo le parole di Thomas Edison:...il medico del futuro non somministrerà medicine, ma coinvolgerà il paziente nella cura della struttura e delle funzioni dell'organismo umano, nell'alimentazione, nelle cause e nella prevenzione delle malattie"

Preparazione ed uso delle droghe vegetali torna alle patologie

Infusi
Principi attivi sciolti in acqua,alla temperatura di ebollizione e in riposo per 15-20 minuti, concentrazione 5 g in 100 ml acqua (circa 1 cucchiaio da minestra). Preparazione estemporanea

Decotti
Principi attivi sciolti in acqua, ebollizione per 5 minuti (fiori e foglie), 10-20 minuti cortecce e radici. In riposo per 15-20 minuti, concentrazione 2,5 g in 100 ml acqua (circa 1 cucchiaino da caffè). Preparazione estemporanea

Tisane (più piante medicinali)
Principi attivi sciolti in acqua.Alla temperatura di ebollizione e in riposo per 15-20 minuti; concentrazione 5 g in 100 ml acqua (circa 1 cucchiaio da minestra). Preparazione estemporanea

Tinture o soluzioni idroalcoliche in genere
Soluzioni di fitocomplessi vegetali in alcool etilico di diversa gradazione. Il rapporto di estrazione può variare, a seconda della pianta, tra il 20% ed il 10%.
Il tempo di macerazione varia da 5 a 10 giorni. Normalmente si usa alcool etilico al 50-60%.Le dosi medie sono rappresentate da gocce (20-50) per tre volte al giorno.

Oli estrattivi od oleoliti
Soluzioni di fitocomplessi sciolte in solvente oleoso, a concentrazione variabile, ma normalmente del 20%. Il tempo di macerazione è di 1-2 ore a 60°C, prima della filtrazione.

Estratti
Soluzioni di fitocomplessi ottenute per macerazione in solvente adatto e successiva concentrazione della soluzione ottenuta. Si ottengono così: estratti secchi (rapporto di concentrazione 5:1), estratti molli (rapporto di concentrazione 5:1) ed estratti fluidi (rapporto di concentrazione 1:1)

Oli essenziali
Gli oli essenziali o volatili sono ottenuti per distiilazione di varie parti di piante, fiori, foglie o per spremitura (agrumi), e sono composti da un miscuglio di numerose sostanze volatili contenute nelle piante aromatiche.
Presentano effetti terapeutici sia utilizzati per via esterna che per via interna.

I principi attivi:torna alle patologie

  • Zuccheri: rappresentati dalla mannite contenuta nel Frassino ornello ed il glucosio contenuto nella frutta.
  • Alcaloidi: sono le sostanze più farmacologicamente attive, ma tra essi si trovano anche i più potenti veleni
    (la noce vomica, la belladonna, ecc.)
  • Saponine: ad azione espettorante e molto meno diuretica, depurativa e diaforetica. Importanti perché accelerano l'assorbimento di altre sostanze (salsapariglia, digitale, saponaria, liquirizia, edera,ecc.)
  • Resine ed oleoresine: antisettiche delle vie respiratorie come il Balsamo del Tolù o urolitiche come la Betulla, ecc.
  • Gomme e gommoresine
  • Vitamine liposolubili (A,D,E,F,K) e idrosolubili (gruppo B, PP, H, C, P)
  • Mucillagini: ad azione localizzata sui tessuti malati con i quali vengono a contatto.
  • Principi amari: aumentano la secrezione gastrica, hanno azione di stimolare la formazione di bile ed il suo deflusso.
  • Oli essenziali: ad attività biologica molto varia, caratteristica quella antisettica e antiparassitaria, stimolante sul S.N.C., espettorante, diuretica, depurativa, emmenagoga, antivirale, analgesica, cicatrizzante, antireumatica e antinfiammatoria.
  • Glucosidi cardiotonici: digitale, azione sul cuore; antrachinonici: Aloe, azione lassativa; solforati: aglio e cipolla, azione antisettica, stimolante; fenolici: uva ursina, erica ad azione antisettica vie urinarie; salicilici: betulla, ad azione antireumatica ed antipiretica; cianogenetici: lauroceraso, neurosedativi contro l'asma e la tosse.; flavonici: sambuco, tiglio, agrumi, rosa canina, con effetti vari.
  • Acidi organici: le leguminose contengono buone quantità di acidi organici; attenzione alle piante contenenti acido ossalico che possono causare, nell'uso prolungato, la formazione di calcoli; Acetosa e rabarbaro.
  • Minerali ed oligoelementi: arsenico nel frumento e nell'aglio; bromo nel sedano; ferro negli spinaci e nel prezzemolo; fosforo nel frumento e nella cipolla; iodio nella cipolla, nell'aglio e nelle alghe; magnesio nell'orzo, nelle pesche e nelle albicocche; manganese nella patata e nell'avena; potassio nei porcini e nei pomodori; rame nelle nocciole, nelle noci; zinco nelle noci e pomodori; zolfo nel rafano e nella patata.

Bibliografia:torna alle patologie

  1. Piterà F.: Compendio di Gemmoterapia Clinica. Ed. De Ferrari 1994
  2. Penso G.: Piante medicinali nella Cosmetica. Ed. OEMF, Milano 1992
  3. Penso G.: Piante medicinali nella Terapia Medica. Ed. OEMF, Milano 1992
  4. Refit 1994: Repertorio Fitoterapico. Ed. OEMF, Milano 1994
  5. Beningni, R., Capra G., Cattorini P.E.: Piante medicinali. Chimica, Farmacologia e Terapia., i° e II° vol. Inverni della Beffa 1962.
  6. Valnet J.: Cura delle malattie con ortaggi, frutta e cereali. Giunti Martello, 1975
  7. Valnet J.: Cura delle malattie con le essenze delle piante. Giunti, 1988
  8. Proserpio G.: L' Ossicrizio. Sorie di piante. Ed. Erbolario 1999
  9. Minardi A., Cortesi M., Minardi I.: In herbis salus. Ed. 1995
  10. Durante C.: Herbario nuovo MDLXXXV
  11. Goldstein M., Simonetti G., Watschinger M.: Alberi d'Europa. Ed Mondadori 1995.
  12. Mearelli F., Sgrignani M.: Terapia moderna con tinture madri, gemmoderivati ed oligoelementi. Ed. Planta Medica 1992.
  13. Lawless J.: Enciclopedia degli oli essenziali. Ed. tecniche nuove 1993
  14. Brigo B.: Fitoterapia e Gemmoterapia nella pratica clinica. Ed. La Grafica Briantea Como 1993
  15. Cattabiani A.: Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante. Ed Mondadori 1999
  16. Iozzi S.: Fitopratica. Ed Giunti, 1991
  17. Laboratorio Nonna Ortica. Verbania. Materiale vario.


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