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La grafologia (dal greco: graphè=scrittura; lògos=parola) è quella disciplina a carattere sperimentale, che con le sue leggi, relative e in continua verifica come tutte le altre scienze, cerca di tratteggiare la complessità dei comportamenti psico-fisici dell'uomo, attraverso l'analisi e l'interpretazione dei segni grafici rilevati dalla scrittura. A supporto di ciò possiamo fare una serie di considerazioni:
Esistono molte scuole di grafologia, ognuna delle quali utilizza un proprio sistema e prende nome dal caposcuola: Morettiana, Klagesiana, Pulveriana, Jaminiana, Hegariana, Marchesaniana, ecc. Le più importanti scuole sono attualmente quella italiana (che utilizza il sistema di Moretti), quella francese (che utilizza il sistema di Crepieux-Jamin) e la scuola tedesca (che utilizza il sistema di Klages). Anche dal punto di vista interpretativo e terminologico esistono
diverse correnti che si distinguono non solo in funzione della scuola
ma anche dell'indirizzo psicologico a cui fanno riferimento (nota è
ad esempio la grafologia junghiana). Klages (1872-1956): "La grafia è il segno
permanente e oggettivo del movimento personale di chi scrive"
Poiché dalla scrittura è possibile conoscere l'uomo, il suo carattere, le tendenze, le facoltà (come grandi uomini del passatocome Aristotele e Shakespeare hanno intuito molto prima della nascita della scienza grafologica), lo scopo della grafologia è di rilevare tramite il tracciato grafico di una scrittura, la personalità, dal punto di vista intellettivo e del temperamento, dello scrivente. I campi d'applicazione della grafologia, che ormai a pieno titolo è considerata una scienza dell'espressione, sono moltissimi:
Tra queste applicazioni, particolare importanza hanno le perizie per i tribunali (che in molti casi sono decisive per la giustizia), la consulenza per l'orientamento scolastico e la collocazione delle risorse umane in ambito aziendale (la rilevazione delle tendenze o predisposizioni della persona in esame consente di fare delle scelte ponderate e basate su dati oggettivi), la consulenza agli operatori clinici soprattutto per contribuire alla formulazione della diagnosi di patologie psico-fisiche.
Per eseguire un'indagine grafologica il consulente ha bisogno
di un tracciato grafico spontaneo, eseguito su carta non rigata, stilato
con la penna comunemente usata, su un piano d'appoggio non morbido e in
posizione comoda. Tramite le molteplici proprietà dei segni grafici, il grafologo deve essere in grado di fare la sintesi, intesa come risultante dell'incontro delle proprietà dei vari segni, ricavandone i tratti originali del carattere, del temperamento e delle tendenze dell'autore dello scritto in esame. Nella rubrica mensile (Approfondimenti e tecniche di base) illustrerò sinteticamente i segni grafici più importanti e le principali tecniche dell'indagine grafologica con interessanti esempi esplicativi; approfondirò inoltre i concetti fondamentali che in questa presentazione ho necessariamente solo sfiorato.
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