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Come la Sharia sviluppa l’insegnamento di Maometto del periodo di permanenza alla Medina, la Corrente Mistica dell’Islam preferisce rifarsi alla pietà religiosa coltivata dal Profeta alla Mecca. Tale corrente deriva il suo nome, “Tasawwuf” dal termine “Suf” (stoffa di lana grezza), materiale utilizzato per confezionare le vesti di quegli Asceti e Mistici da cui il Movimento prende avvio. Il Sufismo venne inizialmente avversato da tutte le Correnti Teologiche, a causa della sua esaltazione della Virtù dell’Amore, posta in primo piano rispetto all’Obbedienza e Sottomissione; conobbe un notevole sviluppo nel IX secolo in Iraq, in Egitto e soprattutto in Persia. Il Movimento è caratterizzato da una religiosità strettamente ascetica, volta al distacco dal Mondo ed alla Rinuncia. Con il passar del tempo, ad essa si sovrappone la celebrazione dell’Amore Mistico, esaltato dalla Poetessa Rabia al Adawiya.
Il Sufismo antico raggiunge il suo apice quando si afferma che è la Sofferenza la grande forza nella quale si manifesta Allah. Al Ghazali riuscì il difficile compito di conciliare le esigenze mistiche con l’ortodossia sunnita. Dal XIII secolo acquistarono peso gruppi di Asceti, riuniti in Confraternite simili ad Ordini Religiosi (i Dervisci, cioè i Mendicanti). Le diverse Confraternite si distinguono l’una dall’altra per via degli abiti, del giorno consacrato ad Allah e del tipo di esercizi religiosi (“Dhikr”, cioè Ricordo). Caratteristiche del Sufismo sono l’Ascesi e la Pratica per il raggiungimento dell’Estasi. Con Dhikr si intende la Glorificazione di Allah attraverso invocazioni fisse e determinate, che vengono ripetute secondo un ordine prestabilito a voce alta o sottovoce e con particolari forme di Respirazione e Movimenti del Corpo.
I Sufi, per il raggiungimento graduale dell’Estasi, hanno dei Metodi che, se utilizzati in modo scorretto, possono portare all’annientamento dell’Io, mentre la loro giusta utilizzazione conduce all’Unione Mistica con Dio. E’ a questo scopo che vengono praticati gli esercizi spirituali e liturgici, singoli e collettivi, consistenti in Abluzioni, Musiche e Danze. Presso i Dervisci Danzanti, i religiosi sono disposti in un doppio cerchio, ruotano in una specie di girotondo tenendo le braccia allargate, mentre uno di essi danza nel centro del cerchio, muovendosi in senso antiorario. I Sufi vivono riuniti in Monasteri: tali luoghi offrono ai religiosi alloggio e spazi per lo Studio, la Preghiera e le Pratiche Ascetiche. I Sufi sono sottoposti al Capo dell’Ordine con il Titolo di Sceicco (“Shaik”).
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