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Alchimia

Le scoperte degli Alchimisti

A cura di Marco Marchetti

Malgrado i suoi errori l’Alchimia ha conquistato diritti incontestabili. Infatti gli Alchimisti sono stati i primi inventori del “Metodo Sperimentale” cioè dell’arte di osservare allo scopo di pervenire ad una soluzione. Fin dal secolo VIII, l’Arabo Geber metteva in pratica le regole della Scuola Sperimentale di cui, in seguito, Galileo Galilei e Francesco Bacone dovevano promulgare il codice pratico e di precetti generali solo otto secoli dopo. Le opere di Geber contengono la descrizione dei procedimenti e delle operazioni del tutto conformi ai mezzi che oggi si usano per le ricerche; non si può dunque negare che gli Alchimisti abbiano per primi inaugurato l’Arte della Sperimentazione. I tentativi degli Alchimisti, sempre isolati, rimasero senza risonanza, senza imitazione al di fuori e non diedero origine a nulla che rassomigliasse ad una Scuola Filosofica. Fecero degli esperimenti ma il metodo sperimentale restò per essi un mistero. Bisogna quindi guardarsi dal pericolo dell’esagerazione; costretti a sottomettere ad uno studio attento tutte le azioni molecolari dei semplici composti, sono stati naturalmente portati a raccogliere un numero considerevole di fatti ed osservazioni frutto di più di 2000 anni di fatiche.

Un rapido colpo d’occhio gettato sui lavori degli Alchimisti più celebri ci mostrerà come appartenga ad essi gran parte delle scoperte che sono poi servite a costruire la Chimica moderna. Geber, lo scrittore forse più antico, ha presentato per primo le descrizioni particolareggiate sui Metalli. Nel suo Trattato sull’Alchimia si trovano osservazioni molto importanti per la Chimica. Geber insegna la preparazione dell’Acquaforte e dell’Acqua Regia e segnala la loro capacità di dissolvenza. Durante il secolo successivo un altro Arabo, Rhases, scoprì le preparazioni dell’Acquavite e raccomandò parecchie preparazioni farmaceutiche il cui principio era l’Alcool. Rhases dirigeva gli studi scientifici a Bagdad ed i suoi Misteri si sollevano soltanto dopo grande fatica e lavoro. Ad Alberto Magno si deve la preparazione dalla Potassa Caustica alla Calce così come la si mette in pratica oggi; lo stesso descrive con esattezza la “Coppellazione” dell’Argento e dell’Oro, cioè la Purificazione di questi Due Metalli per mezzo del Piombo. Stabilì per primo la composizione del Cinabro formandolo per mezzo dello Zolfo e del Mercurio. Esponendo con cura la proprietà dell’Acquaforte e la sua azione sui Metalli, ci segnala come effettuare la separazione dell’Oro e dell’Argento nelle Leghe Preziose.

Raimondo Lullo espose nel suo celebre scritto “Ars Magna” tutto un vasto sistema di Filosofia che riassumeva i principi enciclopedici delle conoscenze del suo tempo. Perfezionò e descrisse con cura la preparazione del Carbonio di Potassa per mezzo del Tartaro e per mezzo delle Ceneri di Legna, la Rettificazione dello Spirito di Vino, la preparazione degli Oli Essenziali, la Coppellazione dell’Argento e la preparazione del Mercurio Dolce. Isaac l’Olandese fu abile fabbricante di smalti e di pietre artificiali. Il Tedesco, Basile Valentin, divenne famoso per aver studiato a fondo l’Antimonio e per averne carpito le proprietà. Prima del Rinascimento dal crogiolo degli Alchimisti erano già usciti l’Antimonio Metallico, il Bismuto, il Fegato di Zolfo, l’Alcale Volatile ed i diversi composti del Mercurio, cioè i composti chimici più attivi nella Medicina e Farmacopea d’allora.

Paracelso si è attirato una reputazione immensa e meritata introducendo nella Medicina l’uso di composti chimici derivati dai Metalli. Alle vecchie Terapie di Galeno, sovraccariche di preparazioni complicate e spesso inerti, sostituì l’uso di medicamenti semplici forniti dalle operazioni chimiche ed aprì per primo la via dell’applicazione della Chimica alla Fisiologia ed alla Patologia dell’essere umano. Giovanni Battista Porta scoprì la maniera di ridurre gli Ossidi Metallici e descrisse la preparazione degli Ossidi di Stagno e la maniera di colorare l’Argento. L’Alchimista Brandt scoprì il Fosforo mentre cercava la Pietra Filosofale; Michel Sendigovius si dedicò allo studio dei procedimenti chimici applicabili all’industria e perfezionò la tintura delle stoffe e la confezione dei colori minerali e vegetali; Botticher scoperse il segreto della preparazione della porcellana.

 

Marco Marchetti

Scrittore di numerose opere su argomenti di Spiritualità, Esoterismo e Psicologia.

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