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Fitoterapia e Gemmoterapia

La fitoterapia

A cura di Fabio Bellino

L'utilizzo delle piante per la cura della malattia rappresenta la medicina più antica utilizzata dall'uomo per trovare risposte alla domanda di salute; ancora oggi molti farmaci utilizzati nella pratica clinica sono costituiti da estratti di piante o derivati da questi. La Fitoterapia tradizionale è un complesso sistema di metodiche, tecniche terapeutiche e prodotti.

Etnobotanica studia e ricerca i possibili impieghi dei vegetali tra gli usi popolari e tradizionali, diversi nelle popolazioni e territori. Botanica studia la morfologia della pianta, riconosce e classifica le piante con nome botanico (genere e specie in latino) seguito dalle iniziali dell'autore che per primo ha identificato la pianta. Botanica farmaceutica permette di capire presenza e distribuzione dei costituenti chimici, funzione di organuli produttivi e serbatoio nelle parti della pianta e il modificarsi nel tempo (Maugini 1994). Fitochimica studia e definisce struttura chimica e biosintesi delle singole molecole presenti nella pianta (Morelli 2005). Farmacognosia studia e riconosce droghe vegetali, parti vegetali utilizzate a scopo farmacologico (Trease 1995, Bruni 1999). Pianta officinale fornisce sostanze utilizzabili dalle industrie del farmaco, alimenti, coloranti, cosmetici, liquori, etc. Pianta medicinale (OMS 1995) vegetale che contiene, in uno o più organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o preventivi oppure come precursori di sintesi chemio-farmaceutiche.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità distingue un uso popolare (impiego di una sostanza basato su dati disponibili nelle farmacopee non ufficiali e in altre fonti bibliografiche, le indicazioni possono derivare anche da tradizioni orali, non è possibile verificare l'appropriatezza d'uso a causa della mancanza di dati scientifici), uso tradizionale (comprende sostanze medicinali diffuse in molti paesi e descritte nelle farmacopee ufficiali o in monografie, rientrano anche sostanze il cui uso è avvalorato da studi farmacologici di base o da studi clinici non recenti), uso supportato da dati clinici (considerate droghe vegetali con indicazioni terapeutiche riconosciute in molti paesi e supportate da studi clinici riportati nella letteratura scientifica internazionale).

Fitoterapia quale disciplina medica che consente un corretto uso a scopo preventivo o curativo di piante medicinali e loro derivati, in relazione alle proprietà farmacologiche dei costituenti chimici presenti nella pianta e in particolare nel prodotto utilizzato (F. Firenzuoli 1998). La Fitoterapia è diventata disciplina medica perchè è stato possibile applicare il metodo della verifica scientifica alle conoscenze della medicina popolare(F. Firenzuoli 2005). OMS ha ribadito la necessità di una comprovata sicurezza delle droghe utilizzate e anche una comprovata efficacia delle droghe qualora sostituiscano farmaci con livello di efficacia verificata. La pianta medicinale rappresenta una terapia medica: medico, farmacista, erborista e cittadino non esperto devono comunque sapere che il medicinale vegetale va considerato farmaco a tutti gli effetti (Zink 1998). Esistono controindicazioni cliniche all'uso di alcune piante medicinali e non devono essere sottovalutate le possibili interazioni farmacologiche (Blumenthal 2000, Firenzuoli 2008). Il problema delle possibili reazioni avverse da erbe medicinali e dello scarso livello di sicurezza di terapie naturali esiste ed è segnalato (Firenzuoli 1995, 1996), a tutela della salute pubblica il problema è affrontato anche dalle autorità sanitarie nazionali e internazionali (Wu 2008, Ernst 2007).

La ricerca scientifica fitoterapica valuta e razionalizza droghe vegetali utilizzate empiricamente; i fitoterapici comprendono piante medicinali con attività farmacologica provata e riconosciuta, piante ritenute ad attività medicinale (rimedi ancora poco noti, sono necessarie ulteriori indagini scientifiche prima dell'inserimento negli attuali sistemi terapeutici). L'uso appropriato della Fitoterapia tradizionale rappresenta l'elemento fondamentale per la tutela del consumatore.

E' importante definire attività e impiego delle piante medicinali in base alle evidenze della ricerca scientifica, uno studio incessante in un ambito molto complesso che si prefigge di valutare le proprietà farmacologiche delle droghe vegetali, definendo qualità, sicurezza, efficacia degli estratti e delle preparazioni. L'attività di una pianta può essere definita nel fitocomplesso, insieme di principi attivi che costituisce, dal punto di vista biochimico, la droga delle piante medicinali (rappresenta la pianta medicinale integralmente, varia nella composizione chimica in relazione alle diverse parti e al ciclo biologico del vegetale) oppure in singoli principi attivi purificati in grado di rendere l'azione del fitoterapico efficace e specifica. L’aumento dell’impiego di prodotti fitoterapici ha causato maggiori segnalazioni di effetti indesiderati e tossici (possibili anche con l'impiego di oli essenziali); il rischio può riguardare l'uso contemporaneo insieme a farmaci convenzionali, l'impiego in modo diverso dall'uso tradizionale, l'inserimento di derivati vegetali in integratori alimentari. Enti e Istituzioni che si occupano a livello italiano ed europeo di ricerca, regolamentazione e farmacovigilanza in tema di fitoterapici sono EMEA (Agenzia europea del farmaco www.emea.europa.eu), Ministero della Salute www.ministerosalute.it, AIFA (Agenzia italiana del farmaco www.agenziafarmaco.it), ISS (Istituto Superiore di Sanità www.iss.it).

 

La Fitoterapia non rappresenta una soluzione terapeutica per molte patologie che necessitano di farmaci eroici, largamente sperimentati, dei quali si conosce perfettamente la posologia. Non può essere considerata la soluzione per tutti i mali. Oggi, sulla base delle conoscenze maturate durante i secoli passati e del moderno approccio scientifico, può rappresentare in campo terapeutico una soluzione per patologie ad andamento cronico nelle quali il farmaco di sintesi, per il dosaggio eccessivo e la somministrazione prolungata, può rappresentare un rischio per il paziente. Il fitoterapico, nel raggiungimento della guarigione, può rappresentare un trattamento di appoggio alla terapia farmacologica. Ricerca scientifica, moderne tecniche di identificazione ed estrazione dei principi attivi vegetali, risultati ottenuti con sperimentazione clinica permettono di considerare la Fitoterapia una branca della Farmacologia (Umberto Nardi).

La Fitoterapia può utilizzare le piante sotto l'aspetto farmacologico per controllare i sintomi oppure per riequilibrare la persona dal punto di vista bioenergetico e psicosomatico: la medicina tradizionale cinese considera l'omeostasi (costanza dinamica dell’ambiente interno, processi biologici auto-regolati che mantengono l’equilibrio di un organismo) e la qualità delle piante in rapporto al gusto, colore, aspetto morfologico (ad es. piante di natura calda e sapore piccante possono controllare condizioni di freddo o deficit, piante di natura fredda e sapore amaro possono riequilibrare condizioni di calore o eccesso), considera inoltre il rimedio sulla base dei suoi effetti clinici (riequilibrio della disarmonia, recupero e corretto fluire delle energie nell'organismo). L'aromaterapia (termine coniato da R.M. Gattefossé nel 1928) può essere considerata una disciplina che definisce l'utilizzo degli oli essenziali per via topica e orale (attività biologica derivante dall'impiego di essenze aromatiche); la psico-aromaterapia studia i benefici fisici derivanti dall'uso topico o sistemico degli oli essenziali, considera le implicazioni psicologiche ed emozionali derivanti dalla somministrazione inalatoria.

 

Fabio Bellino

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