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Alimentazione

Nutrizione Vegana

A cura di Giorgio De Crignis

Essere vegani, non significa seguire semplicemente uno stile nutrizionale che assecondi la nostra fisiologia di esseri frugivori, ma anche abbracciare la filosofia di vita radicata nel pensiero di tutti i grandi iniziati, mistici, filosofi, uomini di cultura e di scienza di ogni epoca e nazionalità; l’unica che consenta di perseguire all’unisono la realizzazione di se stessi e di un mondo migliore.

Il termine “vegan”, derivato dalla contrazione della parola “vegetarian,” fu coniato nel 1944 da Donald Watson nel momento  in cui, staccandosi dalla Vegetarian Society, fondò a Londra la Vegan Society, fortemente voluta per promuovere l'abbandono dell’assunziome di latte, latticini e uova, come logica conseguenza della scelta vegetariana, visto il diretto legame tra la produzione di questi alimenti e l'industria dell'allevamento che tante inutili sofferenze provoca agli animali.

Nella sua pratica attuazione il Veganismo vuole dare all’individuo gli strumenti necessari per essere responsabile ed artefice del proprio destino attraverso la consapevolezza delle proprie capacità di recuperare la salute fisica e mentale, quali basi fondanti della propria evoluzione spirituale, adottando uno stile di vita ed alimentare il più possibile in armonia con le leggi della natura.

Il veganismo supera la concezione meccanicistica, settoriale e sintomatologica della medicina convenzionale per intervenire sulle cause che determinano la malattia, ripristinando quell’equilibrio tra corpo, mente e spirito che consente  di dar voce alla capacità di autoguarigione insita in ognuno di noi.

Questi concetti li troviamo espressi, insegnati ed efficacemente applicati da oltre 2500 anni,  a partire da Ippocrate e Pitagora, passando per la religiosa e naturalista tedesca Ildegarda di Bingen, Christoph Whilem von Hufeland, medico personale di Goethe, Max Joseph von Pettenkofer, docente all’università di Monaco, che fondò il primo istituto  di Igiene Naturale d’Europa, lo svizzero Max Biecher Benner, medico degli Zar di Russia ed ideatore del famosissimo muesli ( miscela di cerali integrali crudi e frutta secca), per arrivare agli americani Isaac Jenning, padre dell’igienismo moderno che scoprì l’effetto placebo ed a cui l’università di Yale conferì la laurea honosris causa in medicina, senza dimenticare Max Gerson, Herbert Shelton e Jhon Harvey Kellog.

Ai giorni nostri non possiamo certo sottacere il contributo essenziale fornito alla diffusione di questo stile nutrizionale ad opera di medici illuminati come Albert Mosserì,  Dean Ornish, Caldwell Esselstyn, Gabriel Cousens e T. Colin Campbell, così come non evidenziare  il  basilare supporto procurato dai più recenti studi  di epigenetica che hanno chiarito i meccanismi attraverso i quali il DNA può venire positivamente modulato dallo stile di vita, ed in particolare dalla nutrizione a base vegetale, laddove esistano evidenze genetiche di possibili e probabili future patologie degenerative.

Naturalmente per chi intendesse intraprendere questo percorso di civiltà e salute, è necessaria un’adeguata conoscenza della materia, in mancanza della quale è d’obbligo affidarsi ad una guida sicura e capace che  fornisca consigli utili ad evitare tentativi che possano rivelarsi dannosi per la salute, fornendo le motivazioni scientifiche ed etiche volte a rifuggire dagli stessi errori comportamentali tipici della dieta onnivora, che la scienza oggi riconosce determinanti nell’insorgere di tutte le patologie cronico degenerative che affliggono la nostra società.

Seguire questo stile nutrizionale in modo sano e responsabile significa abbandonare ogni dogmatismo in favore di una contestualizzazione degli aspetti nutrizionali in rapporto al tipo di vita ed all’ambiente in cui oggi ci troviamo ad agire e questo atteggiamento rappresenterà il discrime tra efficacia e mancanza di risultati, tra salute e malattia.

Le informazioni contenute nel sito su argomenti di cure naturali, alimentazione e benessere hanno esclusivamente scopo informativo e culturale. In nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

Giorgio De Crignis

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