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Il Credo del Cristianesimo

Il Credo del Cristianesimo

Per i cristiani, i fondamenti della fede sono raccolti nel “Credo”, la professione che sintetizza le verità essenziali del Cristianesimo. Le Chiese occidentali riconoscono soprattutto il Simbolo Apostolico, nato dalle antiche formule battesimali dei primi secoli, mentre le Chiese orientali fanno riferimento anche al Simbolo Niceno-Costantinopolitano, elaborato nei concili di Nicea e Costantinopoli. Il Credo è strutturato in tre grandi parti: la fede nel Padre creatore, nel Figlio redentore e nello Spirito Santo che dona salvezza. Questa divisione esprime il cuore della fede cristiana: un unico Dio che si manifesta nella Trinità.

Un Dio in Tre Persone

Il Cristianesimo afferma che Dio è il creatore dell’universo visibile e invisibile. Egli ha creato il mondo dal nulla attraverso la sua volontà e la sua parola, senza servirsi di una materia preesistente. La Bibbia descrive questa creazione nel libro della Genesi, dove Dio dà origine al cielo, alla terra e a tutte le creature. Anche gli angeli sono creature divine: alcuni rimangono fedeli a Dio, altri invece si ribellano e diventano forze del male guidate da Satana.

L’essere umano, creato da Dio in una condizione originaria di armonia e felicità, si allontana però da Lui attraverso il peccato. Da questo momento entrano nel mondo il dolore, il conflitto e la sofferenza. Nonostante ciò, Dio continua a sostenere il creato attraverso la Provvidenza, cioè la sua presenza costante nella storia e nella vita umana.

La fede cristiana definisce Dio come Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Le tre Persone divine sono distinte ma condividono la stessa natura divina. Questa dottrina, formulata nei grandi concili della Chiesa antica, rappresenta uno degli elementi centrali del Cristianesimo. Nel corso dei secoli, tuttavia, nacquero diverse interpretazioni considerate eretiche, come l’Arianesimo, il Modalismo o il Subordinazionismo, che mettevano in discussione la piena divinità del Figlio o dello Spirito Santo. La Chiesa rispose riaffermando che Cristo è vero Dio e vero uomo e che lo Spirito Santo partecipa pienamente della natura divina.

Redentore e Redenzione

Secondo la tradizione cristiana, l’umanità porta le conseguenze del peccato originale di Adamo ed Eva. Le diverse confessioni cristiane interpretano in modo differente questo tema: per cattolici e ortodossi il peccato originale indebolisce l’essere umano ma non distrugge completamente la sua libertà; per molti protestanti, invece, il peccato corrompe radicalmente la natura umana. In ogni caso, l’uomo non può salvarsi da solo e necessita della redenzione operata da Cristo.

Per questo motivo Dio invia suo Figlio nel mondo. Gesù Cristo, secondo i concili della Chiesa, possiede due nature inseparabili: una divina e una umana. Attraverso la sua incarnazione, morte e risurrezione, egli prende su di sé il peccato dell’umanità e ristabilisce il rapporto tra Dio e gli uomini. La salvezza è dunque dono gratuito della grazia divina.

Le varie confessioni cristiane discutono sul rapporto tra fede, opere e grazia. I luterani sostengono che la salvezza si ottenga “solo per fede”, mentre la Chiesa cattolica attribuisce importanza anche alle opere buone compiute con l’aiuto della grazia. Il Calvinismo sviluppa invece la dottrina della predestinazione, secondo cui Dio avrebbe scelto dall’eternità coloro che saranno salvati.

Grande importanza assumono i sacramenti, considerati strumenti attraverso cui la grazia divina raggiunge gli uomini. Cattolici e ortodossi riconoscono sette sacramenti, mentre le Chiese protestanti ne riconoscono principalmente due: battesimo ed eucaristia. I sacramenti accompagnano tutta la vita del credente e rappresentano segni visibili della presenza di Dio.

Il Cristianesimo insegna inoltre che dopo la morte l’essere umano può raggiungere la beatitudine eterna oppure allontanarsi definitivamente da Dio. La Chiesa cattolica riconosce anche il Purgatorio, stato di purificazione temporanea prima dell’ingresso nella vita eterna. L’escatologia cristiana annuncia infine il ritorno di Cristo, la risurrezione dei morti e il giudizio universale, con il definitivo compimento del Regno di Dio.

Etica del Regno di Dio

L’insegnamento morale di Gesù è strettamente legato all’annuncio del Regno di Dio. Il messaggio evangelico invita alla conversione, cioè a un cambiamento profondo della vita e del cuore. L’agire morale nasce come risposta al dono della salvezza ricevuta da Dio e non come semplice obbedienza esteriore a una legge.

Il principio fondamentale dell’etica cristiana è l’amore, espresso dal termine greco Agape. Questo amore riguarda contemporaneamente Dio e il prossimo: non è possibile amare Dio senza amare gli altri. Gesù riassume tutta la legge nel duplice comandamento dell’amore verso Dio e verso il prossimo, estendendo quest’ultimo a ogni persona, anche al nemico.

Le parabole evangeliche mostrano concretamente questo insegnamento. La parabola del Buon Samaritano insegna che il prossimo è chiunque abbia bisogno di aiuto, indipendentemente dall’origine o dalla condizione sociale. Il giudizio finale, descritto nel Vangelo di Matteo, si fonda sulle opere di misericordia verso gli affamati, i malati, i poveri e gli emarginati. L’amore cristiano non cerca ricompense ma si dona gratuitamente, seguendo l’esempio dell’amore di Dio.

Nel Discorso della Montagna, Gesù porta l’etica oltre il semplice rispetto delle norme: invita al perdono senza limiti, alla rinuncia alla vendetta e all’amore per i nemici. L’ideale cristiano non si basa sullo scambio o sul vantaggio personale, ma sulla gratuità e sulla misericordia.

Infine, la Chiesa cattolica affianca ai Dieci Comandamenti alcuni precetti specifici, come la partecipazione alla messa domenicale, la confessione e la comunione pasquale. Nel corso della storia sono stati introdotti anche obblighi particolari per il clero, come il celibato sacerdotale nella Chiesa latina. 

Le informazioni contenute nel sito hanno esclusivamente scopo informativo e culturale. In nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire cure mediche, psicologiche o psicoterapeutiche.

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