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Danza

La danza orientale e i quattro elementi

A cura di Silvana Martinz

“Danzare” deriva dal sanscrito “Tanha” che significa “Allegria di vivere”. La danza è una delle più antiche forme d’arte; nella danza primitiva c’era la partecipazione di uomini, donne, bambini e anziani che riproducevano nella danza fenomeni naturali e della vita animale: era sostanzialmente un processo di conoscenza del mondo. Con il passare del tempo gli uomini iniziarono a realizzare danze per entrare in contatto con il divino nel tentativo di controllare i fenomeni naturali e indirizzarli in loro favore. Credevano anche che l’imitazione attraverso la danza di un determinato animale o fenomeno naturale consentisse di possederne lo spirito e l’energia.

Tutte le danze sono uno strumento per realizzare la nostra necessità di espressione, per capire la nostra essenza e per trovare il divino. Prima del linguaggio orale infatti il corpo è stato il principale mezzo di espressione umana; perfino come strumento privilegiato di comunicazione con il divino: la danza è stata quindi utilizzata (e lo è ancora in alcune culture) anche come rituale religioso.

Nella Grecia antica vi erano un gran numero di danze basate sulla rotazione pelvica e l’ondulazione del bacino (una di queste si chiamava Kordax): erano rituali di fertilizzazione e esprimevano la capacità della donna di creare la vita. Vi sono molte prove storiche che la Danza del Ventre prenda origine da questi rituali. La derivazione della denominazione “Danza del Ventre” è incerta: per molti deriva dal francese “Danse du Ventre”, altri invece credono che derivi dal termine spregiativo con cui veniva chiamata questa danza dai viaggiatori del Medio Oriente dell’inizio del secolo XIX.

La Danza del Ventre è anche chiamata “Danza Orientale”, nome che ingloba gli stili del Medio e del Prossimo Oriente. Un altro nome è “Raks Sharki”, termine usato per la “Danza dell’Est”, lo stile egiziano del cabaret delle grandi ballerine degli anni ’40, ’50 e inizio ’60.

La cosa più importante da sottolineare è però la metamorfosi di questa danza da rituale di fertilità e religiosità a forma di intrattenimento del pubblico a espressione d’arte con una sua nuova e specifica sacralità.

Le notizie sullo sviluppo della Danza del Ventre sono scarse, però ci sono documenti che fanno risalire la sua diffusione al V° secolo d.C. grazie a tribù di zingari provenienti dalle Indie che la fecero conoscere prima nell’attuale Afghanistan e poi in Persia, Turchia, Grecia e Egitto. Si sviluppò in forme differenti a seconda del paese; in Egitto per esempio la ballavano le “Aimee” (donne colte che non ballavano in pubblico) e le “Gawazee” che ballavano per strade e mercati. Queste ultime venivano ricompensate dalle persone che assistevano alle loro esibizioni con monete che erano lanciate e che non potendo essere custodite in un posto sicuro venivano cucite sui vestiti e i foulard: questa è l’origine dell’attuale cintura di monete che è indossata dalle danzatrici.

Nel mondo occidentale di oggi il ruolo delle donne ha registrato grandi progressi in campo sociale e culturale, ma questo innegabile e necessario processo di emancipazione è stato pagato con una perdita di contatto con la propria femminilità e con la propria sensibilità. Molte donne si vestono e si comportano come uomini penalizzando la loro essenza, come se non fosse possibile far convivere intelligenza e sensualità, creatività, flessibilità e intuizione. Il segreto della realizzazione della donna è invece la sua capacità di utilizzare la “forza uterina” e le qualità specifiche del femminile a vantaggio della sua realizzazione sociale e professionale, senza diventare “velina” o “pseudo-uomo”.

La Danza del Ventre può essere un formidabile aiuto in tal senso, soprattutto se correlata con la forza dei quattro elementi (Fuoco, Aria, Acqua, Terra) presenti nella natura e dentro di noi: un lavoro che si propone di liberare le energie femminili attraverso il movimento della danza e la riscoperta del proprio corpo.

Fuoco

Il Fuoco è un elemento maschile, colore rosso, arancione e giallo oro. Con la forza magica del fuoco possiamo entrare in contatto con l’energia vitale, il nostro entusiasmo e la nostra capacità di agire. Il fuoco è l’elemento dei sentimenti e delle passioni; e collegato all’autorità, alla rinascita, al coraggio, alla fertilità, al cuore e alla verità. Nella danza questo si esprime con i movimenti di vibrazione (shimmi) di gambe e di busto verticali e orizzontali, lato-lato o laterali con rimbalzo, passo arabo, twist e scatti delle varie parti del corpo fatti in sequenza e velocità con addirittura la possibilità di effettuare insieme ondulazione e vibrazione negli assolo di percussione.

Aria

L’Aria è un elemento maschile, colore giallo o azzurro chiaro. E’ l’elemento per entrare in contatto con le nostre idee, i nostri obiettivi, la nostra chiarezza. L’aria è il respiro, il prana, simboleggia le facoltà della mente e dell’intelletto intuitivo e razionale. Possedendo le qualità dell’umidità e della secchezza, questo elemento ha un rapporto speciale con l’elemento Fuoco (perché lo alimenta infondendogli potere) e con l’elemento Acqua (perché la modifica trasformandola in nebbia, pioggia, grandine o neve). L’Aria crea anche un collegamento tra fuoco e acqua, due elementi che operano in modo indipendente su due polarità opposte, dando loro l’opportunità di fondersi e mescolarsi e di assumere la forma di vapore, fumo e fulmine. Nella danza si esprime con il lavoro con i veli, i giri sulle punte, arabesche con rispettivi “port du bras”.

Acqua

L’Acqua è un elemento femminile, colore blu e viola. Per entrare in contatto con le nostre fluidità, le nostre emozioni, la nostra sensibilità e la nostra dolcezza. Attraverso il nucleo dell’elemento acqua fluiscono qualità magnetiche, percepiamo la sua forza nella corrente di un fiume, nelle maree che cambiano con le fasi lunari. L’acqua è l’elemento dell’intuizione, la crescita psichica, il nutrimento spirituale e vitale e simbolo della guarigione. Nella danza si esprime con i movimenti ondulatori (Cammello e Kenia) del bacino, braccia e mani; l’otto verticale e orizzontale con il petto e, a seconda della musica, con i fianchi in varie altezze e con i cerchi con la testa, il busto e il bacino fatti in maniera morbida e fluida.

Terra

La Terra è un elemento femminile, colore verde e marrone. E’ l’elemento per entrare in contatto con il nostro corpo, con le sue esigenze e con la sua praticità; è governato dalla natura stessa. Simboleggia il concreto, la stabilità. Questo elemento lavora in modo indipendente dagli altri e li contiene tutti nella forma più solida. Contenendoli tutti, attinge la propria forza vitale, che chiamiamo fluido elettromagnetico, dalla loro combinazione. Nella danza si esprime nei movimenti folk e beledi con i piedi ben piantati per terra, drop o giù-giù, drop folcloristico, bilancino, zoppino e i salti orientali folcloristici verso la terra, la-lato o laterale.

Tutti i movimenti base detti e altri qui non menzionati praticati costantemente e consapevolmente possono aiutare la riscoperta del potere femminile; attraverso il magico universo della danza orientale possiamo essere più vive e consapevoli di quello che siamo e di ciò che vogliamo.

Silvana Martinz

Originaria di San Paolo, è vissuta e ha lavorato a Salvador di Bahia (Brasile). Si è formata in danza classica, jazz e flamenco

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