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Poiché l’Induismo manca della figura di un Fondatore, non è possibile datarne con precisione il momento della nascita. Sappiamo comunque che le prime elaborazioni religiose risalgono al 1500 a.C. e si è sviluppato soprattutto in India. All’interno dell’Induismo possiamo trovare ben sei Sistemi Tradizionali, ciascuno dei quali è frutto di una lunga elaborazione testimoniata da una vasta letteratura.
1) Samkhya dal Sanscrito “Enumerazione”, il cui assunto fondamentale consiste nella determinazione e nell’indagine delle categorie del Mondo Fenomenico attraverso l’enumerazione dei suoi molteplici aspetti. Il Caposcuola di questa corrente fu probabilmente il Saggio e Mistico Kapila, il quale, in epoche posteriori, venne considerato incarnazione di volta in volta di Agni, di Krisna oppure di Visnu. La Dottrina di Kapila si trasmise attraverso i suoi successori fino a giungere ad Isvarakrisna, compilatore di alcune “Strofe Dottrinarie” nel IV o V secolo d.C.; in opposizione alla concezione monistica delle “Upanisad”, rifacentesi alla Tradizione Brahmanica, il “Samkhya” prende le mosse da una visione dualistica del Mondo. Due sono le Realtà: 1) “Prakriti”, il Principio Attivo ma privo di Coscienza, Causa Prima dell’Universo; 2) “Purusa”, il Principio Intelligente dotato di Coscienza ma passivo. E’ questa opposizione di Attività e di Passività, Mutamento e Quiete, Divenire ed Essere, a rappresentare il fondamento di tutto l’Universo. La “Prakriti – Materia Primordiale” si compone a sua volta di tre elementi o fili “Guna”: 1) “Tamas”; 2) “Rajas”; 3) “Sattva”, collegati rispettivamente a sensazioni di Apatia, Dolore e Pace. Finché queste Proprietà si trovano in equilibrio, nessun accadimento turba la Pace Assoluta del Cosmo ma nell’Istante in cui una delle tre prevale si innescano i processi dinamici dell’Universo. Si svilupparono quindi la Materia ed i Cinque Elementi (Etere, Aria, Fuoco, Acqua, Terra) e si formò l’Uovo del Brahman. Quando il “Purusa” sarà pienamente consapevole della propria estraneità all’Agire ed al Sentire, riconoscendo al stesso la “Prakriti” come motore unico del fenomeni fisici e psichici, potrà ritornare alla Quiete che lo contraddistingue. L’essere umano dominato da Tamas è senza forza, incostante, in completa balia degli avvenimenti, della vita, in uno Stato perenne di torpore. L’essere umano dominato da Rajas è attivo e pieno di forza, ambizioso e passionale, pone il suo zelo al servizio dell’Io. Sia Rajas che Tamas appartengono al Regno “Maya”, cioè il Mondo Illusorio delle Apparenze. L’essere umano dominato da Sattva riconosce il Mondo delle Apparenze ed è colui che percorre la Via della Bontà e della Verità. Chi è in grado di cogliere la Verità lascia dietro di sé l’Avidità e l’Odio, l’Invidia e la Pigrizia, gli Egoismi e gli Attaccamenti, l’Io ed il Mio, cause prime del Male.
2) Mimamsa dal Sanscrito “Indagine, Esegesi”, cerca di realizzare la trattazione dei Testi e dei Riti che sono alla base del Culti Sacrificali Vedici. Venne fondata dal Saggio Jaimini (200 d.C. circa) ed in seguito elaborata da Kumarila (690-750 d.C.). In opposizione al nascente Buddhismo, Kumarila difese l’autorità dei Testi Vedici e diede impulso al Brahmanesimo; la Tradizione lo vuole acerrimo avversario del Sistema Filosofico Buddhista. Ma Mimamsa si divide in due Sistemi contrapposti: 1) Purva Mimamsa, l’indagine dei Veda; 2) Uttara Mimamsa, l’indagine sul Sé.
3) Vedanta dal Sanscrito “Completamento dei Veda”, si intende i Testi Sacri noti con il Nome di “Upanisad” che costituivano la parte esegetica dei Veda. In seguito il termine designa il complesso dei Sistemi Dottrinari fondati sulle Scritture Vediche. Il Caposcuola del Vedanta fu Sankara (788-820 d.C.), membro di una famiglia di Brahmani del Malabar, nell’India Meridionale. Secondo Sankaram la più alta Verità è costituita dalla Dottrina “Advaita” (Identità e Non Dualità). Egli insegna infatti un rigido monismo, secondo il quale Dualità o Molteplicità sono il velo che cela la Verità e quindi sono Illusione (Maya). Il Principio fondamentale del Mondo, “Brahman ed Atman”, sono Pura Unità; il Brahman Universale e l’Atman Individuale stanno tra loro nello stesso modo in cui lo Spazio si colloca in singoli Vasi. Se l’Advaita è l’unica Realtà, allora il Mondo nella sua molteplicità può essere solo Maya, risultato della “Non Conoscenza”. La Verità Assoluta dell’Identità di Brahman ed Atman si apre all’essere umano solo nel momento della “Conoscenza Suprema”.
4) Yoga dal Sanscrito “Unione con la Divinità”, elaborato da Patanjali (V secolo d.C.) negli “Yoga Sutra”. Lo Yoga si propone il dominio di tutte le forze e le guida nella direzione desiderata; la meta è il raggiungimento della Pace Interiore, della Conoscenza Suprema e dalla Liberazione dai legami del Mondo e dalla Materia. Patanjali sistematizzò la Filosofia Yoga operando una felice sintesi di tutte le teorizzazioni precedenti e fu in grado di proporre un Sistema che riprendesse e superasse la Filosofia Samkhya. Lo Yoga comprende otto gradi suddivisi in due fasi distinte: 1) Hatha Yoga che si propone il controllo del Corpo; riguarda i primi Cinque Livelli. 1a) Yama, che implica cinque precetti: non uccidere, non mentire, non rubare, non indulgere nella Lussuria, non cedere alla Sensualità; 1b) Niyama, purezza del regime ascetico, della recitazione delle formule sacre (AUM), dello studio e della dedizione al proprio Maestro; 1c) Asana, l’assunzione di corrette posizioni del Corpo come presupposto alla Concentrazione ed alla successiva Meditazione; 1d) Pranayama, controllo del Respiro; 1e) Pratyahara, annullamento dei sensi e delle percezioni. 2) Raja Yoga, caratterizzato da “percezioni sovrasensibili ed intuizione dell’Unità del Tutto”. Questa fase riguarda gli ultimi tre livelli: 2a) Dharana, la contemplazione di un punto determinato con lo scopo di eliminare qualsiasi pensiero; 2b) Dhyana, in cui la Mente si innalza verse Sfere che trascendono il pensiero stesso; 2c) Samadhi, in cui si verifica l’assoluta coincidenza di pensiero ed oggetto; questo è il livello della “Estasi/Entasi Mistica” in cui lo Spirito o Coscienza è disgiunto dalla Materia. Colui che raggiunge questo Stato dell’Essere è un “Jivanmukta”, cioè un “Liberato in Vita”, una persona che non sottostà più alle regole del tempo ma esiste in un Eterno Presente.
5) Vaisesika, una Scuola che venne fondata dal Saggio Kanada. Scopo principale fu la definizione di Categorie in cui può dividersi il Mondo delle Apparenze. 6) Nyaya, viene attribuita la sua fondazione al Brahmano Gautama. Si usa considerare il Nyaya un Sistema Filosofico Unitario, sebbene nelle sue diverse articolazioni si sia sviluppato lungo un arco di tempo di venti secoli.
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