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L’Ipnosi risulta particolarmente efficace per:
In genere sono sufficienti poche sedute di ipnosi (circa una decina, ma, a volte anche una sola).
L’uso dell’Ipnosi si sta oggi diffondendo al di là dell’ambito strettamente clinico, con eccellenti risultati, citiamo la psicologia dello sport, il life and business Coaching, il Counseling.
Non sempre e non tutti i soggetti raggiungono lo stesso livello di profondità della trance, si distinguono quattro stati e fino a trenta livelli di profondità, ognuno caratterizzato dall’insorgere di fenomeni ipnotici:
Tutte le tecniche di induzione tendono a stabilire una comunicazione Ipnotizzatore/Ipnotizzato di tipo empatico, l’ipnotista stesso “va” in trance e guida l’ipnotizzato, il quale deve accettare le istruzioni dell’ipnotista e, per accettare le istruzioni dell’Ipnotista, l’ipnotizzato deve abbassare il controllo razionale (la critica) e attivare l’emisfero emotivo.
Infatti il cervello è diviso in due emisferi, con una specializzazione anche se non esclusiva: nei destrimani l’emisfero sinistro, che gestisce la parte destra del corpo, è deputato al controllo del linguaggio e del pensiero logico-razionale, mentre il destro ha più a che fare con le implicazioni emotive del linguaggio e del comportamento. I metodi per condurre questo processo si fondano essenzialmente:
E possono essere di natura fisiologica o psicologica. Ne citiamo solo alcuni, dato che sono moltissimi:
Questi sono alcuni metodi, il cui apprendimento è possibile solo dal vivo, per via esperienziale e chi fosse interessato può partecipare ai nostri corsi di formazione.
La comunicazione verbale ha una grande importanza in Ipnosi, sia nella parte di induzione della trance, sia successivamente nell’approfondimento e nella fenomenologia dell’esperienza ipnotica. Milton Erickson è noto per essere stato un maestro della comunicazione Ipnotica cosiddetta indiretta. Dalla modellizzazione del suo metodo Bandler e Grinder svilupparono il “Milton Model”, già presentato in precedenza, tra le tecniche di comunicazione persuasiva della Programmazione Neurolinguistica.
Esistono anche numerose tecniche di induzione diretta, e di induzione rapida, spesso utilizzate in quella che è” l’ipnosi da spettacolo”. Per ultimo, accenniamo all’autoipnosi. Nell’autoipnosi il soggetto concentra l’attenzione su se stesso e approfondisce la trance Importante è seguire il proprio respiro, darsi un obiettivo da raggiungere e, prima di approfondire la trance, stabilire il tempo di durata della stessa.
Un metodo particolare di autoipnosi è stato messo a punto negli anni trenta dal medico tedesco Schultz e chiamato “Training Autogeno”. Un cenno particolare merita la cosiddetta “Ipnosi Regressiva a vite precedenti”, durante la quale il soggetto in trance “rivive” esperienze che, non trovando immediato riscontro con quelli che sono i ricordi della sua esperienza di vita attuale, lasciano supporre o immaginare che possa trattarsi di rievocazione di eventi vissuti in “vite precedenti”. Per le evidenti implicazioni metafisiche e persino religiose, l’argomento affascina, ma anche divide gli studiosi della materia.
Al di là della tesi interpretativa sposata, dato che prove ultimative in un senso o nell’altro non ce ne sono e comunque sono oggetto di interpretazione ambigua, di grande interesse è la fenomenologia che i soggetti possono presentare durante tali trance: cambiamento di voce, di postura, di età psicologica e varie altre.
Le informazioni contenute nel sito hanno esclusivamente scopo informativo e culturale. In nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire cure mediche, psicologiche o psicoterapeutiche.