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Pedagogia e Scienze Umane

L'educazione olistica

A cura di Antonio Sbisà

‘Molte culture e religioni, sin dalla più remota storia umana, considerano l’esistenza come un Tutto, un’unica infinita divinità in cui l’essere umano, grazie alla capacità di autocoscienza, può diventare cosciente della grande unità di cui è parte e del suo ruolo in essa, dando nuovo senso e direzione evolutiva alla propria esistenza."

     Noi tutti abbiamo l'esigenza di innamorarci  di una visione olistica della vita, e quindi di volerla esplorare, creare, cercando le condizioni adatte per ogni situazione.  Il compito dell’educazione olistica è di fare crescere dentro noi stessi e nelle persone che intendiamo educare le motivazioni e le capacità adatte a realizzare effettivamente l’armonia fra l’uomo, la natura, lo spirito. L’applicazione all’educazione porta a concepire l’eros come il grande educatore che integra progressivamente gli esseri. Il compito educativo è di generare amore ed entusiasmo per risvegliare le potenzialità della natura umana adatta ad un nuovo tipo di civiltà. Si tratta di armonizzare il sapere, il saper fare ed il sapere essere, e di renderli attivi in tutte le persone del pianeta. L’educazione diventa una formazione permanente in cui si guida un’evoluzione che non si conclude neppure alle convenzioni  come la morte. La cura dello spirito e dell’anima si estende alla cura del corpo, dell’ambiente, delle relazioni, della società.

   La partenza è il riconoscimento di una civiltà repressiva, dove l’educazione adatta le persone all’adattamento al sistema sociale. Il punto di partenza è una visione ideale di una umanità in cui effettivamente ciascuno possa perseguire la creatività, l’amore, la felicità. Ho documentato la scissione fra la razionalità ed i sensi, il corpo, nella storia dei percorsi scolastici.  Il corso ricorda l’esigenza che ciascuna persona e che ciascun educatore possano prima di tutto vivere in prima persona l’autoevoluzione, per poi attivare  ed aiutare a crescere le persone da educare. Il concetto di base dell’educazione comprende il concetto di maieutica, attraverso l’individualizzazione della formazione: risvegliare l’essenza di una persona, innamorarsi di questa persona, e farla innamorare della possibilità del suo massimo sviluppo felice. Ho esteso qui come riflessione applicativa l’educazione a tutti i percorsi spirituali. E’ molto importante distinguere fra l’educazione, come allenamento di capacità e come apertura spirituale creativa, e la terapia, che raggiunge chi trascura o non segue l’evoluzione permanente nella sua concreta vita personale, ed allora può arrivare ai disagi da curare. Le fughe frequenti dai sensi verso lo spirito, dallo spirito verso i sensi e la ragione, rientrano nella scissione generale realizzata nella società repressiva. Le nuove ricerche portano a considerare che, se coltiviamo le capacità normali, si risvegliano anche le capacità metanormali, con nuove esperienze della natura umana.

  La formazione globale della persona implica lo sviluppo del corpo, dei sensi, e delle realtà vissute come anima e come spirito, insieme alla ragione ed alla conoscenza. Questo implica un’azione formativa in cui ogni elemento, il corpo, il sentimento, la ragione o lo spirito, non prevalgano come privilegio, come esclusione, come esauriente giudizio di valore e attribuzione di significato. Abbiamo l’esigenza di sviluppare contemporaneamente le capacità e le potenzialità attive, la volontà e la ragione, e quelle ricettive, le capacità di sentire, di amare e di esprimere. Occorre ripensare e ricreare l’amore, tutte le forme dell’amore, come collegamento di donazione, piacere ed impegno fra l’individuo e il tutto, fra ciascuna persona e tutti gli altri.

  Occorre una formazione di base che risvegli le energie del corpo, del cuore, della ragione e dello spirito attraverso determinate pratiche trasformative.  E' necessaria perciò la ricerca e la riflessione sui concetti di fondo che possono spostare i concetti dell’uomo, della natura e dello spirito, da una concezione repressiva e riduttiva ad una versione individuazione delle nuove possibilità di coscienza. Occorre elaborare delle filosofie che ci aiutino a comprendere le nuove esperienze: dall’aspirazione ad uno sviluppo articolato del nostro essere, all’abbandono ad una vita più grande di quella alla quale la maggior parte di noi è ancora abituata. Le pratiche trasformative ‘ci indicano la strada verso una vita straordinaria che comprende tipi di amore, di gioia e di incarnazione che noi oggi non siamo in grado di concepire’. Tutto questo ci porterà a vivere la vita umana e una nuova civiltà con modalità cui non abbiamo mai pensato.

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Le informazioni contenute nel sito hanno esclusivamente scopo informativo e culturale. In nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire cure mediche, psicologiche o psicoterapeutiche.

Antonio Sbisà

Ricercatore spirituale e docente universitario di scienze della formazione

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