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Arteterapia

Clownterapia

A cura di Stefania Vesica

La gelotologia (dal greco ghelos, risata) - più comunemente nota come comicoterapia -, è la disciplina che studia ed applica le potenzialità del ridere e delle emozioni positive in funzione di terapia, prevenzione, riabilitazione, formazione.
Essa occupa il territorio di limite tra Scienza ed Arte. Da un lato, infatti, la gelotologia si avvale degli studi della PNEI - PsicoNeuroEndocrinoImmunologia. Si tratta di una nuova branca della medicina che ha sostanziato come le emozioni-attraverso complessi meccanismi neuro-endocrini- influenzino direttamente il sistema immunitario, cioè il garante della nostra salute.

D’altro canto essa si avvale dell’arte comica, della poesia, della magia, della musica, dell’affabulazione: tutte Arti in grado di attivare la relazione empatica tra chi è in difficoltà e chi ha intenzione di esercitare la relazione di aiuto.

L’approccio gelotologico tende infatti a ricercare, sperimentare ed applicare modalità relazionali che, coinvolgendo positivamente la parte emotiva della persona, attraverso le strettissime relazioni tra corpo, mente, emozioni e spirito, ne migliorino l’equilibrio immunitario da un lato, e le abilità psico-relazionali dall’altro. Si Incide, così, profondamente, sulle aspettative, sulle motivazioni e sui vissuti dei degenti/utenti e del personale sociosanitario e si è così in grado di migliorare la salute delle persone, l’efficienza complessiva della strutture ed umanizzare la comunità di riferimento.
Il termine gelotologia è da poco stato accettato come neologismo della lingua italiana ed una voce è stata inserita nel dizionario “Il grande Italiano" di Aldo Gabrielli.

La gelotologia vanta, in Italia, una puntuale metodologia applicativa. E’ il metodo “Comicità è Salute”, applicato da Sonia Fioravanti e Leonardo Spina fin dal 1990 ed esplicitato per la prima volta nel 1999 nel volume “La Terapia del Ridere”.
Si tratta di un efficace mix di tecniche psicologiche e teatrali, basato su solidi presupposti scientifico-antropologici, concepito a gradini propedeutici, testabile e ripetibile: si sviluppa mediante un laboratorio teorico-pratico. La parte teorica è costituita di elementi di psicofisiologia del ridere ed antropologia del comico. La parte pratica è costituita da tre percorsi; il primo mette in gioco il corpo in esercizi di fiducia, contatto, ascolto empatico, espressività. Il secondo mette in moto la mente, secondo un ragionamento altro, il pensiero laterale, mediante la scrittura umoristica. Il terzo coinvolge il profondo della persona, mediante visualizzazioni guidate alla ricerca della parte gioiosa, fanciulla che ognuno di noi nasconde e/o reprime. La figura di punta della gelotologia è il Clown Dottore (clown sociosanitario). Si tratta di una nuova figura professionale che riassume in sé le caratteristiche del clown, dell’animatore, dell’attore d’improvvisazione, del burattinaio, dell’affabulatore, del mago, avendo però strutturato la propria professionalità appositamente per operare in ospedale e contesti sociali difficili.

Di conseguenza nella sua preparazione sono comprese nozioni di igiene e profilassi ospedaliera, psicologia relazionale, evolutiva e dell’anziano, psicopedagogia, sociologia della marginalità ed interculturale.

Suo compito (derivato dal Clown) è abitare il territorio di limite tra ragione e follia ed altri della stessa natura: come l’ospedale - limite tra salute e malattia, vita e morte; o come i teatri di crisi internazionale (tra pace e guerra); o come i quartieri a rischio o i campi nomadi (i limiti della “civile” metropoli).

Nel contesto ospedaliero, opera per sdrammatizzare le pratiche sanitarie, mutare segno alle emozioni negative, farle esprimere, gestirle e virarle al positivo, verso il sorriso, il coraggio, la speranza, la gioia, il riso……

 

- Cosa differenzia il Clown di corsia da un animatore?

Il Clown di corsia, a differenza dell'animatore, non esegue uno spettacolo nel quale l'utente è semplicemente uno spettatore, oppure prepara ed incita al gioco; Egli compie un intervento mirato a cambiare profondamente le emozioni dei degenti attraverso il coinvolgimento attivo. All'interno del suo intervento viene sempre proposta una "metafora terapeutica" (diversa a seconda del target) che porta a mutare il segno delle emozioni in positivo. Per questo i nostri Clown  ricevono una formazione rigorosa che pone al centro di tutto l'Ascolto (necessario per dosare il proprio intervento), nonché tutte le tecniche umoristiche necessarie e le competenze gelotologiche.

Stefania Vesica

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