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Enneagramma

L'Enneagramma

A cura di Renata Cancellari

Il termine Enneagramma, deriva dal greco ennea= 9 e gramma= segno, da cui 9 segni o punte, ed è un diagramma costituito da un triangolo ed un esagramma irregolare che toccano il cerchio in cui sono inscritti in nove punti numerati da uno a nove in senso orario. Entrambe le figure interne sono collegate da un sistema di frecce che rappresentano le relazioni interne del sistema. Il triangolo centrale collega i punti 3, 6, 9, l’esagramma collega i restanti punti secondo un particolare ordine 1, 4, 2, 8, 5, 7. Esso è un simbolo universale, antichissimo, che permette di comprendere il tutto osservandone le parti,  utilizzato per descrivere i processi della natura, per lo studio dei testi sacri, ma anche come sunto dei meccanismi psicologici e modello per la comprensione degli stili caratteriali e la loro interrelazione. Infatti ogni punto in cui le figure iscritte toccano la circonferenza costituisce una personalità o tipo psicologico ed è questo l'uso che se ne fa per sostenere gli individui nel cambiamento e nella trasformazione della coscienza.

Delle sue origini non si sa nulla di certo perché, per lungo tempo, è rimasto dottrina segreta e la sua trasmissione è stata sempre orale, da bocca ad orecchio. Alcuni sostengono che, dopo essere stato conservato in Babilonia per 2000 anni, circa 2500 anni fa ne vennero a conoscenza personalità imponenti come Zoroastro, Archimede e Pitagora. L’unica cosa certa è che esso fu introdotto in occidente, all’inizio del secolo scorso, dal maestro spirituale caucasico G.I. Gurdjieff.

Si dice che lo avesse appreso nell’ambiente dei Sufi, mistici musulmani, dell’Afghanistan, cosa da lui, peraltro, mai confermata, per cui il problema delle fonti da cui Gurdjieff attinse l’Enneagramma rimane insoluto. Egli lo utilizzava come strumento di saggezza esoterica per descrivere l’ordine cosmico dell’universo, per comprendere la relazione e la trasformazione dei tre nutrimenti, cibo, aria, impressioni nel corpo umano in connessione con i corpi superiori e lo definiva: il geroglifico fondamentale di un linguaggio universale che ha tanti significati diversi quanti sono i livelli di essere degli uomini.

Gurdjieff applicava il processo dell’Enneagramma a tutta la realtà, e quindi anche all’essere umano in quanto parte di essa, applicazione questa ancora distante dall'interpretazione psicologica successiva. Egli  insegnava che questa figura simbolizza l’azione combinata delle leggi naturali fondamentali che regolano l’accadere di tutti i fenomeni, la loro creazione ed il loro sviluppo sia nel macrocosmo che nel microcosmo nel quale è inserito anche l’uomo, la sua nascita e la sua evoluzione, che vi è identità tra microcosmo e macrocosmo per cui  l’uomo è l’immagine dell’universo e segue le stesse leggi.

 

La conoscenza di questo simbolo e il suo insegnamento restò, però, limitata nell’ambito ristretto dei suoi discepoli, finché un suo seguace, P.D. Ouspensky, nell’opera postuma “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”, riguardante l’insegnamento ricevuto negli incontri con Gurdjieff, ne rese pubblica l’esistenza. Fu un suo allievo, J.G. Bennett militare inglese oltre che ingegnere, matematico,filosofo e linguista, in seguito allievo anche di Gurdgieff, che ebbe la percezione del valore antropologico dell’enneagramma mentre partecipava nel 1924 ad una lezione di Ouspensky, egli vedendo il disegno dell'enneagramma su una lavagna ebbe la percezione “che l'enneagramma è un diagramma vivente e che possiamo far l'esperienza di noi stessi come enneagrammi”, scrisse ricordando l'episodio, aggiungendo rivolto ai lettori, “Potrete, un giorno,scoprire che l'enneagramma è più di un'immagine di voi stessi, è voi stessi”. Bennett sullo schema dell'enneagramma struttura percorsi di maturazione personale che conducono l'uomo alla piena realizzazione di sé, metodo che, probabilmente, sarebbe stato destinato ad esercitare un'influenza limitata ai circoli gurdjieffani se Oscar Ichazo, uno psicologo boliviano, avendo conosciuto il testo di Ouspensky, nel 1969 non avesse divulgato l’Enneagramma in un corso per psicoterapeuti a Santiago del Cile dal titolo: “L’Enneagramma come mappa della psiche umana e delle sue fissazioni caratteriali”. Egli avviò ad Arica, in Cile, un ciclo di insegnamenti psico-spirituali incorporando la saggezza esoterica di questo sistema.

Ichazo usava la figura e le dinamiche del simbolo per spiegare il funzionamento della psiche, fra i suoi allievi c’era lo psichiatra Claudio Naranjo, al quale si deve la massima diffusione dell’Enneagramma integrato con la psicologia contemporanea. Successore di Fritz Perls fondatore della psicologia della gestalt, all’Esalen Institute in California, Il suo percorso si caratterizza per l’approfondimento delle tradizioni “psicoiniziatiche” e la ricerca di metodi terapeutici integrati. Egli ha recepito la valenza spirituale dell’enneagramma e l’ha integrata con la moderna psicologia facendo un rapporto tra le passioni, le fissazioni, i meccanismi di difesa e i disturbi di personalità riconoscendo il potere dell’Enneagramma come strumento psicologico e il suo potenziale come parte di un lavoro spirituale.

In seguito molti altri studiosi promossero l’enneagramma, ricordiamo Don Riso e Russ Hudson che aggiunsero al sistema enneagramma della personalità i livelli di sviluppo che indicano per ognuna delle 9 tipologie il grado di identificazione e i livelli di liberazione dagli automatismi della personalità, e A. H. Almaas, Allievo di Claudio Naranjo, che ha proseguito la ricerca in una prospettiva ontologica, sviluppando la conoscenza spirituale racchiusa nell'enneagramma, concentrando l'indagine interamente sulle Idee Sacre che si trovano in corrispondenza dei nove vertici della figura geometrica e sono la realizzazioni dell’esperienza diretta dell’Assoluto. Secondo questa prospettiva I nove enneatipi sono strettamente collegati alle nove Idee Sacre ed è proprio la perdita di contatto con le idee sacre che genera gli 'inganni specifici' all'origine dei complessi psicologici.

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Renata Cancellari

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