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Tarocchi

L'Arte del Tarocco Intuitivo

A cura di Ferdinando Alaimo

L’arte del tarocco intuitivo consiste nell’utilizzare questo strumento come strumento oracolare in questo senso, come medium simbolico della conoscenza di noi stessi, come uno specchio della nostra anima. Ma per far questo bisogna innanzitutto liberare i suoi simboli da significati prestabiliti, rendersi conto che quei simboli “non significano” ma agiscono, sono forze capaci di evocare in noi emozioni,sensazioni e sentimenti che ne costituiscono per noi il vero significato perché è il nostro. Non quello di qualcun altro a noi tramandato.

Una storia per capire il senso dei Tarocchi Intuitivi

Per chiarire meglio questa idea che è alla base dell’arte del tarocco intuitivo, può servire questa antica storiella orientale:

-Un giorno, dalle mura di una città, verso il tramonto, si videro sulla linea dell’orizzonte due persone che si abbracciavano. Sono un papà e una mamma, pensò una bambina innocente. Sono due amanti, pensò un uomo dal cuore torbido. Sono due amici che si incontrano dopo molti anni, pensò un uomo solo. Sono due mercanti che hanno concluso un buon affare, pensò un uomo avido di denaro. E’ un padre che abbraccia un figlio di ritorno dalla guerra, pensò una donna dall’anima tenera. E’ una figlia che abbraccia il padre di ritorno da un viaggio, pensò un uomo addolorato per la morte della figlia. Sono due innamorati, pensò una ragazza che sognava l’amore. Sono due uomini che lottano all’ultimo sangue, pensò un assassino. Chissà perché si abbracciano, pensò un uomo dal cuore asciutto. Che bello vedere due persone che si abbracciano, pensò un uomo di Dio-.

Come si vede l’abbraccio di due esseri umani costituisce un’immagine simbolica: infatti è capace di evocare una molteplicità di sentimenti e di pensieri, diversi in ognuno degli spettatori, Ognuno di questi “io”, rispecchiandosi nell’immagine simbolica, ne ha tratto diversi riflessi, diversi significati che ci narrano qualcosa di vero riguardo alla sua anima e, conseguentemente, alla sua predisposizione ad identificarsi solo con una di quelle immagini. Ma il simbolo è più ricco, è più potente di quest’unica immagine, allarga il punto di vista, e poiché le contiene tutte, le relativizza. Disturba l’assolutezza della nostra unica immagine, ci libera un po’ dalla sua ossessione. Ce ne disidentifichiamo un po’.

La multidimensionalità del simbolo offre di sé molteplici letture, dalle più volgari alle più raffinate. Le peggiori, vale a dire le prevalenti, sono quelle che ne uccidono la creatività fissandone i significati, offrendocene un unico punto di vista. Questo è successo in particolar modo con i Tarocchi, banalizzati, impoveriti e abusati da pubblicazioni e da pratiche degne del manuale della “Smorfia”. Il Tarocco intuitivo ha consentito di spostare l’attenzione dal significato del simbolo alla sua azione su di noi; a come l’archetipo “suggestiona” (su-gestiona) la psiche di ognuno di noi. Da ciò la necessità di uno sguardo interiore, intuitivo, capace di cogliere la multidimensionalità del simbolo ed il suo effetto sulla nostra immaginazione creativa piuttosto che di un’interpretazione del simbolo basata su significati fissi e prestabiliti. Il primo libro che si occupa in questo modo dei Tarocchi si intitola appunto “Il Tarocco intuitivo” di Prembodhi e Rajendra (Re Nudo, Milano, 1979) ed è basato sul mazzo di Waite al quale introduce per la prima volta i lettori italiani fino a quel momento assai più familiari con le carte Marsigliesi.

In questo approccio il Tarocco si presta ad una lettura dell’anima, della psiche come si manifesta nel qui-e-ora dell’interazione e comunicazione creativa tra individui e gruppi e non dai 'significati' fissi delle carte; un approccio che non si chiede che-cosavuol-dire una carta ma che cosa-ci-riesco-a vedere, cosa ci proietto consapevolmente, come posso viverla, esprimerla e integrarla.

Il mazzo dei Tarocchi ci offre un mazzo di specchi poliedrici dove osservare, giocandoli, i nostri giochi; dove osservare noi stessi da più punti di vista. Il gioco dei Tarocchi offre l’opportunità di prendere un po’ di distanza da quell’unica maschera, di sperimentare ciò che è reale, di liberarci dalle nostre maschere o, anche, di liberare la possibilità di crearcene altre, consapevolmente. Il gioco dei Tarocchi fotografa il nostro presente, ed osservando questa foto conquistiamo lo spazio per immaginare diversi futuri.

 

“Il Tarocco può fare miracoli se tu non lasci che la mente interferisca. E il modo perché la mente non interferisca è quello di non interpretare ma di visualizzare, non di avere significati fissi e prestabiliti per le carte ma di affidarti alla tua intuizione…ma ricorda tu non stai predicendo il futuro. Tu puoi usare questo gioco per rendere le persone più vigili e più meditative, più responsabili per le loro vite.” Osho Rajneesh

 

Ferdinando Alaimo

Si è laureato in filosofia presso l’Università di Roma e ha insegnato questa disciplina per diversi anni

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