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Alimentazione

Alimentazione Ayurvedica

A cura di Gaetana Camagni

Il concetto dei Dosha è fondamentale per comprendere le pratiche salutistiche dell'Ayurveda. La salute dipende infatti dall'equilibrio di tali energie.

  1. Il dosha Vata controlla il principio del movimento e dell’attivazione;
  2. Pitta controlla il principio della trasformazione e della produzione di energia e calore;
  3. Kapha rappresenta il principio della coesione e della struttura.

Nell'essere umano, Vata è legato al sistema nervoso e al cervello, Pitta al metabolismo e alla digestione, Kapha allo scheletro e alle ossa.

In tutte le cellule dell'organismo umano sono presenti questi tre principi:

  1. Vata permette la respirazione, la circolazione sanguigna e gli impulsi nervosi;
  2. Pitta trasmorma il cibo, l'acqua e l'aria;
  3. Kapha serve alla costituzione di ossa, muscoli, tendini e del tessuto adiposo.

Questi tre dosha sono costantemente in  interazione e le loro qualità si ritrovano ovunque nella creazione.  Le diverse combinazioni dei dosha nell’individuo danno vita a più tipologie di costituzioni psico-fisiche, la cui determinazione ha un ruolo importante.

La dietetica ayurvedica si basa su regole ed esperienze “olistiche” antiche di millenni riferite ai  Dosha e agli alimenti. Essa si differenzia dalla scienza nutrizionale occidentale soprattutto perché tiene conto delle caratteristiche di ogni individuo in relazione all’assunzione dei singoli alimenti per mantenere l’equilibrio dei Dosha.

Non si tratta di concetti dietetici  “meccanici” che considerano gli alimenti solo da un profilo strettamente  fisico-chimico in termini di vitamine, minerali, proteine, lipidi, glucidi ed altro, come accade con la dietetica occidentale.

Gli alimenti (freschi e naturali) per l’Ayurveda sono creature vive, con delle caratteristiche (intelligenza cellulare) ben precise,  come gli esseri umani.

Consumati integri (non raffinati e non manipolati industrialmente) essi  interagiscono con l’essere umano - a seconda delle specifiche tipologie individuali -  in  modo quantico. Risvegliano cioè l’intelligenza del sistema corpo-mente e favoriscono in questo modo il mantenimento della salute e del benessere.

Basta considerare l’aumento delle malattie causate dai prodotti dell’industria alimentare e chimica moderna (obesità, malattie del metabolismo e cardiovascolari) e dall’eccessivo consumo di alimenti prodotti industrialmente su larga scala, troppo raffinati e manipolati (e di conseguenza privi di “Prana” sostanza vitale necessaria al mantenimento della  salute), per capire che c’è ormai bisogno di rivedere le basi delle teorie nutrizionali moderne per  rivolgerci ad un sistema alternativo antico (sperimentato da millenni) che insiste sulla necessità di condurre una vita equilibrata secondo i ritmi naturali e di nutrirci con cibi “integri” (completi e freschi) scelti, preparati, e consumati a  seconda della propria specifica individualità.

“Il medico ayurvedico inizia a curare la malattia prescrivendo la dieta che il paziente deve seguire. Il medico ayurvedico nutre cosi’ tanta fiducia nella dieta, da dichiarare che tutte le malattie possono essere curate seguendo delle regole alimentari in modo attento, insieme ai complementi fitoterapici appropriati; ma se il paziente non segue la dieta, neanche cento buone medicine lo cureranno.” (Carakasamhita 1.41)

L’Ayurveda propone una teoria della nutrizione basata sui sei sapori fondamentali e calibrata sui diversi temperamenti individuali. I princìpi della dietetica ayurvedica si basano su una sapienza che risale agli antichi testi vedici e ha lo scopo di prolungare la vita e di evitare le malattie.

Secondo l’Ayurveda la prima medicina è un’ alimentazione che favorisce l’equilibrio dei dosha che va nutrito  e mantenuto in equilibrio con gli alimenti contenenti sapori (rasa), qualità (guna), energia (virya) che gli sono propri.

L’Ayurveda classifica le erbe, i cibi e le bevande in base a cinque aspetti:

  1. sapore iniziale
  2. elemento
  3. effetto caldo o freddo
  4. effetto post-digestivo
  5. proprietà specifiche

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Gaetana Camagni

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