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E’ ormai documentata da tempo la relazione che intercorre tra dieta e difese contro le malattie infettive; l’esempio più efficace è quello della tubercolosi che si manifesta nelle fasce di popolazione che hanno delle possibilità economiche limitate e quindi delle altrettante limitate risorse.
A seconda del tipo di alimentazione le difese immunitarie possono diminuire o aumentare, anche se quest’ultimo caso è più difficile da dimostrare.
Apporto di energia
Se l’apporto energetico è troppo abbondante e prolungato nel tempo il soggetto diviene obeso e per esempio,in caso di polmonite, il cuore (già affaticato per il peso eccessivo) potrebbe essere sottoposto ad un superlavoro; un soggetto predisposto al diabete dovrebbe evitare di consumare quantità eccessive di zuccheri ecc.
Se la dieta è troppo povera, oltre al consumo del grasso contenuto nelle cellule adipose, si può determinare anche una maggiore suscettibilità alle infezioni a causa dell’indebolimento degli organi preposti alla funzione immunitaria:
Carenza di proteine
Le proteine sono particolarmente implicate nel meccanismo di difesa, basti pensare che anche gli anticorpi sono delle molecole proteiche .
Nella sindrome di Kwashiorkor è chiara la relazione con la carenza di proteine; questa malattia è diffusa in alcuni paesi poveri del mondo dove il consumo di proteine è limitato a causa della carenza di risorse, essa porta a problemi al fegato, ai tessuti di rivestimento e al sistema immunitario e può portare alla morte.
Carenza di vitamine
Tutte le diete carenti di vitamine causano un abbassamento delle difese immunitarie, esse sono implicate in numerosi meccanismi metabolici essenziali per la salvaguardia delle funzioni cellulari.
Già prima dell’identificazione delle diverse vitamine del gruppo B si erano notati gli effetti negativi di una loro possibile carenza su diverse cavie da laboratorio:
La carenza di questa vitamina è in grado di aumentare la sensibilità verso l’attacco di diversi microrganismi, dalle Salmonella al Bacillus antracis; sull’argomento ci sono numerose pubblicazioni.
Gli studiosi cercano di spiegare con diverse ipotesi questo meccanismo:
La carenza di vitamina A aumenta la sensibilità verso le infezioni di orecchio, naso, lingua, vescica, prime vie respiratorie, a livello oculare; secondo alcuni, sarebbe dovuto alla sua azione nei confronti di epiteli e mucose (quindi niente a che fare con l’alterazione degli anticorpi all’interno dell’organismo).
Per quanto riguarda la vitamina D gli effetti di una sua carenza sono ancora in fase di studio.
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