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Counseling

Counseling a Mediazione Artistica

A cura di Stefania Vesica

Il counselor a mediazione artistica ha uno strumento in più per supportare la persona, l’arte, che, come dice Freud, è la seconda via regia all’inconscio la prima è il sogno. L’atto creativo esperito in un ambiente protetto facilita il contatto con le emozioni e permette di mobilitare le risorse personali per ampliare l’autoconsapevolezza, per affrontare difficoltà emergenti in qualunque momento della vita o per incrementare il proprio benessere personale. Esso ha anche la funzione di porre in migliore comunicazione soma e psiche, corpo e mente. Offrendo al paziente strumenti di espressione e/o di realizzazione plastica, il counselor facilita in lui l'emergere delle emozioni, dei desideri, dell'aggressività, delle paure.  Il setting del counselor a mediazione artistica consente all’utente di esplorare se stesso e di sperimentare attraverso il processo creativo la propria individualità e di attivare le risorse personali nella risoluzione di problematiche. Osservando il processo e ove possibile il processo ed il prodotto ci si riconosce e si possono apportare cambiamenti agendo sul processo e sul prodotto. Con l’arte, inoltre, si crea un contatto e un distanziamento che permette di vedersi meglio, di esplorare se stesso e attivare risorse, consente l’autoespressione, la liberazione di energie bloccate, e l’autorivelazione come nascita di nuova consapevolezza. E’ attraverso il processo creativo che possono emergere liberamente emozioni, stati d’animo, conflitti interiori quindi conoscersi meglio e condividere la propria interiorità, ad esempio è possibile individuare la rabbia che spesso è difficile riconoscere, si annida nel profondo ed ha, se non riconosciuta, imprevedibili conseguenze sulle azioni e sull’umore.

Quindi il counselor a mediazione artistica svolge attività di orientamento e sostegno avvalendosi di tecniche artistico espressive come strumenti di espressione e comunicazione. Con l’arte è possibile attraverso la libera espressione, che permette di mettere una distanza da sé, autoriflettere su se stessi ed osservare la propria immagine nel mondo da una nuova prospettiva, con la conseguente possibilità di assumere atteggiamenti nuovi nei propri confronti. L’Arte attraverso la creatività, il gioco, la comunicazione, tende a far emergere i punti di forza e la capacità autorigenerativa che è latente in ognuno, per addivenire ad una trasformazione che comporti un maggior benessere psichico, fisico e sociale. Il counselor in un setting artistico accoglie ed amplifica i messaggi del cliente, non solo attraverso le parole, ma anche proponendogli di realizzare prodotti artistici mediante l’uso di materiali. I prodotti realizzati dal cliente vengono presi in considerazione in quanto immagini ed oggetti che rimangono e con i quali il cliente, si può confrontare ed osservare. Importante è la comprensione di ciò che esso ha di significativo rispetto al cliente. Non sarebbe stata possibile la nascita dell’Arteterapia senza l’arte moderna che ha introdotto un rapporto con l’opera più introspettivo e simbolico ed ha rivalutato l’arte infantile come linguaggio spontaneo portatore di messaggi profondi. L’utilizzo dell’arte agevola la possibilità di trovare soluzioni creative che producano un maggiore ben essere anche di fronte ad avvenimenti pesanti ed invasivi.

Attraverso l’arte si possono esprimere pulsioni, contenuti emotivi e vissuti di cui razionalmente non si ha consapevolezza o di cui non si porta un ricordo razionale. I clienti attraverso il prodotto artistico creano una storia che possono osservare ora e in seguito. Il cliente fa emergere nel processo artistico i propri conflitti, le proprie ambivalenze il proprio mondo interiore che in quanto esternalizzato nel prodotto può essere visto dallo stesso cliente. Egli può osservare se stesso e la criticità da una distanza rassicurante, il prodotto artistico, infatti, porta in se una distanza emotiva che aggirando le difese permette di guardare con più tranquillità il problema e di verbalizzarlo, prendendone coscienza e dandogli un nome oltreché condividerlo con il counselor. Egli attraverso domande aperte guida il cliente ad esplorare e prendere consapevolezza, e modificare sul prodotto ciò che non è funzionale, di ciò si dirà dopo.

 

LE DIVERSE FORME D'ARTE

Le arti visive, (disegni, pittura, fotografia, creta, collage; fumetti; illustrazioni; sculture in creta, polimateriche in cartapesta), la scrittura creativa, la poesia, il teatro, la musica, la danza, sono le diverse forme d’arte che possono essere usate in arteterapia, anche combinate tra loro ed è attraverso queste varie forme d’arte che il counselor a mediazione artistica agevola il benessere dell’individuo.

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  • Arti Visive 

L’arte, soprattutto, visiva può esplorare ad un livello più profondo senza la necessità di manipolare il linguaggio. Le forme estetiche permettono di raggiungere il cuore del problema perché la creatività crea un approccio nuovo ad un problema rigido per lavorarci insieme il cliente ed il counselor. I clienti attraverso il prodotto creano una storia che possono osservare ora e in seguito. Le arti visive agiscono positivamente sulla salute mentale in quanto consentono l’emergere di contenuti inconsci e conflitti nascosti esse hanno il vantaggio di simbolizzare i contenuti emozionali, dallo strumento scelto, all’organizzazione e uso dello spazio, le forme, i colori, le linee, il movimento, ecc., proprio per questo è importante porre una particolare attenzione alle caratteristiche dei prodotti realizzati dal cliente e poi chiedere specifiche in relazione al contenuto.

Va considerato che ogni tecnica produce un effetto diverso, come ad esempio l’argilla, che presuppone un coinvolgimento di tipo fisico può essere utile nell’abbandono delle tensioni corporee e al rilassamento emotivo, nel disegno gessi e colori a cera presuppongono un contatto più forte delle matite, il collage invece può essere di più facile approccio e stimolare la creatività anche in clienti che non si sentono in grado di eseguire una rappresentazione grafica. Molto prezioso può rivelarsi l’utilizzo della fotografia.

Nel counseling a mediazione artistica le immagini sono il filo conduttore dell’intervento. Immagini possono essere esterne, cioè prese dall’ambiente come foto, diapositive, o prodotte dal counselor o dal cliente, scarabocchi, macchie, disegni o collage, oppure, immagini create con l’azione attraverso danze o recite realizzate dal cliente; immagini interne suscitate da stimoli artistici. La psiche emerge in maniera diretta nell’immagine, essa è la forma attraverso cui la psiche organizza i suoi contenuti e si rende oggetto di visione e, quello immaginale, fornisce un modello comunicativo che non fa riferimento a categorie già note e orienta la ricerca verso l’ignoto. Freud considerava le arti visive le più vicine all’inconscio poiché la vista è evolutivamente più arcaica rispetto al linguaggio. Quando si usano le arti visive, le caratteristiche pittoriche delle opere prodotte e del processo creativo sotteso, dicono molto sul cliente, che può essere accompagnato a prendere consapevolezza dei propri limiti e delle proprie risorse personali. Un disegno può descrivere un’esperienza specifica o rappresentare uno stato emotivo. L’uso di uno strumento piuttosto che un altro ci parla del livello di controllo esercitato dal cliente. Ripassare con l’inchiostro linee fatte a matita parla della necessità di esercitare un forte controllo, mentre l’uso dei colori ad acqua evidenzia la spontaneità del cliente. Anche organizzare lo spazio in modo caotico o rigido ci parla dei differenti stati del controllo, la simmetria ci dice circa la capacità di pianificare. La precisione o meno delle forme ci dice circa la chiarezza delle idee. Il colore veicola contenuti emotivi attraverso quantità, varietà, intensità ed armonia. La linea attraverso la forza, lo spessore, la precisione la direzione e la quantità ci parla della spontaneità o necessità di controllo. La staticità o movimento di una rappresentazione grafica ci parla del grado di apatia o vitalità. La meticolosità o meno dei dettagli ci dice circa il controllo ed evidenzia l’interesse o meno per il lavoro che si è prodotto. Per il contenuto, anche quando sia evidente, è bene chiedere all’autore. I contenuti affettivi della rappresentazione grafica devono essere osservati in termini di presenza o di vuoto. La significatività di un prodotto si valuta anche in termini di energie investite. In generale si può dire che nelle arti visive l’uso di ciascuna tecnica produce effetti diversi.

L’argilla per la sua duttilità è particolarmente adatta a sperimentare un cambiamento o l’evoluzione di un processo. Essa presuppone un coinvolgimento di tipo fisico e per la sua infinita possibilità di manipolazione favorisce l’allentamento delle tensioni fisiche ed il conseguente rilassamento emotivo, l’espressione di sentimenti difficili, come rabbia e aggressività, ha un effetto regressivo e agevola l’esplorazione del proprio primario stile di attaccamento. 

I pennarelli i pastelli sono contenitivi e danno sicurezza sono più rassicuranti, perché il loro uso è più controllabile rispetto agli acquarelli che si spandono rapidamente e si mischiano tra loro e sono i meno contenitivi. Le tempere insieme ai colori a cera e i gessi offrono un contatto più forte e più intimo che risvegliano emozioni più profonde. 

Il collage è di più facile approccio e stimola la creatività anche in clienti che non si sentono in grado eseguire rappresentazioni grafiche. I disegni in serie, il disegno del contorno della figura umana, favoriscono l’identificazione delle proprie problematiche, la loro evoluzione e  l’autoriconoscimento. L’uso della fotografia consente di esprimersi in una forma visiva simbolica. Le foto potranno poi essere utilizzate per costruire collage.  La fotografia viene utilizzata nei primi anni 60 con pazienti con disturbi legati all’immagine. Essa è l’interpretazione che il fotografo da del soggetto scelto frutto dell’attività inconscia del fotografo che rielabora la realtà che ha davanti. E’ in questo spazio proiettivo, di reinvenzione del reale che si pone lo spazio per il processo terapeutico si esplicano le proiezioni personali rispetto alle immagini del reale.

I fattori terapeutici dell’uso delle arti visive  possono essere riassunti in: creatività, attraverso le immagini il cliente sperimenta autonomia, assertività, esplorazione, consapevolezza; comunicazione, argomenti, difficili da affrontare verbalmente, emergono più facilmente, attraverso la via espressiva; contenimento, i sentimenti difficili espressi nel manufatto sono contenuti dal setting terapeutico, che li conserva e dalla mente del terapeuta che li accoglie; catarsi, liberazione ed eliminazione di stati d’animo negativi, aggressivi o confusi, attraverso l’oggettivazione nel prodotto artistico; cambiamento, le immagini facilitano la modificazione delle reazioni disfunzionali, attraverso il collegamento tra presente e passato, tra realtà e fantasia, tra eventi e sentimenti e la possibilità di indagare, osservandole, i propri stati d’animo attuali. Il processo creativo può essere terapeutico in sé, a volte può essere utile osservare insieme il prodotto e rileggere il processo per realizzarlo, possono infatti emergere nel processo artistico e rispecchiarsi nel prodotto, come già detto, pulsioni e pensieri non ancora presenti in modo chiaro alla coscienza, prenderne conoscenza ed analizzarli conduce ad una maggiore consapevolezza. Il setting offrirà un’ampia gamma di materiali artistici per permettere un’ampia e libera espressione creativa. I lavori proposti suggerendo tematiche, ma più spesso assumendo le tematiche del cliente, sono molto semplici all’inizio, tipo realizzare prodotti con il collage, scarabocchiare con pennarelli di diversi colori, manipolare creta, per non creare uno stato di ansia rispetto all’uso di tecniche più complesse. Senza forzature è bene, però, che il counselor stimoli il cliente ad approcciare diverse forme di creatività, per scoprire parti di sé sconosciute che gli consentono di spostare i propri limiti ampliando il suo orizzonte e consentendogli di affrontare le proprie problematiche ed approcciare soluzioni nuove, consentendo un adattamento creativo alla realtà. Ciò permette anche di uscire fuori da una certa fissità di vedute che non permette sbocchi risolutivi. 

La scultura deriva molte caratteristiche pittoriche, in più occorre valutare l’aspetto di tridimensionalità che la contraddistingue, la dimensione più o meno grande del prodotto e, quindi, lo spazio che occupa, la funzionalità o meno dell’oggetto realizzato. Molto importante considerare le parti omesse, la delicatezza, pesantezza o bilanciamento che parlano dello stato emotivo.

Le arti visive possono essere usate in combinazione con altre arti. Far disegnare immagini evocate da musiche particolari ci dice sulla risposta emotiva del cliente. Con gli adolescenti e pre-adolescenti o in ambito scolastico si può combinare l’arte visiva con la letteratura facendo leggere una poesia o un racconto e tradurre in immagini ciò che ritiene più significativo, oppure creare un testo illustrato sulle esperienze difficili per visualizzare i problemi, scoprire potenzialità e risorse latenti.

 

  • Scrittura Creativa 

la poesia e la scrittura creativa sono mezzi di supporto ed importanti acceleratori di processi. permette di dare libero sfogo a tutte le sensazioni e i sentimenti che non trovano altro sfogo e stabilisce un legame profondo con se stessi. Anche la lettura di brani letterari o la proposta di tenere un diario permette di entrare in contatto con le proprie emozioni e di divenire consapevoli di vissuti repressi.

La specificità delle tecniche di scrittura creativa è quella di mettere in contatto i due emisferi celebrali, il destro immaginativo e sognatore ed il sinistro pratico e propositivo, normalmente separati. Il dialogo e l’interscambio tra le due menti dona benessere all’individuo in termini di possibilità di soddisfare sia le istanze inerenti la sopravvivenza sia quelle emotive, ludiche, di riconoscimento ed autorealizzazione. Attraverso la scrittura si può imparare a conoscersi e riconoscersi prendendo visione anche delle proprie parti occulte, ciò consente un dialogo tra le parti opposte della personalità ed inventare soluzioni non condizionate per le proprie esigenze. 

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  • Teatroterapia 

 Il teatro è comunicazione con il corpo, la voce e le parole. Tra le sue funzioni una è quella di sperimentare altri ruoli per scoprire aspetti della propria personalità latenti o nascosti; di fingere per essere più vero; di mentire per sottolineare la verità. Permette di mostrare ciò che è nascosto e nascondere l’evidenza. L’uso del teatro come strumento terapeutico è utile nel riconoscimento dei propri ruoli nella società, ad auto osservarsi e sperimentare nuovi modi di porsi e di essere in relazione, osservarsi in diverse prospettive e a comunicare in maniera appropriata le proprie emozioni

Esso tende a favorire la spontaneità creativa e l’immaginazione per uscire fuori dalla fissità del tecnicismo e rigore metodologico.

Le arti drammatiche possono essere usate insieme ad altre espressioni artistiche come la danza, che dà l’opportunità di recitare esprimendosi in modi non convenzionali attraverso il movimento. Nei pazienti anziani e disabili è utile la lettura di opere teatrali cui far seguire una discussione sulle emozioni suscitate. Nella “drammatizzazione pittorica” i clienti disegnano vissuti, conflitti, fantasie che poi, al fine di una maggiore consapevolezza, mettono in scena attraverso brevi rappresentazioni. 

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  • La Danza

 La Danza permette di osservare i movimenti spontanei di un individuo, indice di come egli si sente ed opera nella quotidianità ed il modo di stare con sé e con gli altri. Tali movimenti sono visti in psicanalisi come rappresentazioni dell’inconscio, esprimono ferite e debolezze ma anche desideri e sentimenti. Danza e movimento sono strumenti utili all’integrazione tra dimensione fisica e psichica. La Danza risveglia il corpo e l’immaginazione e poiché le esperienze interiori si comunicano più facilmente con il corpo piuttosto che con le parole è possibile pervenire ad un cambiamento utile all’individuo, imparando a poco a poco ad esprimersi in modo nuovo attraverso il corpo che si mobilita e parla per noi. Nel gruppo agevola e chiarifica il senso della relazione con sé e con gli altri.

  

  • Gioco

Il gioco è il luogo privilegiato per lo sviluppo della creatività e dell’arte in quanto consente uno spazio speciale di libertà, lo spazio transizionale teorizzato da Winnicot, in cui poter immaginare e ricreare per attuare, in rappresentazione simbolica, il processo riparatorio o evolutivo di individualizzazione attraverso lo sfogo di desideri e paure inespresse. Un luogo in cui acquisire abilità di socializzazione ed il gusto di fare per fare senza nessuna finalità, per assaporare l’attimo e prendere consapevolezza della propria presenza nel qui ed ora. L’ambiente libero e non giudicante consente l’autoespressione, la liberazione delle energie psichiche bloccate, l’autorivelazione ed il raggiungimento di una maggiore autoconsapevolezza. La sperimentazione ludica, che certamente è mezzo privilegiato con i bambini, può essere efficacemente utilizzata anche con gli adulti che perdono con gli anni la capacità di giocare e possono così usufruire dei benefici effetti che ne derivano.

  

  • Musicoterapia 

La musica è stata, sin dall’antichità, utilizzata per esprimere e comunicare sentimenti, essa favorisce l’espressione di emozioni e sentimenti difficili da comunicare verbalmente, ha un effetto rilassante e crea nel gruppo un senso di comunione. Il ritmo evoca esperienze prenatali di contatto profondo con se stessi. E’ utilizzata sia in ambito psichiatrico che riabilitativo. E’ la musica grande attivatrice di immagini ed emozioni anche per le influenze fisiologiche sul ritmo cardiaco, sul respiro e sulla pressione arteriosa. Può essere sia rilassante sia eccitante, riproducendo i suoni della natura o accompagnandoci restando sullo sfondo. Essa è già di per sé terapeutica in quanto ha il potere di tirare fuori una grande varietà di risposte fisiche, mentali e spirituali, Le applicazioni si realizzano mediante l’ascolto attivo e passivo, l’uso della voce, del canto, della ritmica della meditazione sonora naturale o strumentale. Gli incontri di arte terapia possono essere sia individuali che di gruppo.

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LE AREE DI INTERVENTO 

Gli ambiti di applicazione dell'arte nella relazione d’aiuto sono essenzialmente legati all’esigenza di “Essere Se Stessi”, di star bene nella propria pelle, questo significa benessere. Si può imparare ad ogni età e senza necessariamente soffrire di disturbi, Sono tante le situazioni "normali" in cui le persone avvertono il bisogno di ristabilire l'equilibrio con se stessi e con l'ambiente: donne assalite dalla malinconia dopo il parto o durante la menopausa quando non riconoscono più il loro corpo che cambia, uomini che con l'inizio della pensione si sentono disorientati e inutili, bambini o ragazzi oppressi da un senso di inadeguatezza perché i risultati scolastici non sono brillanti, trasferimenti, coppie in crisi, bambini ricoverati in clinica, carcerati, pazienti oncologici, persone che si trovano a vivere momenti particolarmente problematici, artisti bloccati nella creatività, in tutti questi casi può essere utile liberare le proprie energie creative.

 l’Arte, però, viene anche utilizzata per handicap gravi e per psicopatologie, con pazienti psichiatrici, ospedalizzati, adulti e bambini con handicap mentali, in cui il counselor può solo lavorare in equipe, è necessario strutturare un lavoro di équipe ove trovino spazio e si coordinino, rafforzandosi a vicenda, le varie competenze e professionalità, oltre al counselor lo psichiatra e/o lo psicologo, ma anche l'infermiere e/o lo psicomotricista.

L'Arte-terapia, in effetti, si è sviluppata dapprima proprio come strumento di sostegno nelle cure psichiatriche; infatti psichiatri e psicologi osservarono che la persona introversa, che ha difficoltà a comunicare e con la quale è difficile parlare, spesso, riusciva ad esprimersi meglio con il corpo o con i gesti, magari modellando la creta o ballando o raffigurando nei disegni le proprie angosce. Da allora, gradualmente, si sono strutturate modalità di intervento a diversi livelli. Attualmente trova applicazione in ambito psichiatrico per casi di patologie conclamate, schizofrenia, autismo, ecc…dove, come detto, il counselor potrà lavorare esclusivamente in equipe. Comunque c’è da dire che, in nessun caso, le tecniche sono per se stesse garanzia di efficacia poiché è innanzitutto la relazione affettiva che si instaura tra utente e operatore che conta ma, se l'operatore nella relazione di aiuto è competente e sensibile, l'arte può essere ulteriore e significativo strumento per entrare in quella particolare dimensione comunicativa della persona dove, lo spazio e il tempo, sono dilatati e individuali.

Il counselor può validamente operare negli ospedali, nelle scuole, nei centri diurni, negli studi privati. Siccome è vasto il campo d’intervento per fasce d’età e patologie specifiche, è richiesta all’operatore la capacità di saper adattare i propri interventi in relazione agli utenti, soprattutto riguardo alle tecniche proposte, ad esempio, nel caso che i pazienti non siano in grado di disegnare, verranno privilegiate attività con acqua, sabbia ed altri materiali che agevolino la coordinazione e la comunicazione del paziente.

 

Per i bambini, in particolare per quelli portatori di handicap fisici ma senza vere e proprie patologie psichiche, intervenire con l’arte può rivelarsi un'esperienza straordinaria perché diventa parte di un loro gioco, nessuno li giudica o li sgrida se il loro prodotto non è artisticamente valido; come con gli adulti, infatti, lo scopo dell'operatore o counselor non è tanto quello di insegnare a disegnare o a ballare in modo gradevole, ma di aiutare l'individuo ad esprimersi e a provare gioia con il proprio corpo, la propria voce, con i segni che riesce a tracciare sul foglio. Con bambini affetti da handicap mentali sono adatti giochi di coordinazione, attività con la sabbia, la creta e l’acqua. Nei casi di handicap gravi versare acqua da un contenitore ad un altro o schizzare favoriscono le spinte esplorative. I bambini autistici, isolati, inclini ai rituali ossessivi e con forte tensioni interne, hanno molto bisogno di stabilità e hanno una grande paura dei cambiamenti per cui conviene privilegiare oltre che interventi specialistici con la musica, una contenitiva routine che aiuta questi bambini a capire meglio se stessi e le loro relazioni all’interno della famiglia e della società.

Nel caso di bambini non autistici ma con disturbi emozionali e comportamentali che si manifestano con tendenza all’isolamento, attività ossessive o compulsive, reazioni rituali o fobiche di fronte a specifiche situazioni con le arti visive, oltre a test come il “Disegno del contorno della figura umana e test della casa albero persona”, si può invitare il bambino a disegnare un cerchio, colorarlo in parti differenti per rappresentare i sentimenti che prova nei confronti di se stesso, mentre, per consentire l’espressione di emozioni interne è consigliato l’uso di scultura, argilla ed altre tecniche proiettive. Altre tecniche particolarmente efficaci sono il “disegno seriale”; il “cespuglio di rose”; “il disegno della famiglia con racconto di storie”.

Con gli adolescenti e i giovani sono indicati i “murales” di gruppo, l’argilla, la pittura, la fotografia, i fumetti, i disegni individuali relativi a situazioni stressanti, per aiutarli a liberarsi dalle tensioni, sviluppare il senso della comunità, agevolare l’autoconsapevolezza, risvegliare le energie creative.

Con gli adulti si possono utilizzare le tecniche della “mappa della strada della carriera”, nel caso di counseling relativo a problemi di lavoro. Il “labirinto” e “la finestra sul futuro” sono utili per acquisire maggiore consapevolezza riguardo la direzione e le problematiche esistenziali specifiche.

Con gli anziani, oltre ove possibile la danza ed il teatro, risulta utile il ricorso a vecchie fotografie che li aiuti a ricostruire un senso d’integrità dell’io.

Nel caso l’intervengo sia di gruppo anche i non vedenti, anziani, tossicodipendenti, ecc riscoprono il piacere e l'allegria del gioco. Con la guida di un esperto è possibile scaricare stress e tensioni anche con uno scarabocchio, ballando o assumendo determinate posizioni, cessa quel senso di torpore e si comprende non di avere ma di essere un corpo. Sicuramente un'espressione artistica permette di cogliere più a fondo la realtà, di osservare meglio, di trasmettere emozioni senza bisogno di parole e quindi disegno, pittura, scultura, musica, danza, teatro ma anche poesia, video, cinema, fotografia.

Con i pazienti psichiatrici adulti, la partecipazione ad attività grafiche offre la possibilità di esprimere ed esplorare i propri sentimenti.

Nelle prigioni e riformatori l’intervento è finalizzato a canalizzare sentimenti violenti ma, anche, a sviluppare un senso d’identità e di valore.

Per ogni fascia d’età sono poi possibili interventi mirati di arti visive, drammatiche, musica, danza, gioco. Ogni tipologia d’intervento deve essere adattata al cliente per poter arrivare al risultato utile, individuale.

 

Le informazioni contenute nel sito hanno esclusivamente scopo informativo e culturale. In nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire cure mediche, psicologiche o psicoterapeutiche.

Stefania Vesica

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