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Ipnosi

L’Ipnosi ericksoniana

A cura di Attilio Maria Scarponi

Per la sua importanza dal punto di vista teorico ma anche per la grande diffusione nella pratica terapeutica, conviene spendere qualche parola in più sull’Ipnosi Ericksoniana.

Erickson ritiene che la persona ha già tutte le risorse necessarie, sta male perché non riesce a usarle nella situazione disfunzionale, relega le sue risorse e potenzialità solo a determinati contesti.

Quindi Erickson dapprima allucina le risorse necessarie per la risoluzione del problema e poi dà modo al cliente di accedere a tali risorse tramite la comunicazione ipnotica indiretta.

La strategia passa attraverso queste differenti fasi:

  1. Ricalco della mente cosciente, in quanto le tecniche di induzione Ericksoniane si possono applicare solo quando si è instaurato un rapport (fiducia). Secondo Erickson "il compito terapeutico diviene un problema di utilizzazione intenzionale della sintomatologia nevrotica per andare incontro ai bisogni unici del paziente." (Opere, vol. IV, p. 180)
  2. Distrazione della mente cosciente (induzione).
  3. Guida della mente inconscia (utilizzazione). Ciò permette di creare una comunicazione diretta tra la mente inconscia e quella conscia al fine di attingere alle risorse.
  4. Ricalco nel futuro e detrance. Alla fine l’Io cosciente ha acquisito una risorsa in più (ampliamento della mappa)
Utilizzazione

Questa tecnica presenta notevoli vantaggi:

  1. Ecologia (rispetto del principio di Ippocrate “primo non nuocere”);
  2. Non c’é bisogno di conoscere i dettagli della vita dell’altra persona né i contenuti specifici del suo problema;
  3. Impegno attivo dell’interlocutore in una ricerca trasderivazionale per sopperire al contenuto

Spiegano Bandler e Grinder:

"Quando date delle istruzioni di processo, usate una quantità di parole quali ‘conoscenza’, ‘risorsa’, ‘curiosità’. Questo tipo di termini, li chiamiamo nominalizzazioni. In realtà sono dei termini che indicano un processo e che sono utilizzati come sostantivi. Se trasformate una parola come ‘conoscenza’ in un verbo, ‘tu conoscerai’, vi rendete conto che viene soppressa una grande quantità di informazioni. Conoscerete che cosa? Se qualcuno usa le nominalizzazioni quando vi sta parlando, vi costringe a penetrare all’interno di ciò che dice per capirne il significato. Se un cliente vi dice: "Beh, io cerco soddisfazione", voi potete tramutare la soddisfazione in un verbo e chiedere: "In che modo sta cercando di essere soddisfatto?". Oppure: "Di che cosa vorrebbe essere soddisfatto?". Ma se non lo fate, dovrete sopperire voi al pezzo mancante. Questo è quello che la maggior parte dei terapeuti fa con ciò che i loro clienti dicono. Essi “allucinano” ciò che la persona intende dire. Se io mi limito a dire: "Io ricerco un sostegno", dovrete penetrare in quello che dico e scoprire da soli cosa significa quando qualcuno dà sostegno a qualcun altro.

Ogni volta che scelgo dei modelli verbali che non si riferiscono direttamente all’esperienza sensoriale, vi obbligo a partecipare attivamente al processo della loro comprensione. Ogni volta che lo fate, compite un processo che noi abbiamo chiamato, ‘ricerca transderivazionale’. La persona prende le parole che le proponete e le collega alla propria esperienza personale. Come ipnotista, io utilizzo il fatto che la persona compie naturalmente questa operazione. Inizio col proporre un linguaggio farcito di nominalizzazioni. Non ho alcuna idea di quale sia il significato di queste nominalizzazioni, ma il mio cliente vi inserirà ciò che è più appropriato a lui stesso." (Ipnosi e trasformazione, p. 116)

Le fasi dell’utilizzazione:

  1. Stimolo risorse
  2. Associazione dello stimolo con un esperienza del cliente
  3. Causa/effetto nel presente
  4. Causa/effetto nel futuro

Vengono creati dei rapporti di causa/effetto tra il lavoro effettuato in seduta e gli eventi quotidiani che sicuramente il cliente svolgerà. È meglio se la descrizione è vaga e copre tutte le possibilità di risposte possibili.

La Metafora

Nell’Ipnosi Ericksoniana la metafora, per la sua caratteristica di rivolgersi sia alla parte cosciente che a quella inconscia, è uno strumento principe. Per renderci conto di come opera, riportiamo il seguente esempio, tratto dalla letteratura.

Una donna, in terapia per depressione, dopo numerose sedute in cui si dimostrava costantemente arrabbiata con l’invadenza del suo ex marito dichiara: “mio marito entra in casa come un treno” il terapeuta aspettato il momento opportuno chiese: “se lui è un treno, come descriverebbe se stessa?” La donna rispose “credo di essere una galleria”. Dopo aver discusso tale immagine il Terapeuta domandò: “e se lei potesse cambiare questa immagine, quale nuova immagine sceglierebbe?” La donna rispose: “ma sarei un grosso sasso sui binari”. Nella seduta successiva la donna più serena e tranquilla entrò dicendo: “bene sono riuscita a farlo deragliare”.

Si può dire che il cliente ha difficoltà perché non possiede più delle risposte efficaci. Occorre sbloccare la situazione a partire dal modo di percepire la realtà del cliente e lo si può fare solo lavorando sulla sua mappa cognitiva che non vuol dire cancellare il negativo bensì cambiare i quadri di riferimento e acquisire nuove associazioni, nuove possibilità di scelta. La metafora consente di operare un simile cambiamento aggirando le resistenze del cliente.

Il terapeuta per arrivare a ciò inizia col ricalcare il cliente, in altre parole parla il suo linguaggio ed entra nel suo modello del mondo per poi riorganizzarlo creativamente.
Stimolato dal fascino della metafora il cliente avvia un processo di ricerca inconscia che lo allontana dai modi consueti di percepire la realtà. Quando il cliente intuisce a livello profondo il senso della metafora è come se si verificasse una illuminazione interiore che si manifesta anche a livello somatico con una serie di reazioni ideomotorie.

Secondo lo schema di Ernest Rossi la persona passa attraverso diverse fasi durante l’induzione tramite il racconto di una metafora:

  1. Fissazione dell’attenzione. Utilizzazione delle credenze e del comportamento del paziente per focalizzare l’attenzione sulle realtà interne.
  2. Depotenziamento degli abituali schemi di riferimento e sistemi di credenze. Distrazione, shock, sorpresa, dubbio, confusione, dissociazione, o qualsiasi altro processo che interrompe le abituali strutture di riferimento del paziente.
  3. Ricerca inconscia. Implicazioni, domande, giochi di parole, e altre forme di suggestione ipnotica indiretta.
  4. Processo inconscio. Attivazione di associazioni personali e meccanismi mentali attraverso quanto precede.
  5. Risposta ipnotica. Espressione di potenzialità comportamentali che vengono sperimentate come se avessero luogo autonomamente.

"Poiché la nuova metafora costituisce un quadro che non è identico a quello originario del cliente, si ha la possibilità di nuove opzioni e bisognerà aspettarsi che queste opzioni siano diverse da individuo a individuo perché ogni volta le idee emergenti saranno il risultato della irripetibile interazione con la storia personale di una particolare persona" (Stephen R. Lankton, Carol H. Lankton, La risposta dall’interno, Astrolabio, 1984 Roma, p. 109).

Per questo si dice che in ipnosi l’interazione non è istruttiva: non posso prevedere appieno quali saranno gli specifici risultati della mia tecnica di utilizzazione.

Conclusioni

Naturalmente non si può concludere, abbiamo appena cominciato a parlarne, ma per gli scopi del presente corso dobbiamo necessariamente fermarci qui, lasciando alla curiosità ed all’interesse che ci auguriamo di essere riusciti a stimolare nel lettore il compito di approfondirne la conoscenza.

Dall’uso della metafora a tutto il setting terapeutico specializzato, ad esempio per bambini o anziani, ai problemi psicosomatici, con una profonda influenza sul sistema endocrino e immunitario e contributi alla cura di gravi patologie o all’anestesia chirurgica, o su soggetti allergici. 

L’Ipnosi è semplicemente un mondo magico nel quale tutti, specie chi la teme molto, siamo tentati di entrare, come facciamo, in quanto esseri umani, da migliaia di anni.

Attilio Maria Scarponi

Si dedica interamente alla formazione ed al counseling/coaching.

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