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Iridologia

Strumenti per l'analisi iridale

A cura di Tatiana Muccioli

Gli strumenti tecnici che facilitano l’esame dell’iride sono i seguenti:

  • La lente
  • Il microscopio (microiridoscopio)
  • Il contattoscopio
  • Le video camere
  • L’iridoscopio

                                                                                   LA LENTE

Una buona lente per iridologia non dovrebbe avere la capacità di ingrandire troppo, altrimenti tende a deformare l’immagine. Una buona lente può avere già  4 o 5 ingrandimenti, meglio non superare gli 8x. Non sono molto utili quelle in plastica, perché si rigano con facilità e deformano l’immagine. Ci sono invece delle lenti che hanno già l’illuminazione incorporata, e permettono di vedere bene l’immagine, anche se comunque, è meglio fornirsi di una piccola lampadina a parte, acquistabile anch’essa dall’ottico, come pure la lente di iridologia.

Un’ottima lente per iridologia è quella della Schweizer , modello Ecolux 8x 28d 2700k, con luce già incorporata, un ottimo strumento di indagine, non deforma l’immagine e permette una visione nitida. Nella foto sottostante si possono vedere diversi tipi di lenti per iridologia.

 

                

                             Lente semplice, contattoscopio, lente Heine ad intensità regolabile

 

                                                         IL MICROSCOPIO (MICROIRIDOSCOPIO)

Anche il microscopio è uno strumento utilizzato in iridologia, anche se l’immagine che fornisce non è del tutto tridimensionale, ad ogni modo, per iniziare, come strumento di studio, può essere interessante e relativamente economico. È ovvio che l’uso di un microscopio, presenta una discreta capacità di ingrandimento, ma comunque ci permette di decifrare i segni più piccoli, che altrimenti verrebbero trascurati. I microscopi utilizzati in iridologia non devono avere troppi ingrandimenti, almeno fino a quaranta, meglio se è binoculare, perché il microscopio monoculare non fornisce la necessaria prospettiva e profondità. Ottimo anche se c’è la presenza dello zoom, per poter approfondire lo studio di quel segno che ci colpisce di più. Questo tipo di strumento funziona benissimo se ad esso si abbina un obiettivo fotografico.

                                                                     IL CONTATTOSCOPIO

Il contattoscopio è uno specchio-lente con illuminazione incorporata, capace di pochi ingrandimenti, che permette al paziente di osservare la propria iride. Si può trovare presso un ottico e viene utilizzato da chi porta le lenti a contatto per controllare se ha messo bene le lenti. Si tratta di unostrumento interessante, per mettere al corrente la persona sul significato e sull’importanza di ogni segno irideo, rendendola pertecipe di quello che l’iridologo vede. Di norma, è uno strumento poco utilizzato, ma molto interessante per instaurare un buon rapporto empatico fra il cliente ed il suo terapeuta.

                                                                       LE VIDEOCAMERE

L’introduzione del video in iridologia, offre maggiori soluzioni, anche se si tratta di un metodo ancora in via di sviluppo. Il suo difetto ancora presente, per ora, è la scarsa definizione delle immagini e la difficoltà nel ritrovare i fotogrammi dei clienti su nastri di lunga durata. Tuttavia è un vantaggio, per poter creare uno schedario con tutta una dinamica dell’iride, cioè illuminazioni di diversa intensità e posizione. Questo strumento però ha costi molto elevati, ecco perché a partire dall’esperienza di Jensen, oggi si tende ad usare strumenti di digitalizzazione dell’immagine che poi viene esaminata ed elaborata tramite un computer.

È molto importante elaborare una scheda iridologica, per annotare tutto ciò che riguarda l’iride della persona, le osservazioni ed il trattamento più appropriato.

                                                                        L’IRIDOSCOPIO

Questo strumento, a tutt’oggi è considerato il più attendibile, in termini di esame iridale. L’iridoscopio è come un microscopio binoculare che fornisce una visione molto precisa dell’iride. Gli ingrandimenti vanno da 6 a 40 volte, permettendo una migliore analisi di iride e di sclera. Basti pensare che con un ingrandimento di 40 volte si è in grado di esaminare i globuli rossi che scorrono dietro alle arterie, e le vene, con parete vasale sottile. Per un corretto uso dell’iridoscopio, la persona deve stare immobile con la testa, ecco perché, si utlizza una mentoniera da ottico, per appoggiare mento e fronte. La fonte di luce è una lampada posta a lato del capo, che può essere spostata verso destra e verso sinistra.

All’iridoscopio si può collegare una macchina fotografica oppure una videocamera, per potere esaminare più a lungo l’iride senza stancare la persona esaminata. Di solito, l’iridologo, mentre fa questo tipo di indagine, annota i segni e le anomalie fondamentali che vede, disegnandole su una scheda dove sono rappresentate l’iride destra e quella sinistra.

 

                                           Iridoscopio classico

 

                                                                  LA FOTOGRAFIA IRIDEA

Anche senza l’utilizzo di un microscopio-iridoscopio, si possono ottenere dei buoni risultati, facendo degli ingrandimenti con un obiettivo fotografico macro da 100 mm di focale. Così si scattano immagini utili dell’iride, che poi si potranno studiare con calma, evitando di esporre per troppo tempo la persona ad una fonte di luce che può creare del disturbo. Di solito, bambini ed anziani non riescono a resistere troppo a lungo, manifestando nervosismo o segni di lacrimazione. Ad ogni modo, i segni di miosi e midrasi, oppure un eventuale Hippus o rilievo dell’iride nel collaretto, dovranno essere esaminati dal vivo tramite la lentina, per poi essere annotati sulla scheda.

La fotografia permette di realizzare un archivio di immagini, per un eventuale confronto a distanza di tempo (i segni fenotipici si modificano, con malattie, oppure con la somministrazione di farmaci o di terapie). Con l’ausilio di un computer e di una stampante a colori, oggi è possibile cosegnare alla persona la foto della propria iride, oltre che una serie di consigli personalizzati su come mantenere lo stato di salute e di benessere. Per realizzare una foto di buona qualità, si utilizza una macchina fotografica ad obiettivi intercambiabili (reflex), ed un anello di prolunga, oltre all’iridoscopio.

L’uso di un flash elettronico è indispensabile, poiché permette di “congelare” l’immagine, di avere sempre la stessa qualità e quantità di luce, di restituire i colori naturali, ed infine, permette di impostare diaframmi chiusi sull’obiettivo, molto importanti per potere avere una nitidezza, su tutta la profondità dell’iride. Come ultimo accorgimento, si dovrà annotare la dimensione della pupilla in relazione all’iride, poiché durante il lampo-flash, si verifica una miosi, cioè contrazione e restringimento della pupilla; magari, in una condizione di normalità, l’iride non si comporta in quel modo, quindi è una condizione da verificare dal vivo, con la lentina, per poter capire se siamo di fronte ad un soggetto introverso oppure estroverso, se la persona usa più il sistema simpatico oppure parasimpatico. Il vantaggio di questa tecnica è quello legato alla qualità dei colori, ancora più fedeli di quelli informatici. Al momento però si sta diffondendo l’uso della macchina fotografica digitale, che presenta diversi vantaggi. Prima di tutto permette di visionare la qualità dell’immagine nel momento stesso in cui ci si appresta a scattare la foto, riducendo così la possibilità di realizzare delle foto fuori fuoco. Ma il vantaggio maggiore è quello di potere trasferire l’immagine nel computer.

Il computer permette di creare degli archivi facilmente consultabili, in modo che si possano confrontare le iridi di uno stesso soggetto a distanza di tempo. Misurando su di esse i vari diamentri, le dimensioni delle macchie, dei pigmenti e l’aspetto dello stroma di fondo, è possibile valutare i cambiamenti intervenuti sull’iride, metterli in rapporto con le variazioni avvenute nell’intero organismo di quel soggetto.

 

                                                                   LA TELECAMERA DIGITALE

Un’ulteriore applicazione all’iridoscopio, che sta aprendo oggi nuove possibilità di indagine, è l’ausilio della telecamera digitale. Con questo sofisticato prodotto della tecnologia informatica, è possibile sviluppare la cosiddetta iridologia dinamica, che studia i movimenti osservabili sull’iride. I campi attualmente più conosciuti e quindi utilizzati sono due, cioè, il movimento dei globuli rossi all’interno dei vasi della congiuntiva, i vasi sclerali ed il fluire delle energie, legate al movimento del muscolo sfintere e dilatatore dell’iride. Con un ingrandimento di 35-40x, si può osservare come i globuli rossi scorrano all’interno dei vasi più sottili.

Di norma, i globuli rossi scorrono linearmente in modo fuido all’interno dei capillari. Esaminando i piccoli vasi sclerali, si possono vedere delle alterazioni di questi movimenti. Gli aspetti che si discostano maggiormente dalla normalità, sono soprattutto degli ammassi di globuli rossi che viaggiano aggregati fra di loro, oppure, che ostruiscono momentaneamente i piccoli vasi, per poi transitarvi più velocemente. Un altro aspetto dell’iridologia dinamica, è quello della quantità dello yin e della qualità yang, attraverso l’analisi della velocità di contrazione dell’iride, e la valutazione della quantità di bordo pupillare interno (OPI), che deborda dal foro della pupilla.

Da tutto ciò si comprende come attraverso l’analisi delle dinamiche concentriche, riguardanti OPI, movimento di miosi e midrasi (e relativo hippus), bordo del collaretto, vasi sclerali, si riesca già a definire un quadro della persona e della sua eventuale distonia, anche con pochi elementi e con l’ausilio di nuove e più sofisticate tecnologie.

Le informazioni contenute nel sito su argomenti di cure naturali, alimentazione e benessere hanno esclusivamente scopo informativo e culturale. In nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

Tatiana Muccioli

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