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Pratiche Spirituali

Yoga Ayurvedico

A cura di Valeria Pilone

L’ Ayurveda e lo Yoga sono scienze sorelle.

Entrambe di origine antichissima, costituiscono due sfere complementari che permettono all’individuo di raggiungere un equilibrio energetico e psico-fisico che gli permetta di elevarsi spiritualmente.

L’Ayurveda è infatti la scienza della vita e si occupa di mantenerci sani, sia dal punto di vista fisico che mentale, agendo sul bilanciamento armonioso delle nostre energie vitali, i dosha.

L’Ayurveda è una medicina olistica, che punta cioè a ritrovare l’equilibrio attraverso diversi mezzi: lo stile di vita, la dieta, le piante medicinali, il massaggio, il Panchakarma (purificazioni) e lo Yoga.

Questi due percorsi s’intrecciano e vengono entrambi descritti negli antichi testi Veda; tanto che la conoscenza di una delle due strade implica la conoscenza anche dell’altra.

 

Le posizioni dello Yoga o Asana sono uno dei più importanti sistemi di cultura mai inventata, che permettono di rimuovere le tensioni più profonde presenti nei tessuti, negli organi e nelle articolazioni.

Le asana mantengono il corpo nel miglior stato di salute possibile, rafforzano e distendono la muscolatura, liberano il corpo da piccoli dolori e disturbi, riportando il corpo in equilibrio. Mantengono in buone condizioni la colonna vertebrale creando un flusso di energia nei nervi che vanno agli organi e ai sistemi ghiandolari.

 

 

La comprensione dei tipi costituzionali ayurvedici ci aiuta ad adattare le pratiche dello Yoga alle esigenze individuali. Le pratiche di asana, Pranayama e meditazione adatte alla costituzione dove prevale un certo dosha potrebbero non essere adatte a un ‘altra costituzione.

L’ayurveda ci permette di personalizzare le pratiche dello Yoga secondo le particolari situazioni energetiche dei diversi individui, inoltre assicura che la pratica sia benefica per la salute e che sia anche capace di sviluppare completamente il nostro potenziale umano.

Lo yoga quindi è uno strumento terapeutico dell’Ayurveda sia per il trattamento delle malattie che per la gestione della vita. Con le posizioni dello Yoga e il Pranayama si possono curare numerosi disturbi, soprattutto i problemi strutturali e le condizioni dove manca energia ed è molto adatto anche a chi soffre di disturbi psicologici e mentali.

 

É più importante il modo in cui si esegue e si mantiene l’asana piuttosto che la perfezione tecnica, la cosa più importante è usare l’asana come mezzo per dirigere il prana alla parte del corpo a cui si vuol portare beneficio. Eseguire la posizione concentrandosi sul respiro approfondisce la pratica, ciò significa avere l’attenzione sul libero fluire dell’energia e non sul mantenere a forza la posizione.

In generale le asana eseguite lentamente, con stabilità riducono Vata.

Quelle fatte con calma e rilassamento riducono Pitta.

Quelle fatte velocemente con calore e sforzo riducono Kapha.

 

ASANA PER LA COSTITUZIONE VATA

 

Di solito i tipi Vata sono snelli, con ossa piccole, hanno flessibilità e agilità quando sono giovani, ma quando invecchiano sviluppano rigidità e difficoltà di movimento.  Soffrono frequentemente di artrite, tendono ad essere freddi con le articolazioni che scricchiolano, e sono portati alla scogliosi. Le asana per i  tipi Vata sono necessarie per mantenere flessibile la spina dorsale. L’atteggiamento mentale per i Vata, nell’eseguire le asana, è quello di non correre, di non avere fretta, di scaldare il corpo gradualmente, e di sciogliere le articolazioni.

La pratica deve porre più enfasi nella zona pelvica e nel colon, luoghi dove Vata è più presente, togliere le rigidità nelle anche, nella parte lombare e sono ottime le torsioni spinali che rimuovono Vata dal sistema nervoso.

Le persone Vata devono esercitarsi moderatamente, devono eseguire le asana delicatamente e mantenendole più tempo per aumentare la stabilità e la calma, alla fine della pratica devono avere la mente tranquilla, le emozioni stabili e una sensazione di calore.

 

ASANA PER LA COSTITUZIONE PITTA

 

I Pitta hanno una corporatura media, di solito hanno una buona muscolatura e una buona flessibilità e quando si dedicano alle varie posizioni diventano bravi.

Psicologicamente i Pitta amano eccellere e brillare in ciò che fanno e hanno la tendenza a raggiungere grandi obiettivi. La loro competitività li rende dei buoni esecutori sotto l’aspetto tecnico, ma potrebbero perdere l’effetto spirituale della pratica che dipende dalla pace della mente.

Le posizioni Yoga devono avere un effetto rinfrescante, confortante e rilassante, devono stare attenti a non fare diventare la pratica un lavoro duro che genera nel corpo ulteriore calore e sudore. Le persone Pitta hanno beneficio dalle posizioni che rimuovono la tensione nella parte centrale dell’addome, dall’intestino tenue e dal fegato dove si accumula Pitta. 

Dopo la pratica i Pitta dovrebbero sentirsi rinfrescati, soddisfatti, calmi, senza tensioni nella parte centrale dell’addome, la mente chiara e rilassata, le emozioni tranquille e senza emozioni di competizione.

 

ASANA PER LA COSTITUZIONE KAPHA

 

I tipi Kapha hanno una corporatura robusta e prendono peso facilmente, hanno le ossa corte e con poca flessibilità, per questo non si devono sforzare a fare posizioni complicate perché potrebbero farsi male.

Nei tipi Kapha il sovrappeso produce accumulo di grasso, soprattutto nello stomaco e nelle cosce, creano muco nella zona del petto, che poi si muove in varie parti del corpo.

I tipi Kapha tendono ad essere sedentari e poco attivi, per loro è necessario più esercizio fisico che stimoli il metabolismo e migliori la circolazione. Sono soggetti a malattie del cuore e al colesterolo alto, quindi devono iniziare un programma d’allenamento graduale, hanno beneficio da esercizi che li fanno sudare molto e che li fa andare oltre il loro limite, bisogna insegnargli a mettersi alla prova.

Le persone Kapha devono finire la pratica sentendosi rinvigoriti, caldi e leggeri, con la circolazione riattivata, il petto e polmoni aperti.

Valeria Pilone

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