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Psicologia e Comunicazione

L'Ipnosi

A cura di Attilio Maria Scarponi

Le ricerche sull’ipnosi mostrano come fenomeni ipnotici quali la catalessi (sospensione di un arto in modo contratto e senza sensazione di stanchezza anche mantenendo la posizione per lungo tempo), l’amnesia (il non ricordare qualcosa di ordinario) e altri si sviluppino spontaneamente e con grande frequenza nella vita quotidiana di ciascuno di noi.

Spesso sono sufficienti una parola, un contatto fisico o lo svolgimento di attività di routine. In genere, queste trance spontanee durano poco, ma talvolta possono prolungarsi per tutto il corso di una conversazione (non si afferrano bene le parole dell’altro o si perde la cognizione del tempo). Sovente, ad esempio, accade che, guidando un’auto si percorrano anche molti chilometri in uno stato in cu si è completamente ”assorti” in se stessi.

Gli ipnotisti a partire dall’osservazione di questi eventi di natura ipnotica hanno sviluppato metodi che si basano sugli stimoli dimostratisi naturalmente più efficaci (gesti, contatti, suoni oltreché, naturalmente, sull’uso della parola) per ingenerare lo stato di trance. Per rendersi conto dell’instaurarsi di un fenomeno ipnotico è sufficiente osservare le variazioni della fisiologia del soggetto: in particolare vengono ricercati quelli che l’esperienza ha identificato come indici di alterazione dello stato di coscienza (rilassamento, oscillazione del corpo, ecc.). Ogni volta che l’azione dell’ipnotista induce una reazione di questo tipo nel soggetto significa che si è colta una chiave del suo personale “codice ipnotico”; in altre parole del modo personale di quella persona di “andare in trance”.

Se questa è una descrizione fenomenologicamente adeguata, definire cosa sia l’ipnosi è invece tutt’altro che facile. La scuola Costruttivista parla di uno stato mentale complesso, che per essere compreso ha bisogno di una visione interdisciplinare, che sia in grado di spiegare aspetti fisiologici e psicologici, fino a giungere a considerazioni di ampio respiro, dove possano rientrare esperienze quali l'ipnosi regressiva.

Per la scuola Costruttivista, è possibile annoverare l'ipnosi nella psicologia degli stati mentali, che sono di quattro tipi differenti:

1. Lo stato di veglia, caratterizzato da una massiccia presenza di onde beta, ad alta frequenza, indici di un'attività mentale accelerata a circa 80 cicli il secondo (ogni ciclo corrisponde ad un'onda di connessione tra la neocorteccia ed il talamo, una sorta di scanner che rileva ad ogni ciclo lo stato dell'attività cerebrale e le sue eventuali variazioni).
2. Lo stato di trance o stato di ipnosi, caratterizzato da un'attività cerebrale ridotta a metà, di circa 40 cicli il secondo, con massiccia presenza di onde alfa.
3. Lo stato di sonno, caratterizzato da momenti di ridottissima attività psichica.
4. Lo stato di coma, con attività limitata alla sfera neuro vegetativa.

Questo tema è stato al centro della riflessione degli studiosi almeno dall’inizio dell’epoca moderna e quindi, per una migliore comprensione di cosa sia in realtà l’ipnosi, conviene ripercorrere la sua evoluzione storica.

Attilio Maria Scarponi

Si dedica interamente alla formazione ed al counseling/coaching.

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