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Tantra

Sessualità consapevole e orgasmo

A cura di Antonio Sbisà

Accogliamo ed esploriamo le testimonianze che ci possono indicare la strada verso l’esperienza profonda dell’orgasmo e dell’estasi. Partiamo dalle esperienze comuni ed immediate. La prima grande esigenza riguarda la possibilità di diffondere nella società una nuova percezione di base, rivolta soprattutto agli uomini: l’orgasmo non è l’eiaculazione.

“L’uomo associa l’orgasmo con l’eiaculazione, e quando sente e vede uscire lo sperma, non si preoccupa più del proprio orgasmo, della sua intensità, della sua estensione nel corpo e nella mente, o delle sue sfumature: lo ha avuto e basta. Viceversa, appena iniziamo a sperimentare con diverse forme di orgasmo, ci accorgiamo che ci sono orgasmi senza eiaculazione ed eiaculazioni senza orgasmo. L’eiaculazione è un evento fisiologico, mentre l’orgasmo è un evento energetico: per lo più si manifestano simultaneamente, ma non sempre, e non è affatto necessario che avvenga così. Mentre l’eiaculazione è un fenomeno relativamente semplice — (anche se la possiamo percepire in modi molto più piacevoli di quello a noi già noto), l’orgasmo può assumere diverse forme e sfumature, e raggiungere diversi gradi di intensità: può diventare piccolo o grande, piatto o profondo, ecc.”

Occorrerebbe poi veramente insistere sulla differenza fra l’essere e l’apparire, ed impedirci di trasformare la sessualità in una forma di verifica delle nostre capacità. Evitiamo l’ansia della prestazione, evitiamo anche la ricerca ansiosa, spesso femminile, sull’identità del processo: le donne si domandano se l’orgasmo ‘c’è stato davvero, o no?’, e cercano di riferirsi all’orgasmo costellato di ‘grida, urla, sobbalzi e contorcimenti’.

Partiamo dalla differenza fondamentale esistente fra l’orgasmo maschile e quello femminile: si distinguono per la frequenza e per il livello di coinvolgimento. Gli uomini arrivano spesso all’orgasmo, ma vivono l’esperienza ristretta all’aspetto genitale e corporale. Le donne arrivano meno spesso, ma sono più coinvolte, emozionalmente e mentalmente. Si può quindi consigliare alle donne di conciliare l’apertura del cuore ed il contatto diretto con l’eccitazione sessuale, in modo che possano raggiungere meglio e più spesso l’orgasmo. All’uomo invece si può consigliare di aprirsi energeticamente ed affettivamente, in modo da espandere meglio l’orgasmo in tutto il corpo ed in tutto l’essere.

Zadra propone di considerare l’orgasmo come un campo orgasmico ‘compreso tra la carica energetica (l’altezza della curva orgasmica) da un lato, e il grado di estensione dell’orgasmo nel corpo, dall’altro’. Distingue quattro fasi: l’eccitamento, il plateau, l’orgasmo e la risoluzione. Normalmente si accenna alla crescita della tensione sessuale fino ad una scarica e ad un rilassamento finale. Mentre l’uomo tra un orgasmo e un altro ha un periodo di stasi, la donna può avere orgasmi multipli, e anche il cosiddetto ‘orgasmo di plateau.’

Il tantrismo approfondisce questa curva orgasmica, integrando il rilassamento e l’eccitazione, e cercando di ampliare la durata e l’ampiezza. Occorre estendere la durata temporale dell’esperienza ed accrescere l’intensità.

“Uno dei principi fondamentali nella sessualità consapevole è quello di ampliare sempre la curva, di spingerla sempre più in alto, indipendentemente dal fatto che i sentimenti e gli stati d’animo che in essa si destano siano gradevoli o sgradevoli. Quanto più ampliamo la curva, tanto più l’orgasmo diviene un evento autonomo dal nostro fare e dalla nostra volontà, un’esperienza che ci dischiude dimensioni più grandi dell’io e che ci carica di energia. Proprio il contrario, insomma, dell’orgasmo normale, dopo il quale ci si sente stanchi.”

Ecco quindi come occorra proporre agli amanti una comprensione difficile, per come siamo abituati a vivere ed a gestire l’amore: l’esigenza complementare di controllarsi e di abbandonarsi. Il controllo ed il contenimento sono necessari per estendere la durata del rapporto, l’abbandono è necessario come distacco dalla mente e dall’immagine di sé e come radicamento nel corpo. L’uomo e la donna devono avere un forte ‘senso di sé’, un io forte e strutturato, un’attitudine creativa. Una persona debole avrà paura di perdersi. Nel processo caotico che si sviluppa espandendo l’orgasmo, ‘la mente viene scossa come da un terremoto e l’ego comincia a sciogliersi’.

Zadra accenna agli ‘orgasmi implosivi’, come forme orgasmiche che portano 'la nostra consa-pevolezza agli strati profondi della psiche’. I flussi eccitativi orientati verso l’esterno, presenti nelle forme compulsive, vengono raggiunti da altre scosse profonde, determinate dai sentimenti, da di-namiche del cuore, riferite sia all’esperienza individuale, sia ad aspetti dell’inconscio collettivo. E’ questa la strada che ci porta verso il nostro nucleo, al nostro Sé: l’orgasmo totale, che investe il corpo, il cuore, la mente e lo spirito. L’esperienza e la pratica ci permettono di apprendere e di coltivare gli orgasmi totali.

(Antonio Sbisà, L’ebbrezza amorosa, Edizioni Mediterranee – corso online ErbaSacra, Formazione affettiva e sessuale)

Antonio Sbisà

Ricercatore spirituale e docente universitario di scienze della formazione

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