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Tecniche Psicocorporee

Il Massaggio Ayurvedico

A cura di Mirella Molinelli

In Ayurveda il massaggio è un vero e proprio atto terapeutico, rivolto al miglioramento del riequilibrio completo (olistico) di tutta la condizione di benessere. Esistono molte tipologie di massaggio ayurvedico, ognuna con uno specifico intento di riequilibrio: ogni distretto corporeo ha un proprio trattamento/massaggio specifico, rivolto al miglioramento della funzionalità specifica. Ad esempio, il Massaggio Mukhashiroabhyangam, che unisce il trattamento della testa a quello per il viso, agisce sul concetto profondo di comunicazione, attribuita alla testa, in quanto centralina di contatto con gli organi di senso, punto di relazione fondamentale con tutti i punti energetici vitali dell’essere umano (marma) e i sottili canali energetici (nadi). Sede del chakra Sahasrara o chakra della Corona, è il collegamento con l’Energia Superiore e viene eseguito con olio tiepido preferibilmente di cocco, rinfrescante e nutriente, per attivare sia fisicamente sia energeticamente le vie sottili di comunicazione sensoriale. Il risultato è una “purificazione” a livello mentale e una globale rigenerazione. Unito al Massaggio per il Viso completa quella per l’Ayurveda è una vera e propria terapia di bellezza, quasi sempre accompagnata da applicazione di maschere in argilla per specifica tipologia di pelle, quindi di costituzione (Lepa) e di Ubatan, impacchi con farine di cereali.

Così come la testa e il viso, molta attenzione viene attribuita ai piedi e alle gambe, con il Massaggio Padabhyangam e Angabhyangam, eseguito con olio caldo di sesamo, con ottimi risultati a livello fisiocircolatorio, di prevenzione nelle stasi venose e nella formazione di edemi. Sempre con l’attenzione all’eliminazione di Mala, tossine, ai fini di contrastare l’adipe e l’eccesso di tossine a livello addominale, il Massaggio Udara: in Ayurveda grande attenzione viene attribuita “alla casa della trasformazione”, ovvero l’addome. Il simbolismo legato alla natura energetica dell’ombelico (Nabhi), punto magico nel quale convergono ben 80.000 (stando ad antichi testi vedici) canali energetici, rende questa tipologia di massaggio l’eccellenza nella riduzione di tutto ciò che eccede, sia a livello mentale (difficoltà di “metabolizzare” emozionalmente) sia a livello fisico (eccessi di cibo e cattive abitudini alimentari).

Sono infiniti i massaggi e i trattamenti in Ayurveda, che possono anche variare nelle gestualità e nell’ordine delle sequenze a seconda delle varie provincie e regioni dell’India, ognuna con una propria tradizione e cultura nel massaggio. Ad esempio, un Massaggio Shantala (il massaggio al neonato) eseguito nella regione del Kerala può essere diverso rispetto alla stessa definizione di massaggio eseguito nella regione di Deli, ma nonostante ciò mantenere sempre inalterate le proprie fondamentali caratteristiche: amore nel donare, profondo rispetto per l’essere umano, gioia nel creare con l’energia delle mani.

E le mani hanno un grandissimo valore in Ayurveda: il Massaggio delle mani, l’Hastabhyangam è vera e propria comunicazione sottile, mani come principali strumenti di azione nel fare, ma anche e innanzitutto importantissimi strumenti di distribuzione del Prana, il soffio primario di Energia che appartiene ad ogni essere umano. Nel massaggio delle mani ayurvedico molta attenzione viene attribuita all’oleazione di ciascun dito, perché ciascun dito è un fonte di scambio energetico continuo con l’esterno.

Stessa grande importanza energetica di scambio interno-esterno per il Massaggio Thandabhyangam, il massaggio decontratturante schiena-spalle. La schiena come asse della vita, sorretta da Merudanda, “il bastone della Vita” all’interno del quale scorre l’energia di Sushumna, il più importante dei canali energetici. Questa tipologia di massaggio agisce profondamente sulla distribuzione del Prana, soffio vitale e sull’energia dei sette principali chakra. Per la cultura ayurvedica la schiena è molto importante: attorno alla colonna vertebrale scorrono due grandi canali energetici, le Nadi, denominati Ida e Pingala: Ida nasce dal testicolo o dall’ovaio sinistro e Pingala dall’ovaio o dal testicolo destro e alla loro base, primo chakra Muladhara, formano un nodo che dà origine alla Kundalini, che scorre al centro del rachide. L’unione di Ida e di Pingala è chiamata “Muta Triveni”. Le Nadi si congiungono, nel loro scorrere, nuovamente in Anahata (4° chakra, del cuore) e in Ajna (6° chakra, terzo occhio). Ida defluisce attraverso la narice sinistra e Pingala attraverso quella destra. Il trattamento ayurvedico della schiena, eseguito con olio caldo di sesamo al quale aggiungere eventualmente specifiche sinergie di olii essenziali, scioglie tensioni fisiche, emotive e psicologiche, ripristinando flessibilità, allineamento vertebrale e benessere anche agli organi interni.

Concludendo, infinite sono le molteplici tipologie di massaggio ayurvedico, qui ne ho elencate solo alcune, le più rappresentative per il concetto di energia e di riequilibrio fisico-emozionale, ciascun massaggio o trattamento ayurvedico porta in sé l’origine di una scienza millenaria, l’Ayurveda, da sempre rivolta alla comprensione dell’essere umano nella sua interezza, per questo nell’eseguire un massaggio ayurvedico, aldilà delle corrette gestualità e della sapiente gestione dell’oleazione, mi piace ricordare le parole del grande Maestro Rajneesh, Osho: “qualunque sia il massaggio che stai eseguendo su un altro essere umano, ricordati sempre che stai entrando in un Tempio sacro e pertanto usa con rispetto la tecnica principale: il SILENZIO. Perché è soltanto nella pace del silenzio che dialogano le Energie più profonde e pure”.

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Mirella Molinelli

Direttrice della Formazione Professionale in Tecniche del Massaggio e Responsabile delle sedi di Genova e Alessandria di Erba Sacra

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