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Florario

Iris

A cura di Alessandra Sordi

Famiglia: Iridaceae


Nomi comuni, sinonimi, varietà

i romani chiamavano l'iris gladioulus, cioè a forma di gladio, a causa della forma dei suoi petali. Le varietà coltivate delle iris (Iris pseudacorus, Iris pallida, Iris florentina, Iris hollandica, Iris germanica) variano dal bianco puro al giallo pallido, al celeste chiaro al blu profondo.

I giaggioli stanno vivendo un momento particolarmente felice perché sono stati "riscoperti" dai vivai che hanno creato delle varietà di colori inusitati: viola scuro, color bronzo, color crema, rosa ecc.

 
Il mito, i simbolismi, il linguaggio dei fiori

Nel linguaggio dei fiori, il significato varia secondo le varietà botaniche, dalla fatalità all'esaltazione d'Amore, dall'Amore infuocato alla Desolazione. Le iris di qualsiasi colore sono comunque considerate come annunciatrici di novità e di auguri.

L'antichità: L'iris era coltivata nell'antico Egitto come polvere curativa e magica. Nel tempio di Amon a Tebe, dedicato al faraone Tuthmosis I studioso ed appassionato di piante, si possono ancora vedere delle incisioni raffiguranti dell'iris.

Iris era, nell'antica Grecia, il nome della messaggera degli dei, colei che accompagnava le donne nel regno dei morti, cosi come faceva Ermes per gli uomini. Iris discendeva sulla terra per mezzo dell'arcobaleno.
L'iris è il fiore emblema della monarchia dei Capetingi. La leggenda dice che Luigi VII scelse questo fiore come emblema e come simbolo di fortuna, avendone ammirato un intero campo fiorito, dopo aver vinto una importante battaglia.

Nel Medioevo fu chiamato allora fleur de Louis, e poi confuso con la parola fleur de lys, vale a dire il giglio. Infatti, dal medioevo in poi tale confusione tra i due fiori ha portato il giglio come fiore dei reali di Francia. Nella città di Firenze invece l'iris ed il suo consimile, il giaggiolo, hanno conservato la loro identità ed il disegno stilizzato dell'iris compare come simbolo di Firenze; infatti, il nome latino esalta l'origine del fiore: iris florentina. E' un fiore considerato campagnolo, perché attecchisce molto bene nelle verdi colline toscane. Ogni prato ed ogni aiuola sono pieni di vari tipi, specie, varietà di giaggioli e di iris, di ogni colore, dai più comuni giallo e bianco a colori sofisticati come il rosa oppure il rosso ed il blu.

La ricetta

La polvere ricavata dalle radici viene usata come esaltatore e fissatore di profumi.
Raccogliete i rizomi dopo la fioritura, fateli seccare all'ombra e, una volta ben secchi, riduceteli in polvere. Mescolate la polvere in parti uguali con polvere di cannella. Mescolate accuratamente a dei boccioli, radici, pezzetti di legno dalla forma strana, bacche (il tutto ben secco). Infine aggiungete delle gocce di profumo in estratto. Disponete artisticamente in una ciotola: avrete un bellissimo pot pourry naturale dal gradevole e duraturo profumo.

Alessandra Sordi

Laureata in Scienze biologiche. La passione per le erbe, le piante in genere si fa sentire già dalla scelta della tesi sperimentale di laurea , con la scoperta di un genoma particolare che differenzia il grano tenero da quello duro. Pubblica altri lavori originali sempre sulla genetica dei frumenti

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