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Bioetica Ambientale

Dispensa per il corso di formazione insegnanti

A cura di Stefano Pratesi

Complessità e totalità nella Bioetica Ambientale

“L'origine è la meta” così sentenziava Karl Kraus, ed è proprio da questa necessità di ritorno ad una analisi del fondamento delle problematiche che vuole prendere il via la nostra ricerca sul problema ambientale, sulla sua comunicabilità e sull'esperienze educative ad essa collegate.

Per questo motivo Bioetica Ambientale viene da noi intesa come lo studio delle condotte (non solamente esclusivamente morali) della variabile-uomo situato in un ecosistema, dove l'essere umano sia variabile endogena del sistema, dove l'analisi non si fermi solamente agli effetti dell'azione umana ma sappia cogliere la complessità di tutte le relazioni intercorrenti le variabili.

Totalità e Complessità divengono, quindi, le parole chiave del nostro paradigma e la pluridimensionalità la caratteristica fondamentale, a tal proposito e per maggior chiarezza elenchiamo i principi che informano il nostro approccio:

  • Principio della località e temporalità: contro un'astrazione universalista al fine di non rinunciare alla singolarità, alla localizzazione dei fenomeni in un determinato spazio, sia esso dimensionale, temporale, semantico.
  • Principio della complicazione: contro la parcellizzazione ed atomizzazione dell'indagine, per una osservazione continua delle relazioni e retro-relazioni che intercorrono tra le variabili del sistema.
  • Principio della complementarietà: contro lo staticismo di una osservazione che si soffermi solamente sulla relazione di causa-effetto ma che possa analizzare il fenomeno come parte di un tutto.
  • Principio della parzialità: saper accettare la quantità di informazione che non è possibile avere o prevedere, osservare la complessità del sistema senza risolverla nella assoluta determinazione di tutte le variabili, di tutti gli effetti, di tutte le conseguenze.
  • Principio della non proporzionalità: tenere presente che piccole variazioni di una o più variabili potrebbero avere come effetto grandi modificazioni sistemiche.
  • Principio dell'impotenza: accettare l'impossibilità di gestire tutte le variabili.
L'uomo e la sua azione: la teoria dei quattro cerchi

L'analisi delle condotte umane all'interno del macrosistema ambientale (l'ecosistema più grande in cui può essere situato l'uomo) andrebbero osservate inserendole in una dinamica che vede intersecarsi quattro insiemi relazionali, semantici e categoriali differenti.

Osserviamo l'azione dell'uomo come quello spostamento all'interno dei quattro “Mondi”: Giuridico; Politico; Economico; Etico-Morale-Religioso.

Giuridico (G): è l'insieme delle scelte normative, risponde alle categorie Valido-Invalido.

Politico (P): è l'insieme delle scelte e delle azioni volte alla risoluzione di problemi, la diade fondamentale è Efficace-Non efficace.

Economico (E): è l'insieme delle relazioni economiche, risponde alle categorie Utile-Disutile.

Etico-Morale-Religioso (E-M-R): è l'insieme aggregato delle condotte morali, siano esse informate da scelte personali, dettami religiosi o tradizioni culturali, segue la diade Giusto-Ingiusto.

Lo spostamento all'interno dei quattro insiemi avviene sempre bilanciando le categorie dei vari “mondi” di riferimento, è da osservare come spesso le diadi non siano comparabili e compiere una scelta significa posizionarsi nello spazio (cerchio rosso nel disegno) di congiunzione ma senza mai essere in una situazione di perfetto equilibrio.

Come esempio potremmo osservare una politica per l'abbassamento delle quote di emissione di gas nocivi nell'aria, questa può essere efficace, corredata di norme valide, giusta ma disecomonica; oppure la produzione di organismi vegetali modificati geneticamente, può essere efficace, economicamente utile ma moralmente ingiusta se priva di controlli sugli effetti sull'ecosistema.

Comunicare la Bioetica Ambientale

Il problema della comunicazione in materia di Bioetica Ambientale è derivata soprattutto dalla polisemia, dall'indeterminatezza e dall'inflazionamento di molti dei termini che vengono utilizzati.

Proponiamo, al fine di una migliore scelta terminologica ed un più attento lavoro sulle dinamiche educativo-comunicative, un possibile schema con cui scomporre i livelli di problematizzazione intorno alle problematiche ambientali.

Si può osservare con un semplice brain storming come al un termine “inquinamento” si possano associare tre insiemi distinti di parole.

Inquinamento: Livello DESCRITTIVO; Livello Emozionale; Livello Pregiudiziale.

Livello Descrittivo: parole come fumo, rumore, cattivo, odore, morte, … che si collegano direttamente alla descrizione del fenomeno.

Livello Emozionale: parole come paura, impotenza, … collegate ad emozioni provate nell'affrontare la problematica.

Livello Pregiudiziale: parole come ecoterrorismo, carbonchio, … non direttamente collegate alla tematica ma fondate sulla modalità con cui viene comunicata la problematica ambientale in quel momento.

Osservare tutti e tre i livelli ci permette di costruire una strategia comunicativa ed un iter educativo che non sottovaluti la complessità della tematica.

Soprattutto nella costruzione di iter didattici si ha più facilità nel lavorare sul livello descrittivo (ricerche, osservazioni sul campo…) e meno su quello emozionale e pregiudiziale, correndo il rischio di non riuscire a comunicare l'interezza della problematica o, peggio, nel non far comprendere la stessa tematica.

Alcune Proposte didattiche

Al fine di offrire una via metodologica più completa inseriamo alcune attività che si potrebbero svolgere con il gruppo classe (non viene volutamente specificata l'età degli studenti a cui rivolgere le attività, volendo proporre solamente degli spunti per possibili itinerari didattici).

La cartina della complessità (lavoro che può essere fatto in gruppi o singolarmente)
Fissato un argomento si chiede di riportare su un foglio di carta tutti i soggetti che interagiscono su un dato territorio in cui la nostra ricerca potrà essere svolta, si chiederà agli studenti di tracciare le frecce per collegare le relazioni tra azioni dei soggetti ed effetti sul sistema, sarà interessante utilizzare lo strumento così costruito per studiare le relazioni tra le variabili, anche quelle che apparentemente non rientrino nell'ambito dell'analisi.

L'informazione Ambientale
Si propone al gruppo classe di annotare ogni tipologia di notizia sulla tematica prescelta per un tempo determinato (30gg) invitando la consultazione di ogni tipo di mezzo di comunicazione (si potrebbe facilitare il lavoro fornendo dei fogli prestampati divisi per mass-media e giorni del mese). Si analizzano i risultati osservando in particolar modo le parole chiave utilizzate, il linguaggio ed i contenuti; si cerca di scomporre ciò che attiene alla sfera scientifica, a quella giuridica, politica, economica ed etico-morale. Si dedica un incontro alla problematizzazione delle strutture della comunicazione in ambito ambientale, cercando di osservare peculiarità e possibili derive.

La fantascienza e la Bioetica ambientale
Si propongono tre film: Frankestein di K. Branagh, Blade Runner di R. Scott e Gattaca di A. Niccol, ogni film dovrà essere preceduto da una scheda con pochi nodi tematici o domande aperte, o paradossi, …; al termine dei tre incontri se ne dedicherà uno alla problematizzazione sulle schede fornite.
L'attività, utilizzando un immaginario comune ai ragazzi, ha come fine quello di osservare possibili derive dell'essere umano, la sua modificazione e la modificazione del sistema in cui è inserito.

Stefano Pratesi

Si occupa delle interconnessioni tra Diritti Umani, Bioetica, Diritto Internazionale e Pedagogia.

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