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Il botanico Joseph Pitton de Tournefort ha voluto onorare un suo amico il bibliotecario ed oratore sacro alla corte di Luigi XV, Paul Bignon, dando il suo nome ad una pianta di origine sud-americana (Messico, Cile, Perù, Argentina, Stati Uniti del Sud).
Il nome originario della pianta era ( e per alcuni botanici lo è tuttora) Tecoma. Esistono delle varietà rosso-arancio, gialle, rosso più o meno intenso (bignonia capreolata, radicans, strans). I fiori hanno una breve fioritura, ma che si rinnova frequentemente per cui si può godere del loro aranciato splendore da fine giugno fino a settembre.
Nelle zone di origine, la bignonia viene coltivata accanto alle porte delle case ed è considerata propiziatrice di fortuna. Le tribù indiane degli Stati Uniti del Sud e del Messico si rifanno alle loro antiche tradizioni ed usano questi splendidi fiori per addobbare le chiese durante le cerimonie religiose.
Una leggenda moderna fa della bignonia una pianta sacra al sole e, non a caso, fiorisce dal solstizio d’estate all’equinozio di autunno; rappresenta la vita felice nella luce. Nel linguaggio dei fiori, regalare un ramo di bignonia significa augurare una inattesa fortuna.
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