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Yoga

Le Asana e i loro Benefici

A cura di Maria Grazia Prochilo

Il termine asana deriva dalla radice sanscrita as, che vuol dire ‘sedere’, ‘stare seduti’; pertanto esso significa propriamente ‘posizione seduta’, ‘modo di sedersi’ adatto alla meditazione, ‘sedile’, ‘stuoia’ su cui sedersi e, per estensione, semplicemente ‘postura’, ‘modello posturale’ in cui c’è partecipazione mentale e consapevolezza da parte di chi lo assume. Anticamente solo le posizioni sedute erano considerate asana, utili per la pratica di pranayama (controllo dell’energia vitale attraverso il respiro) e dhyana (meditazione) e perciò comode e stabili. Ma la stabilità, la comodità, l’assenza di sforzo e l’immobilità costituiscono un elemento distintivo della maggior parte delle posture yogiche. Nella pratica delle asana sono infatti fondamentali il rilassamento e la concentrazione (non è un caso che, acquisita una certa padronanza delle stesse, le si esegua ad occhi chiusi), al fine di giungere ad una presa di coscienza del proprio corpo e della propria mente.

Le asana sono diffusamente descritte nei fondamentali testi classici dello Yoga, quali: le Upanisad, la Bhagavad-Gita, gli Yoga-Sutra, il Goraksasataka, l’Hatha-Yoga-Pradipika, il Gheranda-Samhita e lo Siva-Samhita. In particolare, gli Yoga-sutra di Patanjali (codificatore dell’Asthanga-yoga) nel cap. II descrivono le asana come una delle componenti fondamentali dello Yoga (v.29), precisando (vv.46-48): “Le asana devono essere stabili e comode. Si ha padronanza sulle asana rilassandosi dallo sforzo e meditando su ciò che è illimitato. Allorché si ha padronanza sulle asana, si ha un arresto dei disturbi prodotti dalle dualità”. La stabilità di cui parla Patanjali va intesa in senso fisico e mentale: solo in questo caso si ingenera un piacevole stato di benessere; tale equilibrata stabilità va raggiunta attraverso l’abbandono di ogni sforzo e il raggiungimento di uno stato di osservazione “passiva”, di ascolto.

Pur essendo approntate principalmente per preparare il corpo e la mente alla pratica meditativa, le asana hanno la funzione e il valore di una terapia fisica, poiché agiscono positivamente sia a livello psichico che a livello corporeo. Mantenendo una postura per alcuni minuti, si stimolano i propriocettori (recettori della sensibilità situati nei muscoli, nei tendini e nelle articolazioni) e i viscerocettori (recettori presenti negli organi interni e nei vasi sanguigni).

Come esercizi di stiramento statico, le asana potrebbero essere assimilate apparentemente agli esercizi di stretching; tuttavia esse non possono essere considerate dei comuni esercizi ginnici per una serie di motivi, primo fra tutti la particolare concezione dell’essere umano e dell’universo che sostanzia lo Yoga. Restando sul piano psico-fisico, va sottolineato che gli stiramenti statici delle asana sono lenti e controllati, preparati da specifici yogoda (esercizi) e raggiunti attraverso un movimento armonioso, che permette di mantenere le posture in modo confortevole per un tempo lungo; tali stiramenti consentono di ottenere maggior controllo sul raggiungimento delle posizioni, sulla sicurezza e sull’efficienza dell’esecuzione; il corpo e la mente lavorano in sintonia: ciò favorisce l’introspezione; non c’è nelle asana spirito di competizione; il loro fine è il raggiungimento dell’equilibrio attraverso la scoperta e l’eliminazione degli squilibri interni.

Il successo nell’esecuzione delle asana si misura sulla base dell’attenzione prestata al corpo e alla mente nella loro pratica. Le posture yogiche possono integrare le comuni discipline sportive ma non avviene il contrario: nella pratica dello sport le asana sono utili per prevenire incidenti, come terapia di possibili lesioni, per migliorare le prestazioni che di solito comportano movimenti vigorosi. Questi ultimi possono causare stiramenti e distorsioni: in tal caso è utilissimo ricorrere allo stiramento statico delle asana, che permette ai muscoli di adattarsi ad ogni movimento e costituisce un’ottima tecnica di riscaldamento; migliora inoltre la circolazione sanguigna e il coordinamento neuro-muscolare, che a sua volta affina le abilità sportive.

La pratica delle asana differisce da quella dei comuni esercizi anche perché è strettamente connessa al controllo del prana (energia vitale) tramite il respiro (pranayama). Le asana rilassano le zone del corpo che coinvolgono, predisponendole a ricevere un flusso maggiore di prana. Nelle comuni discipline sportive i movimenti veloci richiedono un notevole dispendio di energie e coinvolgono solo i muscoli superficiali; nelle asana – al contrario - i movimenti lenti coinvolgono la muscolatura profonda e comportano un minore dispendio energetico; si può anzi senza dubbio affermare che le asana approvvigionano l’organismo di energia, poiché agiscono non solo sul corpo fisico ma anche su quello “sottile” o energetico. Le posture yogiche tendono inoltre al raggiungimento della simmetria, della coordinazione e della resistenza del corpo attraverso l’attivazione degli organi interni e il loro armonico funzionamento.

Esse contribuiscono a rafforzare la muscolatura viscerale e l’apparato locomotore. Alcune asana potenziano e altre allungano la muscolatura, migliorando la postura, l’attività cardiocircolatoria, l’attività di espulsione delle tossine e delle sostanze di rifiuto. Esse aiutano a prevenire l’invecchiamento dei tessuti muscolari e articolari e ad equilibrare il sistema neuro-vegetativo. Ogni postura agisce in modo specifico su determinati organi interni, disintossica il corpo e riequilibra il sistema endocrino. Con la pratica delle asana si affina la capacità di percezione del corpo e delle sue sensazioni, di controllo delle varie masse muscolari.

La capacità respiratoria migliora, poiché i muscoli respiratori vengono potenziati e utilizzati al meglio. L’uso corretto del respiro permette di controllare la mente, la cui attività è ad esso strettamente connessa. La mente, a sua volta, partecipando ai movimenti e alle posture senza distrazioni, si interiorizza, si rilassa e può riequilibrarsi: ne consegue un’influenza positiva sul sistema nervoso e sulla psiche.

DESCRIZIONE DELLE POSIZIONI (clicca sulla voce)

Posizione del corpo mezzo capovolto

Posizione del saluto al Sole

Posizione della candela

Posizione del pesce

Posizione del cadavere

Posizione del cobra

Posizione dell'albero

Posizione della pinza o dell'ovest

Posizione del triangolo

 

Maria Grazia Prochilo

Si avvicina giovanissima all’esoterismo e alle tradizioni misteriosofiche delle antiche civiltà; seguendo interessi personali e professionali.

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